Il mondo del ballo in Italia
14 apr 2011

A cura di
Sauro Amboni
Alberto Spadolini: ambasciatore del Ballo e dell’Arte italiana nel Mondo (saggio di Marco Travaglini

 

Alberto Spadolini:
ambasciatore del Ballo e
dell’Arte italiana nel Mondo

a cura di Marco Travaglini

 
 SPIE CON LICENZA DI DANZARE
 

Alberto Spadolini (Agente segreto)
 
 

Eredi di Mata Hari, generosi come Mistinguett, intrepidi come Joséphine Baker. Dalle pieghe smemorate del tempo, riemerge una figura leggendaria. E’ Alberto Spadolini, pittore, danzatore … agente segreto

 
 

Alberto Spadolini (Ancona 1907 – Parigi 1972), qui ritratto fra le stelle della danza internazionale, è stato definito da Anton Giulio Bragaglia: “ … un uomo sorretto dai segreti!” I riflettori l’hanno accompagnato per mezzo secolo nei teatri, nei cinema, nei cabaret, nelle gallerie d’arte, nella vita privata. Eppure, di tutto questo, racconta ben poco alla madre e alle sorelle che nel dopoguerra visita regolarmente ogni anno. Solo il casuale ritrovamento del suo archivio ha permesso di ricostruirne le gesta.

 
 
 
Alberto Spadolini (danzatore)
 

Spadolini inizia la sua attività come aiuto-scenografo e pittore al Teatro degli Indipendenti, luogo privilegiato dalle avanguardie artistiche italiane, accanto a De Chirico e Marinetti. Alla fine degli anni ’20 il Teatro chiude i battenti sia a causa di gravi problemi finanziari che per ordine di Benito Mussolini che mal sopporta quel branco di giovinastri che l’hanno soprannominato “il violinista”.

 
 

L’artista anconetano si reca dall’amico e maestro Gabriele d’Annunzio che gli consegna alcune lettere di presentazione per introdurlo nel mondo artistico parigino. Naturalmente durante le sue visite al Vittoriale Spadolini deve sottostare al ferreo controllo del funzionario Giovanni Rizzo (‘longa manus’ di Mussolini), che spia la corrispondenza, le conversazioni telefoniche e gli incontri con il celebre poeta; ad origliare dietro la porta c’è l’avvenente spia altoatesina Emy Heufler, che alla morte di D’Annunzio passerà alle dirette dipendenze del Ministro degli Esteri nazista Von Ribbentrop.

 
 


Alberto Spadolini (atleta)
 

Ritroviamo Spadolini nel 1931 sulla Costa Azzurra: sporco di vernice, madido di sudore, dipinge scenografie in una sala da ballo quando all’improvviso è posseduto dal dio della Danza. Abbandonati pennelli e tavolozza egli diventa “Premier Danseur de l’Opéra de Monte Carlo”, osannato come il nuovo Nijisky, si esibisce con Serge Lifar, fa ingelosire Pablo Picasso, fugge con la moglie di Jean Renoir, ma non disdegna d’apparire in spettacoli di beneficenza a favore dei Garibaldini delle Argonne, dei Mutilati e delle Croci di Guerra.

 
 
 

Quando Spadolini sbarca a Parigi nel cuore dei francesi regna ancora la mitica Mata Hari (1876 – 1917), riproposta sugli schermi da un’insuperabile Greta Garbo. Questa poliglotta spia-ballerina, ammaliatrice di ambasciatori e generali, è arruolata durante la 1° Guerra Mondiale dai servizi segreti tedeschi e abilmente istruita da Fräulein Doktor, non disdegna di concedere i suoi favori anche al controspionaggio francese. Scoperta dal “Deuxième Bureau” è processata e fucilata in una nebbiosa mattina d’autunno.

 
 

A pretendere Spadolini nel Music-Hall è la cantante e ballerina Mistinguett (1872 – 1956). Nel corso di una danza ‘carioca’ la celebre Miss sta per cadere, ma viene ‘presa al volo’ da Spadò, come ora viene soprannominato dagli amici parigini. E lei, che non dimentica quel nobile gesto, nel dopoguerra sarà la madrina della sua prima mostra di pittura alla Galerie de l’Elysée-Palace di Parigi.

 
 
 
 

Mistinguett entra nei servizi segreti francesi durante la 1° Guerra Mondiale allorché il suo amato Maurice Chevalier viene ferito al fronte e fatto prigioniero dai Tedeschi. Eroicamente compie una serie di viaggi all’estero, strappa preziose informazioni al Principe Tedesco Gottfried-Hohenlohe, al nostro Re Vittorio Emanuele III, riuscendo infine a liberare il bel Maurice grazie all’intervento del Re di Spagna Alfonso XIII.

 

 

Ma a rendere celebre Spadolini sono le esibizioni al Casinò de Paris con la ballerina e cantante di colore Joséphine Baker (1906 – 1975), con cui ha una burrascosa avventura sentimentale: “Parigi si ricorda ancora di quella notte in cui ha scoperto Spadolini. Era in una rivista di Joséphine Baker. Sulla musica del ‘Matrimonio segreto’ di Cimarosa, nella scenografia di stile cinese uscì, sembrò da una tela del XVIII° secolo, Alberto con Joséphine vestita da marchesa creola. Visione meravigliosa che provocò l’entusiasmo di Parigi.”

 
 
 

La stessa Joséphine ci racconta la sua guerra segreta: arruolata allo scoppio della seconda guerra mondiale dai servizi segreti francesi, viene incaricata di trasportare informazioni di vitale importanza trascritte ad inchiostro simpatico sugli spartiti musicali: “… avrebbe portato in Portogallo tutte le informazioni raccolte sull’esercito tedesco nell’ovest della Francia, sulle basi aeree, sui porti, sui mezzi da sbarco in previsione di un eventuale attacco a Gibilterra … e sullo sbarco previsto nel novembre del 1940 di agenti dell’Abwehr II sulla costa gallese.”

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