Il mondo del ballo in Italia
30 ago 2013

A cura di
Sauro Amboni
Country Western Dance e Catalan Style a confronto.

 

 

 

 

 

Riflessioni di Marcella Costato

(Foto a fianco).

 

 

 

 

 

 



 

 

Biografia dell’autore Prof.ssa Marcella Costato.

 

(Presentazione a cura di Sauro Amboni).

Marcella Costato, dopo una breve esperienza di competitrice, ha conseguito il brevetto internazionale NTA (National Teacher Association) di 2° livello, per l’insegnamento delle Danze Country.

Quindi, studia e ottiene il Diploma MIDAS di Maestro di Ballo nella disciplina “Balli e Danze di Società”.

Tiene corsi di Danza Sportiva con i ragazzi delle scuole secondarie nella provincia di Monza Brianza.

E’ insegnante curriculare di ruolo presso la scuola secondaria di 1° grado di Cornate d’Adda.

Ha ottenuto, presso il CONI, gli attestati di Educatore Sportivo di 1° e 2° livello; inoltre la formazione base per Dirigente Sportivo, nonché il Diploma per “Disabilità e Sport”.

Recentemente ha conseguito il Brevetto di Animatore Sportivo Special Olympics, riconosciuto dal CONI per l’insegnamento a persone con disabilità intellettiva.

Laureata in scenografia e specializzata nell’insegnamento delle persone disabili, collabora con la rivista di Danza Sportiva, “Tuttoballo”, sulla quale ha pubblicato diversi articoli e reportage fotografici, inerenti a congressi e seminari di studio, legati al mondo della danza e dello sport.

E' Tecnico FIDS/CONI nei 16 balli e nelle Danze Country.

 

 



 

 

Country Western Dance e Catalan Style  a confronto.

Riflessioni di Marcella Costato, tecnico FIDS

 

 

Premessa

Negli ultimi numeri, delle riviste della NTA, sono apparsi alcuni articoli ri­guardanti le Danze Catalane.

Mi riferisco a quelli dei Direttori inter­nazionali di Country Karin Tagunoff e Marie France Simon che hanno pubbli­cato rispettivamente:“Catalan style, a new old line dance style?” e “A new wave….on the line: the Catalonian Country style”.

La Maestra Tagunoff, al termine dell’articolo, ha chiesto l’opinione dei suoi colleghi mentre la Simon ha con­cluso con il monito di rispettare le indi­cazioni stabilite dalla propria Associa­zione.

Desidero, quindi, esprimere alcune semplici e personali riflessioni, frutto di esperienze maturate negli anni di ap­prendimento e insegnamento della Danza Sportiva, nell’attesa che i Diret­tori Internazionali di Country di altri paesi e forse la stessa Kelly Gellette, President & Dance Committee Chair­man per la NTA, espongano le loro.


 

Diffusione dello stile Catalano

L’argomento affrontato dal Direttore austriaco e francese, è di grande attualità: discusso in molte scuole o associazioni di ballo e presente ovunque sui social networks di danza.

 

La Simon così si interroga:

Da dove proviene questo stile? Come possiamo definirlo? Vuol forse sopraffare la Line Dance tradizionale?”

 

Costato:

 Dal 2007 sono apparse sulle piste da ballo nuove coreografie, ballate dal gruppo catalano “Out of Control” e dal coreografo David Villelas.  I ballerini francesi di linedance sono rimasti incuriositi e hanno iniziato ad apprendere questo stile recente che nel tempo è dilagato diventando: Il fenomeno catalano.

In quegli anni, non si parlava di Catalan Style. Le coreografie di Villelas erano chiamate “catalane” perché lui era catalano, allo stesso modo in cui il coreografo Rob Fowler era inglese o la coreografa Severine Fillion francese.

Queste danze all’inizio avevano uno schema classico come quello delle Country Line Dance tradizionali: uno script formato da 32 tempi, 4 pareti, tag, restart, passi che rientravano nel modello convenzionale (vine, jazz box, shuffle …) e una musica country originale.

Secondo i sostenitori dello “stile catalano”, col passare del tempo si sono differenziate le tendenze più “Line” o più “country” a seconda delle scuole.

Durante le serate, infatti, era possibile ascoltare musica irlandese, pop, latina e, quindi, non solo 100% country. In questo modo si andava incontro all’esigenza e ai gusti di tutti, lasciando, però, insoddisfatti i ballerini che desideravano una musica esclusivamente country e un modo di ballare più personale, basato su salti e velocità d’esecuzione.

Oggi il movimento catalano, diffuso in tutta Europa, permette a molti di far conoscere la singolarità del suo stile, ma nello stesso tempo è diventato un ballo di nicchia e lo si pratica solo in alcuni locali.

