Il mondo del ballo in Italia
17 lug 2010

A cura di
Sauro Amboni
Dai discorsi di Ferruccio Galvagno al Meeting 2010 di Rimini: parte 4^.

Sauro Amboni
 

 
Dal Meeting 2010 di Rimini
 
Quarta e ultima parte
 


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Dancesport Meeting 2010 di Rimini: riflessioni.
(A cura di Sauro Amboni)



 
 

Meeting 5-11/luglio 2010 di Rimini. Ritengo interessante proporre qui alcune selezioni tratte sia dai discorsi fatti dal Presidente FIDS e sia dalle dispense scritte dal Presidente stesso e distribuite ai partecipanti.

 
 
 
 
 
Premessa

L’incontro è stato senza dubbio un momento importante sia per i competitori che per noi maestri, Tecnici, giudici e Dirigenti perché abbiamo avuto tutti l’occasione per raccogliere spunti di riflessione, per meglio programmare l’attività della prossima stagione e per condividere informazioni, progetti e programmi futuri.

Durante le molte “lezioni” abbiamo imparato che non esiste solo la tecnica ma che la formazione deve andare oltre e cioè  deve investire  la mente e il pensiero per aprire le “porte” a conoscenze e stimoli per troppo tempo trascurati negando la possibilità di crescere non solo come atleti o tecnici ma anche e soprattutto come uomini.

 
 
Osservazione

La selezione che segue è solo una piccola parte dei concetti più importanti che ricordo dei discorsi di Galvagno e quello che più mi è piaciuto del suo libro distribuito ai partecipanti al meeting.

Il libro è un manuale snello e brillante, scorrevole, con spunti anche filosofici e storici, di piacevole lettura, con argomenti riconducibili più alla conquista dei valori e delle virtù per un atleta-uomo  che alla componente tecnica specifica. In sostanza il testo è orientato alla educazione della mente quale elemento prioritario per partecipare, vincere e crescere interiormente.

 

 
 
 
Gli estratti (dai discorsi e dal Testo)
 
 

Ecco ora in estrema sintesi altri importanti argomenti trattati.

 
 

Le regole della Danza Sportiva sono fatte per essere osservate, non per essere raggirate ad arte. Senza le regole non può esserci competizione . . . . . . . . . . né può esserci organizzazione . . . . . . . . . .

 

In pista, l’avversario non è un nemico ma è un amico che ci consente di competere . . . . . . . . . .

 

Per prevalere nel confronto sportivo non bisogna ricorrere a mezzi subdoli, illeciti o disonesti. Ricordiamoci che la competizione è un gioco dal quale dobbiamo trarre benessere ed armonia per crescere sani e vivere sereni . . . . . . . . . .

 

Di fronte a una sconfitta, le reazioni di malumore e rabbia espresse in maniera eclatante, offendono, prima di tutto, colui che le propone e sono una dimostrazione di una mente ineducata, fragile ed infantile. Bisogna sempre contenere aggressività, rivalità e scontro nei limiti del buon senso. . . . . . . . . . .

 

Meglio perdere onesti che vincere da disonesti . . . . . . . . . .

 

Rispetta sempre senza contestazioni le decisioni dei giudici di gara . . . . . . . . . .  Assumi sempre un atteggiamento di collaborazione. Per un atleta di Danza Sportiva è impossibile giudicare la performance dell’avversario perché non c’è la possibilità per lui di fare una valutazione oggettiva come una corsa col cronometro. . . . . . . . . . .

 

Cerchiamo di contenere in modo civile e moderato anche le esplosioni di gioia e soddisfazione. La gestione della vittoria va moderata al fine di non risultare offensiva all’amico e collega rivale che sta meditando sulla propria sconfitta.

 

Durante tutta la gara impronta il tuo atteggiamento all’esempio di atleta serio ed educato, evita frasi o comportamenti che possano provocare giudizi negativi. Ricorda che ci sono altri atleti, ci sono genitori, giudici di gara, ufficiali di gara, ecc. che ti osservano e che pretendono di vedere un atleta educato, rispettoso e positivo. Non un troglodita ignorante e privo di buona educazione.

 

Ricordati che il miglior modo per migliorare una prestazione è l’allenamento. Un buon allenamento rafforza il corpo, la mente e lo spirito e ti darà gioia durante lo sforzo della gara. Quindi, non usare mai prodotti eccitanti o che alterano la tua prestazione . . . . . . . . . .

 

La competizione di Danza Sportiva, come tutti gli sport, oltre che a educare l’atleta può essere buona occasione per educare genitori agitati, accompagnatori esaltati, supporters, ecc. a rispettare gli altri atleti in gara, i giudici e l’organizzazione. Quindi, non assecondare il tifo-insulto o altri eccessi del tifo.

 

Ricordati che la Danza Sportiva è soprattutto sano divertimento e che ti fa crescere, incontrare tanti amici, migliora la tua vita sociale e ti aiuta a rimanere sereno e felice . . . . . . . . . .

 
 
 
Osservazione

Tanti altri sono stati gli argomenti trattati e discussi al Meeting, fra i più importanti cito:
 

disciplina e strategia sono elementi fondamentali nella carriera di un atleta

 
i valori nello sport della Danza Sportiva
 

conoscere il mondo della Danza Sportiva in Italia e nel Mondo

 

le federazioni internazionali, la storia, la crescita e l’organizzazione attuale

 

la Danza Sportiva è soprattutto divertimento ed insegna a riconoscere il proprio e l’altrui valore

 
la carta etica della Danza Sportiva e della FIDS

 
le regole di convivenza sportiva
 

l’Unione Europea e lo Sport; il ruolo delle federazioni sportive

 
lo sport per tutti e le istituzioni pubbliche

 
allenare la mente per ottenere successo e gioia
 

la competizione misura la qualità degli atleti; il successo non richiede spiegazioni e la sconfitta non consente scuse o alibi

 

programmare corpo e mente per un successo sano e appagante

 

dalla teoria alla pratica per ricercare l‘eccellenza che è in noi

 

seguite la musicalità se volete muovervi in pista con una interpretazione vincente

 

come seguire, interpretare e ballare con musicalità

 

come allenarsi, il riscaldamento pre gara, il rilassamento fra un ballo e l'altro, il rilassamento fra un turno e l'altro

 

ed anche tanti argomenti tecnici su figurazioni, coreografie, interpretazione, carattere, stile, trucco e abbigliamento, ecc.

 
 
 

Osservazione conclusiva

L’economia di spazio mi impedisce di trattare qui in modo esaustivo gli elementi del Meeting, le lezioni, le prove e le simulazioni, le discussioni e le lezioni  pratiche vere e proprie che sono state svolte.

 
 
Vi consiglio:

se siete maestri o dirigenti, di spiegare ai vostri allievi quanto appreso al meeting e di farne tesoro per la vostra missione di insegnanti,

se siete allievi, di pretendere che il vostro maestro vi spieghi per bene il contenuto di tutti gli argomenti trattati al Meeting perché essi vi aiuteranno a crescere, migliorare e arricchire il vostro potenziale per un futuro migliore e ricco di soddisfazioni.

 
 

I più importanti argomenti trattati sono stati in sintesi elencati in questa puntata e nelle altre tre precedenti.

 

E se qualche maestro o dirigente vi dicesse che queste cose sono chiacchiere e che il meeting non serve a niente, non esitate, lasciatelo perdere e cambiate maestro.

 
 
Buon lavoro a tutti.
 
 
 
17 luglio 2010
 
 
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