Il mondo del ballo in Italia
29 giu 2011

A cura di
Rosario Rosito
C'ERA UNA VOLTA...

Queste parole fanno tirare un sospiro di sollievo a chi ama il ballo e si sente avvilito da mestieranti, politicanti e banali furfanti. Penso che questi messaggi vadano divulgati e riproposti con impegno e perseveranza, per aiutare l'ambiente a riformarsi quella coscienza deontologica e morale che è andata quasi totalmente smarrita.

E' una lettera accorata e densa di buoni sentimenti, che ripropongo integralmente. Buona lettura!

Cera una volta... (di Massimo Giorgianni)

C’era una volta, tanto tempo fa, un mondo fantastico, fatto di strass, di paillets, abiti elegantissimi, frack e… tanta musica, questo mondo si chiamava: il mondo del ballo. Era un mondo bellissimo dove la creatività, la coerenza, e l’individualità erano valori importanti, ed inoltre, la lealtà e la meritocrazia venivano rispettate. In quel mondo l’evento di riferimento erano le “gare di ballo”, che venivano organizzate in tutto il mondo e questo permetteva di girarlo, di conoscere culture diverse, abitudini diverse.
Quel mondo dava la possibilità di confronto con cosi tante persone diverse, che oltre a sviluppare la crescita come ballerini, faceva crescere la persona. Quelle gare erano eccitanti, tutto il mondo vi partecipava, c’erano coppie che provenivano dall’America, dal Giappone, dall’Italia, dalla Russia, dall’Inghilterra, dall’Ukraina, dalla Spagna, dalla Germania, dalla Norvegia ecc. ecc, e la cosa più bella era che, oltre a dare l’opportunità di esibirsi, si veniva votati da persone chiamate Giudici.
Quei giudici venivano scelti per la loro serietà, conoscenza, professionalità, e non certo per favoritismi o raccomandazioni; erano loro che davano l’esempio. Come un padre fa con i suoi figli. Era lo stesso principio e se non fosse stato così, sarebbe andato tutto a distruggersi nel momento stesso in cui si giungeva a votare quella coppia, per motivi personali, senza giudicare con occhi limpidi e soprattutto con pregiudizio. E quello era possibile perché quei giudici, per prima cosa, rispettavano loro stessi e di conseguenza le persone che votavano e il motto era: sono tutti uguali.
Il Giudice aveva valori saldi, valori puliti, e credeva che ogni ballerino partecipante alla gara, aveva il sacrosanto diritto di essere trattato alla stessa maniera da tutti. Non si badava alla nazionalità, rapporti personali, interessi; insomma, la bravura veniva premiata, il sacrificio veniva riconosciuto. Quello era uno dei motivi per cui quel mondo cresceva sempre di più , anno dopo anno e la crescita dei ballerini si constatava sia a livello competitivo che personale. E visto i valori che padroneggiavano quel mondo, di conseguenza i genitori erano ben contenti di guidare i loro figli nella fantastica disciplina che era il ballo.
Pensate, in quel mondo, se un giudice si comportava in maniera ambigua, veniva messo in mezzo alla pista, e tutti i Ballerini, i Genitori, il Pubblico che assisteva e Organizzatori erano liberi di beffeggiarlo. E non vi dico altro. Ad ogni gara c’erano dei responsabili che controllavano i rapporti e i "movimenti" in tutta la gara: che bel mondo!
Pensate che i ballerini, erano così eccitati a gareggiare perché avevano dentro di loro la credenza che ogni gara era un’opportunità di poter andare avanti in classifica e credevano che dando il massimo in quella giornata, tutto poteva succedere.
Immaginate con che grinta, e con che voglia di esprimersi andavano in pista, quelle erano le condizioni mentali ottimali per dare il massimo e per fare in modo che la gara diventasse un’arena di espressioni fisiche. Il pubblico andava in delirio, era uno scambio di emozioni, il pubblico non sapeva scegliere chi guardare perché tutti i ballerini erano così carichi che tutti riuscivano ad attirare l’attenzione su di loro. Quello era il motivo perché tutti gli Organizzatori capivano queste condizioni, e quindi chiamavano alle gare Giudici che rispettavano quei valori, quei presupposti. Quelle scelte facevano riempire le sale di ballerini e di pubblico.
La realtà si riaffaccia e ci dovrebbe ricordare che bisognerebbe non accettare più di fare favori. Tutti in quella pista fanno sacrifici, e hanno forse genitori che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Bisogna credere che questo sia il comportamento giusto per se stessi e per i ballerini, perché gran parte di noi e’ stato un Competitore, ed è esattamente ciò che volevamo noi: essere giudicati oggettivamente e non soggettivamente. Tutto qui! Ogni volta che si giudica in maniera sporca, quello sporco è, e resterà, dentro colui che ha agito in quel senso. Mi manca quel mondo e credo che quel mondo possa ridiventare questo mondo. Perché è un mondo che se guidato con serietà, può tornare a dare molto. In tutti i sensi. Questo mondo e’ nella mia testa in questo momento, ma credo che sia anche nella testa di molte altre persone. L’importante e’ che ognuno di noi che desidera questo tipo di energia si comporti di conseguenza. Da oggi, da adesso!
Tutto parte da un sogno… facciamo in modo che questo sogno non rimanga tale ma diventi una realtà.
Massimo Giorgianni

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