Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
BISOGNA AVERE ORECCHIO!

'L'ORECCHIO MUSICALE

Un tabù da sfatare: avere “orecchio” non è una prerogativa esclusiva dei musicisti, ma una dote che abbiamo più o meno tutti e che cresce ascoltando la musica.
Per questo i maestri di ballo, che per professione debbono ascoltare tantissima musica, non sono assolutamente secondi a nessun altro.
Analizzare un brano musicale è una questione di orecchio, cioè di capacità di riconoscere le parti musicali che via via si susseguono, ed è una pratica piuttosto usuale per un professionista del ballo.
La vera difficoltà è, semmai, quella di dare un nome alle parti, di conoscere il linguaggio musicale per poter esprimere ciò che, in realtà, si conosce benissimo.

NOMENCLATURA

1) Stacco: serve a dividere due parti – talvolta è eseguito solo dalla batteria.
2) Stacchetto: come sopra.
3) Ponte: è come lo stacco, ma serve più ad “unire” le due parti che a dividerle.
4) Bridge: come sopra.
5) Coda: è la parte che “chiude” un ritornello o che conclude il brano – un brano può avere più code diverse tra loro.
6) Variazione: è un ritornello riproposto con qualcosa di diverso – nell’armonia, nella melodia o nell’orchestrazione.

7) Introduzione: è la parte che “introduce” un ritornello – è di solito breve e può contenere frammenti delle altre parti del brano.
8) Ritornelli: sono le parti principali del brano – ogni ritornello si ripete di solito più di una volta (cioè “ritorna” più volte).
9) Strofa: è il nome che si può dare al ritornello “meno” vivace o comunque “minore”.
10) Inciso: nell'accezione moderna del termine è il nome che si da al ritornello più vivace; nell'accezione classica è l'elemento primario di ogni discorso musicale, breve e molto caratterizzato.

LE BENEFICHE ECCEZIONI!

Se i musicisti si fossero sempre attenuti alle regole, armoniche e formali, non ci sarebbe mai stata un’evoluzione musicale. Non sarebbe mai nato niente di nuovo perché nella musica, come nelle altre Arti, solo infrangendo le regole, sperimentando, dando libero sfogo alla creatività, si può sperare di trovare nuovi orizzonti.
Le eccezioni sono quindi il “sale” della musica; senza “trasgredire” la musica non si sarebbe mai evoluta.
Per queste ragioni, analizzando un brano, ci capiterà spesso di dover fare i conti con delle “parti” non facilmente catalogabili; adottando però un minimo di logica e un pizzico di fantasia, riusciremo senz’altro a dare una corretta interpretazione dei vari momenti del brano in esame.

Rosaio Rosito, gennaio 2005

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