Il mondo del ballo in Italia
22 giu 2009

A cura di
Rosario Rosito
COMINCIARE CON UNA PAUSA
Individuare il momento in cui iniziare un ballo, o meglio, individuare l’inizio della sequenza ritmica di un brano, talvolta rappresenta una vera difficoltà per chi non è un esperto ballerino. Cosicché c’è chi resta a bordo pista in attesa di afferrare, ad orecchio, il momento giusto mentre gli altri già ballano da un pezzo!
Proviamo a dare un piccolo aiuto a chi deve ancora affinare il proprio orecchio con un argomento che, in fondo, può essere interessante per tutti. Cerchiamo di capire perché lo stesso tipo di ballo, in base al brano, può darci più o meno difficoltà di partire a tempo.
L’inizio di un brano può essere genericamente di tre specie, in base proprio a quello che musicalmente si definisce “l’ictus” iniziale. L’ictus è proprio l’accento iniziale del ritmo, il primo frammento, che dobbiamo necessariamente individuare per partire a tempo. Quello che ci crea imbarazzo è la possibilità dell’ictus di presentarsi in tre diverse tipologie. Infatti un brano può avere un ictus iniziale “tetico”, “anacrusico” oppure “acefalo”. Per non addentrarmi sconsideratamente nell’estetica musicale, tento una semplificazione:
L’ictus tetico fa coincidere l’accento ritmico con quello metrico, dandoci una grossa facilitazione nell’individuare l’inizio del ritmo, che risulterà rigorosamente in battere.
L’ictus anacrusico (detto anche protetico), è quello che tutti definiscono “in levare”. In questo caso il primo accento ritmico vero e proprio cade sul primo battere della battuta successiva. Insomma, a prescindere da questo imbroglio di vocaboli, è un ictus che ci trae in inganno: la musica parte, ma il ritmo cade in ritardo, e solo un orecchio “ben educato” può salvarci dal partire fuori tempo!
A complicare la vita del principiante c’è anche la terza possibilità, l’ictus acefalo. In questo caso la musica inizia con un silenzio (sigh!) cioè una pausa. L’effetto che ne consegue è quello di un “finto battere”, nel senso che l’accento iniziale del ritmo cade nel vuoto! Una vera, incredibile, cattiveria; una trappola per indurre fuori tempo i meno avveduti! Niente paura però, quando il nostro orecchio avrà imparato (in tempi ragionevoli ci riescono tutti) non ce ne sarà per nessuno… Tutti a tempo e senza esitazioni imbarazzanti a bordo pista!
Rosario Rosito, 22 giugno 2009
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