La difficoltà tecnica di alcune movenze lo rende, spesso, poco adatto alla maggior parte di ballerini che frequenta le scuole di ballo.

La codifica dei passi è la stessa del “country tradizionale”, tuttavia, è possibile trovare movimenti complessi o l’inserimento di varianti anche nelle coreografie di livello principianti. Nelle “Line Dance” tradizionali, invece, le difficoltà sono ripartite meglio all’interno dei livelli “Beginner”, “Intermediate” e “Advanced”.

I ritmi usati nella Country Dance tradizionale (Cha Cha, Rumba, Boogie, Samba, Tango, Valzer…) permettono inoltre, di soddisfare i gusti musicali di un vasto pubblico,  soprattutto di chi balla o insegna discipline diverse dalla Line Dance.

Gli allievi di età diverse o alle prime armi, inoltre, non hanno sempre doti fisiche o preparazione  atletica adatta a sostenere l’impegno che le danze catalane richiedono.

Per questo motivo ritengo che il “Catalan style” si affiancherà, alla Line Dance tradizionale, ma non riuscirà a sostituirla.

 

 

Caratteristiche dello stile catalano

 

Nell’articolo della Tagunoff si legge:

Si tratta di balli molto energici dove, jump (salti) e stomp (pestoni) potrebbero sforzare le articolazioni”.

Le schede dei passi chiedono di eseguire molte cose che noi diciamo agli studenti di non fare, come per esempio, in un “forward rock step”, saltare sul piede avanti, sollevando quello dietro”.

“Questo stile mette a dura prova le articolazioni del ginocchio a causa dei salti”.

 

Costato:

Il salto sul “rock step” è forse uno dei movimenti più richiesti e che entusiasmano i sostenitori dello stile Catalano.

E’ importante ricordare, però, che proprio un gruppo francese, quello de The Southern Gang, nato nel 2010 circa, si è posto l’obiettivo, su suggerimento degli stessi francesi, di diffondere lo “stile catalano” creando coreografie più semplici (Catalan up, 8ball, Forever little..), inserendole nel loro repertorio. E’ possibile trovare gli script sul loro sito internet.

Secondo questo criterio, quindi, sembra che non tutte le coreografie siano “impossibili” o pericolose per le articolazioni e sarà cura dell’insegnante stabilirne i limiti accettabili scegliendo quelle più adatte ai propri allievi.

 

NTA, da parte sua, è particolarmente esigente nel richiedere l’esecuzione precisa del “rock step” che deve essere compiuto con un'esatta distribuzione del peso sia in avanti, sia indietro ed esclude ogni tipo di salto. A questo proposito l’Associazione americana ricorda l’importanza di un’esatta postura, un buon allineamento e un appoggio corretto dei piedi, per evitare danni alla colonna vertebrale e ad altre parti del corpo.

Ritengo che un insegnante, in base alle esigenze della propria classe, possa scegliere come eseguire i rock step, se alla maniera catalana, rispettandone il gusto e lo stile originale, oppure, secondo la tecnica NTA.

 

Il tipo di calzature

Dice la Simon:

“I ballerini dello stile catalano apprezzano i pavimenti di legno duro e amano sentire il suono degli “stomps” con le relative vibrazioni.”

 

Costato: Nelle Country Western Dance sono presenti ritmi di danze Latino Americane, Cha Cha, Jive, Rumba, Samba, ma anche quelli del Valzer del Tango oppure delle Danze Jazz.

Chi si dedica allo studio di questi balli conosce l’utilità d’indossare calzature leggere e flessibili, per non affaticare le gambe, ottenere maggiore elasticità, leggerezza e permettere al piede una migliore aderenza alla pista.

Per questo motivo anche gli stivali utilizzati per la Country dance dovrebbero avere requisiti di leggerezza e morbidezza per evitare di “appesantire il ballo”.

I passi del ballerino di country tradizionale si avvertono poco, poiché lui si muove sulla pista ballando, soprattutto, sugli avampiedi.

Nei ritmi “Cha cha" o "Jive”gli stivali di peso esagerato e con la punta lunga costituiscono, perciò, un ostacolo ai movimenti.

Nello stile Catalano, tuttavia, le musiche originali country consigliano l’utilizzo di calzature più rigide e pesanti, che attraverso colpi di tacco e “stomp”, sottolineano i movimenti e la postura tipica del cowboy.

 

Fluidità delle coreografie

Dice  laTagunoff:

Alcune coreografie non sono scorrevoli e i balli per la musica del Two Step non possono essere danzate con fluidità: essi contengono jumps e stomps”.

Così si esprime la Simon:

“Dimenticatevi di saltare nel Two Step!”

