Il mondo del ballo in Italia
14 mag 2012

A cura di
Sauro Amboni
Avanti di questo passo la Danza Sportiva scompare e la responsabilita’ e’ di tutti.

Premessa.

Il numero di giovani e giovanissimi che partecipano alla Danza Sportiva e'  in significativo e costante diminuzione di anno in anno.

Ultimamente vedo personalmente alle competizioni un numero di giovani e bambini sempre inferiore al 5-10% delle coppie complessivamente in gara.

Pochissimi e quasi assenti i giovani e giovanissimi nel LU e BS; pochi nelle danze ST, leggermente maggiore nelle LA e nei CB.

Con l’avanzare dell’età è ragionevolmente da ritenere che rimarranno in pista, per ovvii motivi, quasi solo atleti senior nel LU e BS con poche eccezioni delle ST e quasi nessun senior nelle LA e CB.

 

Manca il ricambio generazionale

Questo significa che manca il “ricambio” generazionale e che se si prosegue di questo passo, fra 5-10 anni scompare la Danza Sportiva.

Bisogna pertanto escogitare iniziative e realizzare interventi mirati specificatamente a rimediare al fenomeno in atto.

Fra le tante iniziative possibili, di cui ne parlerò nei prossimi articoli, e di cui ne ho già discusso in riunioni fra dirigenti, una delle più immediate e anche facilmente realizzabili è quella di mettere al centro dell’attenzione, dell’impegno e dei programmi immediati  di tutti i giovani e i bambini.

Ciò soprattutto osservando il codice di comportamento etico attuando  quindi  il fair play.

 

 

Esortazione a Tecnici, maestri, dirigenti e organizzatori

Dirigenti, tecnici, maestri e organizzatori dovrebbero porre al primo posto la loro attenzione verso i giovani dando loro l’esempio di rettitudine comportamentale, abbandonando ogni comportamento aggressivo, evitando  liti e compromessi che sono sotto gli occhi di tutti e, in sostanza, dando buon esempio di lealtà correttezza e trasparenza sempre ovunque e comunque. Ciò, non solo fra persone dirigenti maestri ecc. ma anche fra associazioni.

In questo articolo traccerò la sintesi della prima parte che ho pubblicato due mesi orsono su questa rubrica e continuerò con l’ultima parte concludendo l’argomento.

 

 

Riassunto dell’articolo precedente

 

Questo articolo e' la sintesi della prima parte del Codice Europeo di Etica Sportiva e dovrebbe a mio avviso far parte dell’insegnamento ai nostri giovani prima durante e dopo l’insegnamento della Tecnica.

 

 

La responsabilità dei Maestri

Il Codice di Etica Sportiva parte dal principio che le  considerazioni etiche insite nel "gioco leale" (fair play)  non sono elementi facoltativi, ma qualcosa d'essenziale in  ogni attività sportiva, in ogni fase della politica e della  gestione del settore sportivo.

Queste considerazioni sono  applicabili a tutti i livelli di abilità e impegno nell'attività sportiva, dallo sport ricreativo a quello agonistico.

 

Esso fornisce un solido quadro etico per combattere  le pressioni volontarie esercitate dalla società  contemporanea che minacciano le basi tradizionali dello  sport, costruite sul fair play, sullo spirito sportivo e sul  movimento.

 

Obiettivo fondamentale è il fair play dei bambini e dei  giovani che saranno i praticanti e le stelle dello sport di  domani. Il Codice è rivolto anche alle istituzioni e agli  adulti che hanno un'influenza diretta o indiretta sulla  educazione e la partecipazione dei giovani allo sport.

Il Codice presuppone sia il diritto dei bambini e dei giovani  a praticare uno sport e a trarne soddisfazione, sia le responsabilità delle istituzioni e degli adulti e soprattutto dei Maestri nel  promuovere il fair play e nel garantire che questi diritti  vengano rispettati.

 

 

La lealtà

Il Fair play incorpora i concetti di amicizia, di rispetto degli altri  e di spirito sportivo. Il fair play è un modo di pensare, non  solo un modo di comportarsi.

 

Esso comprende. la lotta contro l'imbroglio, contro le  astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla  violenza (sia fisica che verbale), a molestie sessuali e abusi  verso bambini, giovani o verso le donne, allo  sfruttamento, alla diseguaglianza delle opportunità, alla  commercializzazione eccessiva e alla corruzione.

 

Il fair play é un concetto positivo. Il Codice riconosce lo  sport quale attività socio-culturale che arricchisce la  società e l'amicizia tra tutti, a condizione di essere  praticata lealmente.

 

Lo sport viene anche riconosciuto  quale attività che  praticata in modo leale offre agli  individui l'opportunità di conoscere se stessi, di esprimersi  e di raggiungere soddisfazioni, di ottenere successi personali, acquisire capacità tecniche e dimostrare abilità,  di interagire socialmente, divertirsi, raggiungere un buono  stato di salute.

