Il mondo del ballo in Italia
28 ott 2008

A cura di
Rosario Rosito
Ballerini ad ogni costo
 
 Tanghi e Tangheri
C'è una fase della vita in cui ognuno di noi viene rapito da passioni insane. A volte tutto nasce per caso, a volte in realtà si tratta di pulsioni nascoste nel nostro subconscio che, improvvisamente, trovano valvola di sfogo grazie a eventi più o meno opportuni e più o meno casuali.

Esiste tutta una categoria poi di attività creative che nascono negli uffici; sarà un luogo comune, però è fin troppo frequente che l'essere umano impiegatizio, tra i trenta e i quarant'anni, si lanci in attività e passioni dopolavoristiche, magari sospinto da colleghi e colleghe che cercano di scrollarsi di dosso gli anni che passano e la routine lavorativa. Ho sempre guardato con tristezza e un certo senso di repulsione i "corsi". Corsi di yoga, corsi in palestre, corsi di barca a vela, corsi di artigianato e arti varie e infine il nonplusultra dei corsi da quarantenne impiegato: i corsi di danza.

Uomini e donne dai primi trenta in su scoprono la danza. Abituati a dimenarsi come scimmie impazzite e sudaticce in enormi stanzoni bui, assordati da musica elettronica ripetitiva, all'improvviso scoprono un insano amore per il ballo latinoamericano.

Perchè una persona di cultura e intelligenza media scopra improvvisamente l'ebrezza dei ritmi caraibici o dei tanghi della lontana Argentina è un mistero. Gli uomini, rigorosamente single, negano strenuamente che questo avvenga nella speranza di trovare una compagna di corso ex paginone di Penthouse o nella speranza più meschina di mettere le mani sulle chiappe della collega d'ufficio. Le signore e signorine negano strenuamente che questo possa avvenire per farsi mettere le mani sulle chiappe da qualche misterioso contabile dell'ufficio acquisti del piano di sotto, di cui si dice sia single ma sposato sei volte, che possieda una spider e un venticinque metri e che abbia pure delle indubbie doti nascoste, almeno fino all'ultimo turno del vigilante che controlla gli uffici, dopo la chiusura.

E così le classi di ballo si riempiono di grandi ballerini, che parlano del sudamerica come del loro cortile, che hanno a casa tutte le videocassette di Alonzo Gutierrez Y Felipe Pendecho de La Vega e che normalmente si inciamperebbero anche nel tappeto di casa, ma intanto hanno speso ottocento euro di scarpine, corpetti e abiti da sera vari. È una maledetta mania.

E poi si trovano in palestre scalcinate, rubate al ricreatorio comunale e incastrate tra una palestra di judo per bambini dai 5 agli 8 anni e cinque sale prove di gruppi hard-core. Con le scarpine lucide e i corpettini di due taglie più stretti, ascoltando il tango che proviene da un vecchio stereo Audiola, mentre esplode la battaglia di sguardi per agganciare il partner giusto. Il maestro di tango è un filippino mussulmano entrato nottetempo nel nostro paese, scaricato da un furgone di passeur serbo-croati, ha imparato il tango da una partita di videocassette pirata che smerciava illegalmente perchè gliele avevano vendute per porno... (non riuscendo a venderle se le guardò tutte e imparò il mestiere)
Latra comandi in una lingua incomprensibile che qualcuno ha scambiato per un disperato tentativo di rivitalizzazione dell'Esperanto (il tanguero è uomo di fine cultura, si sa) suscitando timore e invidia negli uomini presenti e adorazione fra le donne, palpeggia le aspiranti ballerine e umilia gli uomini con passetti improbabili che nel suo paese gli garantirebbero una condanna alla mutilazione delle gambe dalle ginocchia in giù per atti osceni contro la morale religiosa.
Le coppie così si formano e lei si trova appicicata ad un nano idrofobo, semicalvo e con un grave problema di psoriasi; appena si sfiorano lui viene colto da un'emiparesi al volto e da quindici eiaculazioni involontarie che lo lasciano stremato per tutto il resto della serata . Lui volteggia con una casalinga di ottantacinque chili, le caviglie gonfie per lo sforzo di essere contenute da microscarpe tacco quindici, che cerca in tutti i modi di infilargli un ginocchio tra i testicoli e un dito tra le chiappe in un disperato tentativo di approccio sensuale.  Quando lei per sbaglio scivola in avanti riesce in un colpo solo a frantumargli le palle e strappargli i pantaloni, togliendogli due volte la dignità di uomo.



Eppure, nonostante questo, ogni settimana le sale si riempiono di nuovo e ognuno rispolvera le consumate scuse: è meraviglioso, è elegante, è emozionante, fa dimagrire (?!), ah lo spirito argentino (beh certo come no, ma anche la "danza delle spade" e lo spirito scozzese hanno un loro perchè, ma non ho mai visto file di gente per i corsi di danza delle spade. Io resto perplesso da tutta questa mania di massa per l'ancheggiamento colletivo, e voi? Fatevi la domanda e datevi la risposta: siete tangueri o tàngheri?
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