Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
ACUSTICA, PIU’ DOLORI CHE GIOIE
'E’ necessario affrontare quest’argomento con tre premesse:

1. L’inquinamento acustico è un vero male sociale, regolamentato da leggi inflessibili e provvedimenti ispirati alla difesa sia del cittadino, in genere, sia dei lavoratori che svolgono attività in ambienti rumorosi (non solo discoteche, ma anche industrie e fabbriche).
2. Il diritto alla salute è tra quelli inalienabili dell’essere umano, sancito dalla Costituzione e garantito dallo Stato, anche in discoteca o nei palazzetti dove si svolgono gare di ballo e nelle strutture, come palestre e scuole, dove si utilizzano attrezzature audio per il ballo.
3. La progettazione e la realizzazione di impianti audio, i trattamenti acustici fonoassorbenti e quelli fonoisolanti, vanno demandati agli esperti ed ai professionisti del settore, uniche figure in grado di affrontare e risolvere i problemi in maniera specifica e non attraverso generiche quanto inutili manipolazioni.

Ho un impianto da 2000 watt! Ho rinnovato tutto l’arredamento ed installato delle nuove casse amplificate da 600 watt! Quante volte abbiamo sentito frasi simili? Esse testimoniano che, nell’immaginario collettivo, la qualità dell’impianto audio è ricondotta, unicamente, alla sua potenza. Niente di più errato; ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di individuare gli effetti nocivi di un’eccessiva esposizione all’inquinamento acustico.
Insieme all’unità di potenza (watt), il decibel (dB), derivato dal nome dell’inventore Graham Bell, è il riferimento (abusato) principale nel campo della riproduzione musicale. L'orecchio umano non risponde in modo lineare né alle variazioni di pressione sonora, né alle diverse frequenze a cui è esposto, per questo si è reso necessario inventare un'unità di misura che, convenzionalmente, fissi il punto “0” sulla soglia di udibilità dell’orecchio umano. Zero dB di pressione sonora significa “silenzio” relativamente alla nostra capacità di percepire i suoni. Per tener conto, inoltre, della nostra maggiore sensibilità alle frequenze medio/alte, rispetto a quelle basse, si è introdotto il dBA, dove “A” è una curva di ponderazione ancora più vicina alle nostre reali percezioni uditive.
Gli effetti nocivi dell’inquinamento acustico sembrano manifestarsi già esponendosi, per diverse ore giornaliere, ad un livello sonoro di circa 80 dBA. Aumentando i decibel, ovviamente, diminuiscono le ore d’esposizione sufficienti a “nuocere”.
Gli effetti nocivi di quest’inquinamento non si limitano alla sordità, e siccome non sembra esistere un adattamento al rumore da parte del nostro organismo, esso è soggetto ad alterazioni di tipo neurologico e psicologico che provocano una serie d’effetti negativi sul sistema nervoso, influenzando il senso dell’equilibrio, le capacità psicomotorie e di concentrazione, su quello cardiovascolare, sull'apparato respiratorio, allo stomaco ed alla vista. I vari effetti negativi interagiscono tra loro, rompendo il delicato equilibrio dell'organismo e predisponendolo ad altre malattie; soprattutto, ad infortuni ed incidenti (in particolar modo quelli d’auto).
Fatta salva la buona fede di proprietari di discoteche, DJ, organizzatori di gare e maestri di ballo, il primo passo verso la soluzione di questi problemi è la conoscenza. Essa ci da gli elementi per comprendere che, quella che sembra “un’onerosa spesa” è, invece, un vero e proprio “investimento”.
Affidarsi ad un tecnico del suono per progettare ed installare l’impianto audio, oltre a tutti i vantaggi immediati in ordine alla fruibilità della musica, renderà più duraturo l’impianto stesso e drasticamente meno onerosi gli interventi di architettura acustica necessari al raggiungimento delle condizioni “legali” di esercizio.
In un locale chiuso l'energia sonora non subisce la stessa attenuazione come avviene all’aperto.
Infatti le pareti riflettono il suono rinforzandolo e comportandosi, in definitiva, come tante sorgenti sonore. Il fenomeno è ingigantito dalla presenza di superfici riflettenti, marmi, specchi e pareti particolarmente lisce. Ben lo sanno i poveri musicisti, quando i luoghi deputati alle esibizioni sono particolarmente spogli e rimbombanti. Vengono fuori dei suoni pessimi, indipendentemente dalla qualità degli amplificatori, con una drastica riduzione dell'intelligibilità dei suoni stessi. Avete presente lo stordimento ed il disgusto che provoca l’”ascolto” (tanto per usare un eufemismo...) della musica nei palazzetti durante le gare di ballo? Si ritorna a casa con le orecchie che fischiano e un “blob” mostruoso di rumori nel cervello. Una consistente attenuazione del fenomeno si ottiene utilizzando un gran numero di casse acustiche, di bassa potenza, dislocate in maniera capillare nell’impianto. Si realizza in tal modo una forma di filodiffusione che riduce drasticamente il fenomeno di riflessione delle pareti. Ma le paroline magiche, per risolvere questo tipo di problemi, sono il FONOASSORBIMENTO ed il FONOISOLAMENTO. Essendo però i palazzetti dei luoghi deputati normalmente ad attività sportive che non richiedono l’utilizzo di impianti sonori, nessuna spesa verrà mai destinata in tal senso. Il discorso cambia, radicalmente, quando è riferito alle discoteche, alle sale ed alle scuole di ballo.
Il fonoassorbimento è il trattamento acustico delle superfici interne dei locali, come, ad esempio, l’installazione di particolari pannelli, teso ad assorbire i suoni che normalmente sarebbero riverberati dalle pareti. In tal modo si esaltano le qualità dell’impianto audio ed aumenta il confort per i fruitori della musica. L’arredamento stesso va scelto in funzione di questi principi.
Il trattamento fonoisolante, invece, persegue lo scopo di ridurre il passaggio d’energia sonora tra l'ambiente dove è generato il suono e l'esterno. Questo serve, fondamentalmente, a non disturbare il vicinato. Il fonoisolamento è molto più semplice da realizzare per le strutture ancora in fase di costruzione. Più difficile e costosa è la realizzazione su strutture già in essere.
Rosario Rosito, 03 marzo 2006

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