Il mondo del ballo in Italia
09 nov 2013

A cura di
Sauro Amboni
GIUDICI DI GARA COMPETIZIONI E TECNICA.

 

 

 

 

Parte quinta. Giudici di Gara e Istituzioni.

 

 

A cura di Sauro Amboni.

Giudice di Gara Ordinario FIDS

Classe A - balli SN.

 

 

 


 

Questa dei Giudici di Gara è una impressionante deviazione dalla norma morale, etica e deontologica; deviazione grave ed unica per la Danza Sportiva e per debellarla si esige una perentoria presa di posizione seria e coraggiosa da parte di tutti i dirigenti per riportare l’organizzazione delle competizioni nell’alveo di una corretta e civile sportività che costituisce la base per dare credibilità e fiducia al nostro sport.

 

 

Osservazione/1

Il problema deve essere affrontato alla radice e potrà essere risolto solo quando sarà attuata la separazione dei ruoli e cioè solo quando i Giudici di Gara non potranno anche insegnare e quindi non potranno avere le proprie coppie (i propri allievi) in competizione.

Infatti, attualmente, la maggior parte dei maestri iscrive le proprie coppie (i propri allievi) alle competizioni solo se essi stessi (i maestri) sono chiamati a fare il Giudici di Gara nelle competizioni medesime.

 

Poi, ovviamente, i fatti si commentano da sé.

 

 

I veri Campioni e i Dirigenti Manager
non perdono tempo in chiacchiere e in critiche sterili,
  ma studiano, imparano, vincono, organizzano,
progettano e realizzano.
Vedi i Campioni e i Dirigenti qui al N. 402:

clicca qui.

 

 

Osservazione/2

  • Se agli esami nelle scuole pubbliche o private, o ad un concorso pubblico o ad una prova finale di ammissione, ecc., nella commissione si trovasse un commissario o un insegnante o un qualsiasi membro della commissione stessa che la sera prima o la settimana prima o comunque nel periodo precedente avesse ricevuto l'onorario facendo lezioni private ad un allievo o candidato per la preparazione, questa persona andrebbe in prigione o quantomeno verrebbe licenziata o denunciata alla Magistratura.

 

  • Si pensi, ad esempio nello sport, se ad una partita di calcio ad esempio del Milan contro la Roma, facesse l'arbitro l'allenatore del Milan: la partita non inizierebbe neppure e ci sarebbe una interpellanza parlamentare.

 

  • Si pensi se, ad esempio, agli esami di quinta liceo (vale per tutte le scuole di ogni ordine e grado compreso l’Università) nella commissione giudicante si scoprisse che alcuni insegnanti avessero fatto lezioni private ad alcuni candidati. Sai che ti dico: si annullerebbero gli esami e quegli insegnanti verrebbero deferiti al Tribunale della Giustizia Ordinaria.

 

 

 

E nel Ballo?

 

Oggi ci sono maestri di ballo (la maggior parte di coloro che fanno il giudice di gara) in una situazione esattamente uguale a quella esposta sopra è cioè che col beneplacito e la connivenza delle regole attuali, fanno il giudice di gara ai propri allievi in pista in competizione (Classe D e Classe C). Mentre per le altre Classi il Giudice di Gara è suo amico.

 

Ancora oggi, proprio in queste ultime settimane, molti dirigenti a tutti i livelli e in tante occasioni, si notano, o loro stessi o altri maestri loro soci nelle proprie scuole, a fare il Giudice di Gara a competizioni nelle quali si trovano coppie di atleti che gareggiano in pista e che fino alla sera prima queste coppie erano nelle loro scuole a fare gli allievi e a pagare le dovute parcelle.

 

Questa, a mio avviso, si chiama immoralità sportiva, ed è contraria a qualsiasi forma di correttezza deontologica ed etica.

 

 

I veri Campioni e i Dirigenti Manager
non perdono tempo in chiacchiere e in critiche sterili,
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E le Istituzioni?

Se si legge attentamente la normativa istituzionale dello sport (in particolare la normativa del CONI) si trova che è incompatibile per tutti gli sport il doppio ruolo di giudice del proprio allievo. Ma, in pratica, noto che sia nelle varie federazioni sportive che nei vari enti di promozione sportiva queste norme sono osservate nelle organizzazioni di tutti gli sport tranne che per il Ballo e per la Danza Sportiva. Se ciò potrebbe essere tollerato per il Ballo non lo è certamente per la Danza Sportiva.

 

Se si legge la normativa delle scuole pubbliche italiane (e che vale anche per le private parificate e per quelle non parificate ma che presentano i propri allievi agli esami) essa, la normativa, considera reato quello di quel professore che fa le lezioni private al proprio allievo candidato. Anche qui, per quanto mi risulta, la regola viene osservata.

 

In sostanza, è solo nel Ballo e nella Danza Sportiva che non viene, in generale, osservata e neppure correttamente regolamentata.

 

A quando la regola per il Ballo e la Danza Sportiva? Ne stanno parlando. Ci sono commissioni in proposito. Ma tutto si traduce in “fumo politico” che si perpetua da 40 anni.

 

In sostanza, ogni tanto la separazione dei ruoli fa parte di qualche discussione ma mai di una soluzione regolamentare da osservare.

 

Anzi, i dirigenti nazionali si sono opposti ad agire nel rispetto dell'etica professionale trovando scuse, pretesti, affermazioni (a mio avviso prive di ogni serietà sportiva ma anche deontologica), per aggirare l'ostacolo e per "rinviare" il problema; sicché anche il CONI lascia che alle competizioni di Danza Sportiva si trovino Maestri nella duplice veste sia di insegnanti e sia di Giudici degli allievi che gareggiano in pista. Ci sono però le discussioni della Commissione speciale. Discussioni, e basta; come 20, 30 e 40 anni fa.

 

 

Infatti il CONI (e la FIDS) ha concesso per varie Classi il rinvio della decisione di istituzionalizzare l'incompatibilità fra chi fa il giudice di gara e il maestro insegnante ai competitori propri allievi. E anche il ruolo di Giudice e Maestro Insegnante in contemporanea.

 

Quindi, oggi è un fatto ritenuto “regolare” quello di fare il giudice di gara nelle competizioni alle quali partecipano anche i propri allievi.

Nelle discussioni e negli intendimenti si dichiara sempre che ciò non è vero, ma nei fatti è palesemente vero.

 

 

Conclusioni (a proposito di Ballo e Danza Sportiva).

Si perde del tempo (molto tempo) in polemiche, diatribe, contrasti senza costruire uno sport più pulito, più serio più “sportivo” ed anche più onesto. E, a questo proposito il mio parere, a questo punto, è il seguente:

 

bisogna vivere il Ballo come occasione di crescita artistica fisica e morale e se si vuole anche culturale, per ballare con l'anima, per godere del movimento artistico, per esprimersi poeticamente col proprio corpo, per coltivare il bello, il gusto e il piacevole linguaggio corporeo che esprime la propria personalità interiore e il proprio carattere per il piacere di "vivere" il Ballo alla massima espressione.

 

E’ bene, anche, a questo proposito, ricordare che:

 

“Il movimento artistico del Ballo, si raggiunge,

quando la coppia muove i passi con la tecnica

ma guida il proprio corpo con l’anima”.

 

 

Tutto il resto, per chi ama il Ballo, interessa poco.

 

 

 

Maestro Sauro Amboni
Giudice di Gara Ordinario FIDS
Classe A - balli SN

sauroamboni@libero.it

 

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