Il mondo del ballo in Italia
19 mag 2014

A cura di
Rosario Rosito
Al corso di ballo per rimorchiare

È entrato deciso, annusando l’aria in cerca di effluvi femminili, che c’erano eccome, ma mischiati a sudorazioni, deodoranti per il corpo, esatimodore per le scarpe, borotalco per ogni dove.

Il maestro gli ha fatto cenno di aspettare un minuto, ha finito un giro di valzer con l’allieva di turno e gli ha concesso udienza, osservandolo da capo a piedi come si osserva uno sconosciuto 50 enne normolineo e paffutello, occhialuto, con guance arrossate da una persistente timidezza.

-vorrei iscrivermi ma non ho la dama –

Che tradotto in linguaggio comune significa:

- sono costantemente arrapato all’ultimo stadio e vorrei rimorchiare -

- Ci sarebbe una dama disponibile…- accenna la frase il maestro, con tono professionale, che tradotto significa:

-ti dovrai accontentare di un cesso esagerato, l’unica che acconsentirebbe a ballare con te-

 

Detto fatto arriviamo al primo incontro, quello cruciale, l’approccio, il momento che decide i destini di due anime votate al ballo ma destinate tutt’al più a una biblioteca comunale o un corso di burraco.

Febbrili sono stati i preparativi, nulla lasciato al caso. Lei per l’occasione ha comperato al mercato rionale del mercoledi un vestitino nuovo, sobrio come una carta da parati per la stanzetta del bambino, e specchiandosi prima di uscire ha intravisto qualcosa di Jennifer Lopez, ma sarebbe più appropriato assimilarla al divanetto coloniale dell’attrice, quello a fiori rosa e lilla. Si è abbondantemente cosparsa di Violetta di Parma, che sa di cotognata, garofani del cimitero e bostik.

Lui si è fatto la tintura da Mimmo, il barbiere di fiducia, a cui non è sembrato vero passare da 10 a 25 euro in un sol colpo. Ora sembra un po Berlusconi, un po Big Jim, insomma uno di quei personaggi coi capelli pitturati sul cranio direttamente col rullo da imbianchino con quei prodotti a base plastica che si usano per le coperture coibentate. Ed ecco l’incontro.

Si guardano, lui guarda lei, lei guarda lui, e si schifano all’istante. L’arrapamento di lui si evolve in voto di castità, la speranzella fiduciosa di lei si evolve in nausea e mal di stomaco. L’incontro dura 30 secondi cronometrati, nonostante gli sforzi immani del maestro di agevolare, spingere, favorire, rassicurare, promettere.

Lui se ne va pensando: - basta col ballo –

Lei se ne va pensando: – basta con questa scuola –

Il maestro resta pensando: - ma perché se i cessi sono loro la merda resta a me?!

Rosario Rosito - 19 maggio 2014

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