Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
C’E’ DEL MARCIO IN DANIMARCA
'Ho sempre provato a resistere alla tentazione di criticare l’operato dei giudici nelle gare di ballo; stavolta non ho resistito. Eviterò di fare riferimenti precisi a luoghi e persone, perchè la mia intenzione non è di denunciare comportamenti scorretti, quanto, piuttosto, quella di incoraggiare forze pulite (ce ne sono tante) ad essere più propositive. Domenica scorsa, solito palazzetto dello sport, solita gara di coppia, soliti giudici/maestri/con/coppie/in/gara e soliti mormorii del pubblico alle premiazioni. Di diverso c’era il numero d’atleti e di spettatori, sempre più basso, anno dopo anno. Cosa succede? Vogliamo proprio ad ogni costo che i competitori continuino a scappare via nauseati da questo ambiente? Non è possibile tanta spudorata “copertura” verso giudizi "a dir poco" strampalati e "a dir molto" in malafede. Tu voti la coppia mia che io poi voto la tua... sono malpensante? Può darsi, non lo nego; allora qualcuno mi spieghi perchè la classifica che immagina il pubblico assistendo alla gara, non risulta mai essere quella reale. E’ pura coincidenza? E’ talmente scarsa la competenza degli spettatori, da non azzeccarci mai? In quale altro sport il maestro può votare i propri allievi? Ma fatemi uno straccio di esempio! Non sforzatevi le meningi, non lo troverete. Stiamo assistendo alle Olimpiadi di Torino. V’immaginate una gara in cui i giudici non palesano il proprio giudizio? Una gara che arriva alle premiazioni senza che abbiate la più pallida idea del risultato? Sembra fantascientifico, eppure nelle gare di ballo accade proprio così; da quì il disappunto degli spettatori. Chi giudica non deve avere coppie in gara, almeno da questo non si può transigere. Ci vuole inoltre un tabellone elettronico, dove immediatamente si possa rilevare il voto di ogni singolo giudice, per condizionarne positivamente l’operato ed inchiodarlo continuamente alle proprie responsabilità Invece, allo stato attuale delle cose, lo skating te lo devi andare a cercare, non è firmato, spesso devi pagarlo (si dice contributo fotocopia e ti “sottraggono” 50 centesimi, un pò caruccia la fotocopia non è vero?). Domenica ascoltavo i commenti degli spettatori a me antistanti ed erano durissimi, irripetibili pubblicamente. I giudici sembravano delle marionette, messe lì a fare arredamento. Tutti ammucchiati da una parte, suolevano chiacchierare tra loro, quasi incuranti delle ansimanti coppiette in piena trans agonistica. E’ proprio indispensabile che le cose debbano andare così?
E poi diciamolo chiaramente: non è vero che vincere le gare non ha un risvolto economico. Le scuole che vincono più gare godono di una pubblicità trasversale che si traduce in numero di allievi, lezioni private e “peso politico”. Smettiamola con la difesa “ad oltranza” di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Proviamo ad essere più seri e responsabili, perchè le persone si sono stufate di fare le comparse e di veder mortificati i propri sacrifici dalla mediocrità degli organizzatori. Sono stufi i ballerini e sono stufi i maestri delle scuole che subiscono ingiustizie. E quì bisogna dire che l’ingiustizia non è fine a se stessa, perchè gli allievi penalizzati nelle gare, non di rado, tentano di risolvere il problema cambiando scuola e orientandosi verso quelle “vincenti”. Succede così che un povero maestro, dopo aver curato una coppia per anni con dedizione e pazienza, portandola ad un livello “vincente”, se la vede sottrarre finendo per essere “cornuto e mazziato”, come si dice dalle mie parti. Prima di concludere vorrei una cortesia da parte di chi si sente offeso da questo articolo: prima di criticarlo o di passare al contrattacco, si vada a controllare e confrontare le giurie, i vincitori e le relative ASA di appartenenza delle ultime gare svoltesi nella propria regione, può darsi che troverà delle strane coincidenze...Cca’ nisciuno e fesso!
Rosario Rosito, 13 febbraio 2006
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