Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
AMICI, ANZI NEMICI
'Più che un gruppo di amici, quello che abbiamo seguito quest’anno in Tv è sembrato un branco di lupi famelici pronti a sbranarsi l’uno con l’altro: ragazzi tutt’altro che sprovveduti, dal punto di vista del talento, ma eccessivamente “agguerriti”, tanto per usare un eufemismo, sul piano della competizione. Aggressioni verbali, pettegolezzi, bugie e opportunismo quest’anno l’hanno fatta veramente da padrona. Senza dire poi del famoso “Pubblico parlante”: COSA – E’ – STATO – QUEST’ANNO – IL – “PUBBLICO – PARLANTE”!! Di una cattiveria, ma di una cattiveria, che persino “le iene” sarebbero arrossite al confronto. Tutto all’insegna del motto “più siam cattivi e più siam visibili”; ma c’è un limite alla decenza? Certe uscite sembravano (o, per meglio dire, erano) premeditate, nient’affatto scalfite dalla bravura mostrata, magari, nell’esibizione appena conclusa. Il ragazzo di turno, ancora sudato ed ansimante per l’esibizione, fiducioso e convinto di aver dato il meglio di se, era immediatamente stroncato dal “parlante” di turno: non sei nessuno! Cambia mestiere! Datti all’ippica! Sembri un elefante che balla…ed anche di peggio è stato detto.
Il perché di tanta arroganza credo di averlo gia spiegato da qualche altra parte, ma giova qui ricordare che la trasmissione in questione è particolarmente seguita dai giovanissimi, ai quali arriva, preciso e nitido, il messaggio di fondo: aggredire, prima di tutto. Rischio, chiaramente, di fare la figura del bacchettone, rilevando queste cose, ma vale la pena correre il rischio se può servire, anche minimamente, a far riflettere su quanta divaricazione esista tra le esigenze televisive, dello spettacolo, e le esigenze del mondo reale, soprattutto degli educatori.
Quante volte ci saremmo voluti trovare al posto di uno dei ragazzi per rispondere a tono alle assurdità del “parlante”! Soprattutto chi conosce i sacrifici che si fanno per raggiungere certi livelli, un po’ di sdegno deve averlo provato senz’altro. Stiamo parlando di ragazzi, in ogni modo, baciati in fronte dalla dea bendata. Dietro questi pochi volti “visibili” in Tv ci sono migliaia e migliaia di fantasmi, artisti senza volto e senza identità, definiti semplicemente “aspiranti”. Il mondo luccicante dello spettacolo è circondato da un esercito muto di “aspiranti”; la stragrande maggioranza di loro resterà tale.
Ultime note di riflessione: è poi così sicuro che amici “più amici” e parlanti “meno sparlanti”, danneggerebbero Sua Maestà “Audience”? Inoltre, perché non dare un po’ di soddisfazione in più alla numerosissima comunità Albanese in Italia, intervenendo con maggiore fermezza nei casi di “rigetto” verso la personalità di Klajdi Selimi, certamente ingombrante, ma di grande saldezza morale e di sicuro talento?
Rosario Rosito, 18 aprile 2005
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