 

Con la sua vasta gamma di società sportive e di operatori, lo sport è occasione di partecipazione e di  assunzione di responsabilità. Inoltre, un coinvolgi mento  consapevole in alcune attività può contribuire a  promuovere la sensibilità nei riguardi dell'ambiente.

 

 

Le responsabilità di tutti

La partecipazione sportiva dei bambini e dei giovani si  svolge nell'ambito di un più ampio contesto sociale. La  società e l'individuo potranno godere appieno dei  potenziali vantaggi che lo sport può offrire soltanto  quando il fair play sarà al centro dell'attenzione e non un  concetto marginale.

 

AI fair play deve essere attribuita la massima priorità da  tutti quelli che, direttamente o indirettamente,  favoriscono e promuovono esperienze sportive per i  bambini e i giovani; cioè dai dirigenti, dai maestri e dagli organizzatori.

 

Si tratta, in particolare della responsabilità, fra le altre, delle organizzazioni sportive o connesse allo sport, come le federazioni sportive e gli altri organismi di  governo sportivo; le società sportive e di educazione fisica,  gli istituti di formazione, gli organi delle professioni  sanitarie e farmaceutiche, i mezzi di comunicazione di  massa; delle singole persone, ossia genitori, insegnanti,  allenatori, arbitri, giudici di gara, dirigenti sportivi,  amministratori, giornalisti, medici e farmacisti, compresi  gli atleti di alto livello che costituiscono modelli di  comportamento.

 

Il Codice é applicabile a tutti coloro che  operano nello sport sia su base volontaria, sia  professionistica. Anche gli spettatori possono assumere  una responsabilità rispetto al fair play.

Ogni istituzione e ogni singola persona hanno una  responsabilità e un ruolo da svolgere; questo Codice di  Etica si rivolge a loro. Esso è efficace soltanto se tutti  coloro che operano nel mondo sportivo sono disposti ad  assumersi le loro responsabilità.

 

 

Ultima parte

 

 

SINGOLE PERSONE

 

Le singole persone (tutte quelle che operano direttamente o indirettamente alla gestione dei sistemi formativi e sportivi) hanno le seguenti responsabilità:

 

comportamento personale

1. avere un comportamento esemplare che costituisca un  modello positivo per i bambini e i giovani; non premiare in  alcun modo comportamenti sleali, né adottarli  personalmente, né chiudere gli occhi su quelli di altri;  applicare sanzioni appropriate contro ogni  comportamento sleale;

2. garantire che il proprio livello di formazione e di  qualificazione sia adatto ai bisogni dei bambini in funzione  dei diversi livelli di impegno sportivo;

 

azioni verso i giovani

garantire che la salute, la sicurezza e il benessere dei  bambini o dei giovani atleti vengano prima di ogni altra  considerazione (prima del successo della reputazione della scuola, della società  sportiva, dell'allenatore o del genitore); il benessere del giovane deve essere al centro e prima di tutto);

far vivere ai bambini un'esperienza di sport che li  incoraggi a partecipare per tutta la vita ad una sana  attività fisica;

evitare di trattare i bambini semplicistica mente come  piccoli adulti, essere coscienti delle trasformazioni fisiche  e psicologiche implicate nella maturazione giovanile e di  come questi cambiamenti influiscono sulla prestazione  sportiva;

evitare di imporre a un bambino aspettative  sproporzionate alle sue possibilità;

mettere in risalto il piacere e la soddisfazione di fare  sport, e non esercitare pressioni indebite contrarie al  diritto del bambino di scegliere liberamente sulla sua  partecipazione;

dedicare un interesse uguale ai giovani con maggiore o  minore talento; sottolineare e premiare, oltre che i  successi agonistici più evidenti, la progressione individuale  e l'acquisizione di capacità personali;

incoraggiare i più piccoli a elaborare propri giochi sportivi con  proprie regole, ad assumere il ruolo di allenatore, giudice  di gara e arbitro oltre che quello di partecipante; a  elaborare propri incentivi e sanzioni per il fair play o per  atti di slealtà, ad assumersi la responsabilità personale  delle proprie azioni;

fornire ai giovani e alle loro famiglie la maggiore  informazione possibile sui rischi e sui benefici potenziali  relativi al raggiungi mento di elevate prestazioni sportive.

 

 

CONCLUSIONE

Il fair play é essenziale se si vuole riuscire a promuovere e  sviluppare lo sport e la partecipazione. La lealtà nello sport è benefica per l'individuo, per le  organizzazioni sportive e per la società nel suo complesso.

Abbiamo tutti la responsabilità di promuovere il FAIR PLAY.

 

Ricordate sempre e a tutti che:

 

CHI GIOCA LEALMENTE E' SEMPRE VINCITORE.

 

 

15 maggio 2012
Sauro Amboni

 

 

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