Il mondo del ballo in Italia
28 ago 2012

A cura di
Rosario Rosito
Cogliere l'attacco e partire a tempo

L’orecchio musicale dei maestri di ballo  è fantastico. Efficacissimo. Infallibile nel cogliere le sfumature, sia ritmiche sia melodiche, dei brani musicali cosiddetti “ballabili”. Questa è una certezza, sicuramente un gran vantaggio che è conseguenza dell’amore per il ballo, degli allenamenti, dell’ascolto continuo e “professionale” della musica.

Paradossalmente però, proprio questo vantaggio nel cogliere con naturalezza gli elementi musicali essenziali per il ballo, induce nei maestri, e più in generale nei ballerini, un disimpegno, una scarsa attenzione alla didattica musicale ed alla conoscenza della materia musicale in senso generale.

Morale della favola: i maestri di ballo finiscono per avere, in genere, una scarsissima conoscenza delle regole musicali, delle forme, dei tempi, delle regole ritmiche e di ogni aspetto teorico che esuli dalla stretta pratica del ballo. Una mancanza che deve definirsi grave dato che la musica è il pane quotidiano di ogni professionista del ballo. Il maestro di ballo non deve solo “saper” cogliere, seguendo l’orecchio e l’istinto, gli attacchi, il tempo e i fraseggi melodici, ma deve (o meglio dovrebbe) avere la cultura e la conoscenza necessaria a “spiegare” tutto questo ai principianti, gli allievi che non avendo esperienza non hanno neanche l’orecchio allenato.

Accade quindi che, alle domande ansiose del principiante che non riesce a cogliere gli attacchi, le risposte del maestro sono “psicologiche” ed evasive, quasi mai tecniche e precise. E quelle rare volte che il maestro tenta una spiegazione tecnica, il più delle volte è approssimativa o addirittura fuorviante, perché mancante di una base di conoscenza musicale adeguata. La conoscenza musicale del maestro di ballo è, in genere, quella della persona comune: un insieme di reminescenze delle scuole medie o del liceo, qualcosa letta qua e la, infarinature di corsi accelerati o di intuizioni tutte da verificare. Parlo ovviamente dei maestri in senso generale, ci sono poi le eccezioni, c’è chi ha deciso di affrontare con serietà lo studio della teoria musicale, ci sono maestri di ballo/musicisti, ma sono una sparuta minoranza.

Rosario Rosito (autore del “Compendio musicale per maestri di ballo”) – 28 agosto 2012

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