 

Costato: Queste problematiche, a dire il vero, sono presenti anche in altri balli come il Liscio Nazionale o quello da Sala dove, a volte, le coreografie presentano forzature e costringono i ballerini a movimenti poco naturali e sciolti.

Ci chiediamo, quindi, perché i coreografi sentano l’esigenza di inserire passi o movimenti che, spesso, sono complessi da eseguire e sgradevoli da vedere.

 

Il lilt (movimento su e giù)

Ribadisce la Tagunoff:

Le danze con musica di Polka, difficilmente, possono essere ballate con movimento di“lilt” a causa del ritmo”.

Costato: Il “ lilt” permette al corpo di salire e scendere, durante la danza, rendendo certi passaggi più dinamici, briosi e accattivanti; la sua mancanza, nella Polka o nell’East Coast Swing, porta all’appiattimento del ballo rendendolo omogeneo e privo di dinamica.

A mio parere, nello stile catalano il ballerino, dopo i salti, ama sentirsi ancorato al terreno, prova ne sono le gambe flesse e la mano alla cintura. Negli spostamenti non ricerca la leggerezza, ma la forza, la velocità e la propria affermazione attraverso il ballo.

 

Allineamento ed equilibrio

Sostiene la Tagunoff:

Tenere una mano su fibbia o passante della cintura, non consente al corpo buon allineamento ed equilibrio”.

 

Costato:

Per NTA, ma anche per le Danze Latine, quelle Nazionali o Standard, l’uso delle braccia è utile per compiere agevolmente determinati movimenti. Esse sono d’aiuto, con il corpo, per dare l’azione necessaria a una buona esecuzione dei giri, richiesti nelle coreografie più complesse.

Le braccia inoltre permettono di mantenere l’equilibrio e, l’allineamento delle parti del corpo diventa difficoltoso quando un braccio è ancorato al corpo stesso.

Si è già detto, però, come la particolare postura dei ballerini catalani, con il corpo raccolto e le gambe flesse, permetta loro di mantenere un discreto equilibrio nel riuscire a compiere giri e salti a grande velocità.

 

Conclusioni

Il Direttore austriaco chiede:

“ Com'è possibile per un insegnante NTA gestire tutto questo?”. “Ho preso la decisione, quando passi e movimenti sono diversi da ciò che normalmente insegno, di considerarli movimenti di danza Funky e ognuno può decidere se ballare o no lo stile Catalano”.

 

Il Direttore francese afferma:

“Secondo il punto di vista di un istruttore NTA lo stile così detto Catalano non è uno stile.”

Costato:

Non considero lo stile catalano come un virus destinato a sopraffare la “Line Dance” tradizionale,  ma piuttosto l’esigenza, di tornare ad una visione del mondo del ballo  legato alle radici e alla cultura di un popolo, quello dei cowboy americani.

 

Sono del parere, che ognuno sia libero di scegliere la direzione preferita, nel rispetto dell’altra.

E’ possibile decidere per la formazione NTA, (o simile) basata su tecnica e regole di un certo tipo, oppure ballare secondo le caratteristiche delle danze catalane, seguendo perciò una strada diversa. 

Qualcuno può anche preferire ballare come nei locali del Texas o in quelli nati a Barcellona negli ultimi anni, dove le persone sono libere di partecipare ai corsi e andarsene quando lo desiderano. In questi luoghi è possibile, scegliere le danze del livello preferito e addirittura dare suggerimenti agli insegnanti.

Chiunque, inoltre, può salire sul palco per insegnare una coreografia e pare che questo tipo di libertà sia gradito e attiri tanti appassionati.

Chi insegna la tecnica NTA, al contrario, è tenuto a seguire le regole del ballo secondo ciò che lui stesso ha appreso, attraverso studi e brevetti internazionali, insistendo sulle posizioni corrette e trasmettendo, in questo modo, un determinato stile in chi, un giorno gareggerà. Non sono ammesse improvvisazioni o cambi di passi, ma è cura del docente stimolare nell’allievo la ricerca di uno stile personale.

Nelle scuole di ballo o nelle Associazioni, però, dove i ballerini chiedono unicamente di divertirsi, ciò deve avvenire senza forzature e sempre nel rispetto delle richieste dei partecipanti.

Vi sono, infatti, balli più graditi di altri, sia per i movimenti, sia per la loro musica, come avviene per il così detto stile Catalano.

L’insegnante pur con la propria formazione e il proprio credo, deve saper cogliere i bisogni diversi degli allievi e adattarsi alle loro richieste.

 

 

Il mondo del ballo è molto vasto e spetta a ognuno di noi

scegliere quale disciplina o stile affrontare.

 

E’ importante, però, che ciò avvenga attraverso

l’impegno serio e la passione:

requisiti indispensabili di ogni apprendimento.

 

 

 

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