Il mondo del ballo in Italia
21 apr 2008

A cura di
Rosario Rosito
AMICI, MA COSE DIVENTATO QUESTO PROGRAMMA?
Cos’è rimasto di quel bel programma che entusiasmava famiglie intere e faceva discutere in treno, in aereo, al bar, e persino in parrocchia, giovani e meno giovani?
Ho ancora negli occhi la finale di quest’anno. Con la “pelata” di Platinette (senza parrucca sembrava un Buddha di gomma) che si dimenava in pista tra i ballerini di Daniel Ezralow. Uno show nello show. Pasqualino (un talento strepitoso - l’ho avuto come allievo qualche anno fa) faceva il verso a Jorge Iancu, perché Maria glielo chiedeva continuamente e lui si adeguava, visto che il canto sembrava l’ultima cosa che interessasse realmente autori e conduttori del programma. Partiamo proprio da Pasqualino. Ha un orecchio formidabile, ma la cosa non ha interessato nessuno, anzi non è proprio venuta fuori. Di lui s’è sottolineato soprattutto la tecnica, ma solo per denigrarne meglio il timbro, che in realtà non è affatto male come s’è voluto lasciar intendere.
Marco, una voce bellissima. Un ragazzo sensibile e dolce, di cui si è detto tutto il male possibile. Ad un certo punto una giornalista ha persino insinuato che lui non era emozionato perché era certo di vincere. Come si fa dire cose del genere? E potrei continuare con Roberta o con Francesco: stessa storia, tutti a cercare il pelo nell’uovo e nessuno realmente interessato al talento ed ai sacrifici che stanno alle spalle di una carriera, seppur appena iniziata.
La scuola di amici non insegna un bel niente. Solo pettegolezzi e finzione allo stato puro. I maestri sono diventati i veri protagonisti, insieme agli ospiti fissi. I ragazzi, seppur pieni di talento, ormai sono il contorno, la cornice di un quadro a fosche tinte che rappresenta la cattiveria, l’infingardaggine, il tradimento, il paradosso. Non è né bello né edificante, per nessuno. Nella vita reale, meno male, non accade nulla di tutto quello che il programma detta come “leggi dello spettacolo”. Nella vita reale il talento è la prima cosa che viene richiesta. Nessun discografico ti da un’opportunità se non hai talento. Nessun teatro dell’opera e nessun coreografo ti ingaggiano perché “buchi il video” e sai parlare o perché le ragazzine ti votano. Ci vogliono talento e sacrifici. Altro che la scuola di amici! Tra qualche mese dei quattro ragazzi nessuno parlerà più, come è accaduto per i loro colleghi degli scorsi anni. Resteranno solo gli adulti marpioni, a far finta di litigare, come nei peggiori reality. A meno che… Francesco non venga fagocitato dal programma stesso (com’è accaduto per Ambeta e per Leon) e qualcuno dei cantanti, anziché lasciarsi portare alla deriva dalle comparsate, non faccia i passaggi giusti per entrare nell’orbita dell’unica realtà concreta di un cantante: il discografico, ovvero quello che investe i soldini su di te.
Rosario Rosito, 21 aprile 2008
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