Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
“AMICI”... A S-PROPOSITO DI TALENTO
'Non me ne vogliano i fans della trasmissione, ma quest’anno “AMICI” è inguardabile. Tra mille aspetti criticabili, ce ne sono almeno due che proprio non si riesce a digerire. Il primo è l’inaccettabile “leggerezza” con la quale gli insegnanti criticano, e talvolta umiliano, in diretta, i propri allievi. Un maestro saggio si riserva le critiche e le ramanzine per esternarle nel privato delle lezioni, a quattr’occhi, evitando di mortificare pubblicamente l’allievo. Troppo comodo prendersi i meriti quando l’allievo ci gratifica con una bella performance e “scaricargli” le colpe quando ci fa fare brutta figura. Parliamo di ragazzini di 18/20 anni, in una fase delicata della formazione, nella quale bisogna tenerli al riparo dagli incalcolabili danni che può provocare una caduta dell’autostima. Un buon maestro, alla fine di un’esibizione, incoraggia, sempre e comunque, il proprio allievo. Infierire nel momento di disagio è squallido, poco professionale ed inaccettabile se ci si ispira al buon senso.
Un altro punto dolente è il ballottaggio continuo di cui è oggetto il sostantivo “TALENTO”. Nessuno si preoccupa di cosa significhi realmente “avere del talento” per una determinata disciplina. Accade così che per gli ineffabili protagonisti della trasmissione (maestri, pubblico, allievi, ospiti variopinti) una ragazzina con una buona voce ed una discreta capacità interpretativa “ha un gran talento”; un ragazzo che ha buone basi di danza classica “è un vero talento”; un altro che balla da poco e non ha ancora perfezionato le basi “non ha nessun talento”; l’elenco di frasi sconnesse potrebbe continuare a lungo. Per fare chiarezza controlliamo, innanzi tutto, sul dizionario della lingua italiana, la definizione del sostantivo nelle sue principali accezioni:

• Predisposizione, particolare capacità e abilità nel fare qualcosa.
• Dicesi di persona geniale, dotata naturalmente di grandi capacità.

Si osservi che le definizioni puntano sulla “PREDISPOSIZIONE” e sulle “DOTI NATURALI”, non certo su una “discreta” o “buona” qualità acquisita magari in anni di studio forsennato. È, plausibilmente, più dotato di talento l’autodidatta o il principiante che balla benino, anziché l’allievo che, dopo 5 o 7anni di studio, balla un poco meglio di lui. Il talento va misurato tenendo conto delle potenzialità dell’allievo, della naturalezza con cui assimila, ancor più che del grado di preparazione raggiunto. Aggiungo che, il vero talento, presuppone genialità ed è qualità piuttosto rara. Lo dico, senza nessun preconcetto, sulla base della mia personale esperienza. Una trasmissione che ha tanto seguito nel pubblico giovanile, dovrebbe trattare con maggior cautela determinati argomenti e poi, se un allievo non ha talento o non riesce ad esprimerlo, qualche colpa l’avrà pure il corpo insegnanti, considerato che è esso stesso responsabile delle selezioni per l’ammissione alla scuola e del corretto andamento dei corsi di studio, non vi pare?
Rosario Rosito, 20 marzo 2006
Galleria fotografica
Scuole di ballo - Consigliate
spazio riservato
alle scuole consigliate
Scuole di ballo

Vicenza (VI)

Via dell'Edilizia 110, 1° piano

Roccella Ionica (RC)

Via Marina, 2 sopra dopolavoro...

Palazzolo sull'Oglio (BS)

Ricerca partner

Per imparare/migliorare

52 anni - Per imparare/migliorare

Treviso (TV)

45 anni - Per imparare/migliorare

Padova (PD)