Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
Danza del ventre, Flamenco, Tango argentino: la fisicitÓ e la passione a braccetto con la tecnica-2^
'Vivere il flamenco è odiare gli schemi, mescolare amore e dolore senza limite, tentando costantemente di trasformare in Arte la propria vita, senza mai riuscirci del tutto, ma senza mai arrendersi; i ballerini cercano un’altra pelle, un’altra carne, trasformano in desideri i propri istinti, pronti a mettersi in gioco in un attimo, senza incertezze, con estrema risolutezza; è non solo arte o tecnica, ma proprio un modo di sentire e di esprimersi che affonda le proprie radici nella memoria della cultura e della tradizione, con fierezza, puntando tutto sull’intensità espressiva. La musica Rom, ne è il fondamentale veicolo espressivo; musica del popolo nomade dei gitani che, durante le loro migrazioni, hanno attraversato tutto il medio oriente e il mediterraneo, arricchendo ed arricchendosi nell’interagire con altre culture, conferendo alla loro musica un carattere d’universalità comune a pochi altri generi. Quattro tavole da calpestare, una chitarra e una voce roca, sembrano ben misera cosa, ed invece danno adito ad uno dei più affascinanti spettacoli del mondo.
Ammirando una danzatrice del ventre non puoi non vedere in lei quella bambina che, imitando la madre o la sorella maggiore, gioca con le gestualità sensuali degli adulti, avviandosi a prendere coscienza della propria femminilità, ad impadronirsi del sovrano diritto delle donne all’autodeterminazione. Nel mondo arabo sono proprio le madri e le anziane che insegnano alle bambine le movenze basilari della danza orientale che si tramanda, in tal modo, di generazione in generazione. Non esistono vere e proprie coreografie preconfezionate, la danzatrice è libera di improvvisare, assecondando le sensazioni più intime da cui è pervasa di volta in volta. Una morbida alternanza di malinconie e gioie, dandosi e ritraendosi, attraverso l’eterno gioco della seduzione. La musica privilegia le evoluzioni melodiche e, ovviamente, l’improvvisazione, legandosi in un rapporto imprescindibile alla danzatrice che ne “vive” tutti i passaggi, anche i più arditi.
Qualcuno ha affermato che il Tango Argentino è sesso allo stato puro; in fondo la dama si “concede” in un ballo licenzioso e, come in un amplesso, rivive gli impervi percorsi, gli intrighi e la complicità di una coppia di amanti. Ciascuno difende la propria identità, lasciando però che l´altro sconfini, invada, osi, cedendo a fugaci inviti e repentini allontanamenti. A pensarci bene, dal punto di vista musicale, è veramente singolare che, il Tango Argentino, sia associato, dai più, alla sublime arte di Astor Piazzolla, considerando che, sino a non molti anni fa, la maggior parte dei suoi connazionali riteneva questo Artista colpevole di una scellerata ed inopportuna distorsione dello stile puro della tradizionale musica nazionale di quel paese, appunto il Tango Argentino. L’Arte, quando è tale, trionfa sempre.
Rosario Rosito 22 marzo 2005
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