Il mondo del ballo in Italia
02 gen 2014

A cura di
Sauro Amboni
4. La donna nello sport e nella Danza Sportiva.

 

 

 

 

 

 

  Nella foto a fianco
il Relatore Dr. Monsellato
e i relatori del Congresso.

 

 

 

 

 

 

 



 

Biografia di Marcella Costato.
(a cura di Sauro Amboni).

 

Marcella Costato, dopo una breve esperienza di competitrice, ha conseguito:

  • il Diploma MIDAS di Maestro di Ballo nella disciplina “Balli e Danze di Società”,
  • il brevetto internazionale NTA (National Teacher Association) di 2° livello, per l’insegnamento delle danze country.

Tiene corsi di Danza Sportiva con i ragazzi delle scuole secondarie nella provincia di Monza Brianza. E’ insegnante curriculare di ruolo presso la scuola secondaria di 1° grado di Cornate d’Adda.

Ha ottenuto, presso il CONI, gli attestati di:

  • Educatore Sportivo di 1° e 2° livello,
  • la formazione base per Dirigente Sportivo,
  • il Diploma di “Disabilità e sport”,
  • il Brevetto di Animatore Sportivo Special Olympics, riconosciuto dal CONI, per l’insegnamento a persone con disabilità intellettiva.

Laureata in scenografia e specializzata nell’insegnamento delle persone disabili, collabora con la rivista di Danza Sportiva, Tuttoballo”, sulla quale ha pubblicato diversi articoli e reportage, inerenti a congressi e seminari di studio, legati al mondo della danza e dello sport.

  • E' Tecnico FIDS/CONI e membro NTA.,
  • È Formatore MIDAS per le Danze CW.

 

 



 

(a cura di di Marcella Costato).

Quarta Parte.

 

(per la prima, seconda e terza parte vedi le puntate precedenti).

 

La donna nello sport

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.

(William Shakespeare)

 

Indice

Biografia

Coordinatori del progetto CONI

Obiettivi del corso

I Relatori

La donna atleta nell’esercito

Rapporto allenatore/atleta

Secondo le atlete, un allenatore maschio: . . . . .

Secondo le atlete, un allenatore femmina . . . . . :

Queste le qualità che un allenatore, uomo o donna; dovrebbe possedere: . . . . . . .

Capacità emotive ed empatiche caratteristiche di uomo e donna

Rapporto allenatore-atleta donna

La gestione della vita e le relazioni familiari

Perchè la donna in passato stava lontano dallo sport?

Femminilità e sport

Donne al vertice

Servono all’allenatore o all’atleta?

Quando insorge il DCA nello sport?

Quando mettersi in allarme?

Categorie a rischio

Sport estetici

Sport come strumento di prevenzione

Il corpo femminile: aspetti fisiologici

Il corpo femminile: aspetti fisiologici

Problematiche specifiche femminili

Sport e menopausa

Conclusioni

 

 

Parte quarta

Il corpo femminile: aspetti fisiologici

 

Il dott. Monsellato ha spiegato, facendo riferimento a dati ISTAT, che gli uomini praticano maggior attività sportiva rispetto alle donne, anche se, negli ultimi anni il divario sta diminuendo. 

Sembra, infatti, che l’unica fascia di età in cui le bambine superino i maschi, nella pratica sportiva, sia quella compresa tra i tre e cinque anni.

Gli sport scelti dalle donne sono, soprattutto, la ginnastica, il nuoto, l’aerobica, la pallavolo.

N.B. La danza e il ballo sono praticati dal 13,5%  delle donne contro l’1,4% degli uomini.

Fino alla pubertà la donna e l’uomo hanno un potenziale atletico simile, ma con la maturazione sessuale si evidenziano caratteristiche fisiche diverse.

Nella donna aumenta la percentuale di grasso corporeo, in media il 25% rispetto al 15% all’uomo, e ciò non è d’aiuto nella maggior parte delle prestazioni sportive.

La massa muscolare costituisce circa il 40% del peso totale , contro il 60% circa dell’uomo. Per questo motivo la forza muscolare della donna, per una questione fisiologica, è sempre inferiore a quella di un uomo.

Ciò nonostante, i muscoli delle donne, per loro caratteristica hanno la capacità di resistere maggiormente alla fatica.

Anche a livello dell’apparato locomotore, gli arti più corti e il bacino più largo fanno si che in alcuni sport, come ad esempio la corsa, vi sia una minore efficienza meccanica.

Nello stesso tempo è bene ricordare, parlando di apparato locomotore, che la presenza di estrogeni rende il corpo femminile molto più elastico di quello maschile. La minore resistenza ossea della donna, tuttavia, è una delle cause maggiori d’infortunio, rispetto agli atleti maschi.

 

Problematiche specifiche femminili

Il dottore ha ricordato che un’attività sportiva molto intensa con carichi di lavoro pesanti, può ritardare la maturità sessuale di una ragazzina e perfino creare un rallentamento della sua crescita.

La mancanza di mestruazioni (amenorrea), in caso di attività fisica esagerata, può costituire un sintomo della Sindrome della Triade dell’Atleta così formata:

 

Disordini alimentari

Amenorrea

Osteoporosi

 

 

 

N.B. Prestare attenzione se l’atleta si allena eccessivamente, ha sbalzi d’umore,  ansia  da cibo e notevoli cali di peso.

 

L’attività  sportiva, in una donna sana, non è controindicata nella gravidanza, tranne che per  gli sport ad alto rischio di traumi.

Si è notato, infatti, che atlete in gravidanza hanno ottenuto, spesso, risultati di altissimo livello.

E’ stato dimostrato che il parto è avvenuto in modo più semplice nelle atlete.

Per questo motivo si può affermare che la maternità non limita le prestazioni sportive.

 

 

Sport e menopausa

Con l’avanzare dell’età e l’inizio della menopausa, nella donna ha inizio la perdita di massa ossea che può raggiungere situazioni preoccupanti.

Per questo motivo lo sport, in questa fase della vita, si pone degli obiettivi importanti:

  • Correggere la postura.
  • Migliorare la forza e la resistenza muscolare.
  • Migliorare l’equilibrio e la coordinazione.
  • Ristabilire la mobilità delle articolazioni.
  • Migliorare la capacità respiratoria.
  • Aumentare la densità ossea.
  • Controllare e ridurre i dolori cronici.

 

 

Conclusioni

Oggi la donna ha raggiunto traguardi importanti in tutti i campi. Grazie ad impegno e forza di volontà è riuscita, spesso, a surclassare l’uomo, anche se ha dovuto faticare il doppio per affermarsi. Non dobbiamo dimenticare, però, che il suo organismo possiede caratteristiche diverse da quelle di un uomo e pertanto, nello sport, occorre evitare la competizione fra maschi e femmine, ma ricercare la capacità di fare squadra.

 

 

Marcella Costato

 

 

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