Il mondo del ballo in Italia
13 mar 2008

A cura di
Rosario Rosito
I CARAIBICI E L’IMBARAZZO DEI “TURISTI” DEL BALLO
C'e' un profondo, pressoché invalicabile, solco che divide il popolo dei turisti da quello dei viaggiatori e degli esploratori. I turisti guardano, spesso senza vedere, e valutano ogni cosa rapportandola al loro punto di provenienza, come legati ad un invisibile compasso che ha una branca fissata inesorabilmente al punto di partenza. I viaggiatori e gli esploratori “si aprono” alle nuove culture, si ispirano solo alla curiosità ed alla voglia di sapere, di assaggiare, con assoluta umiltà, i profumi, la cucina, l’arte, la musica, la danza, gli umori.
Ascoltare un maestro di liscio unificato o ballo da sala che parla di bachata, di mambo, o addirittura di salsa e merengue, come fossero semplici varianti della sua ben codificata cultura del ballo, fa sorridere. Vien da pensare proprio ad un turista che, al ritorno dalla crocierina da tremila euro in Giamaica, crede di aver appreso cultura, usi, costumi e, attraverso il corso di ballo super accelerato dell’animatore del villaggio, essere in grado di ballare le danze caraibiche (magari dopo un perfezionamento in una scuola di ballo).
La realtà è assolutamente diversa, è ben lo sanno i “viaggiatori” caraibici. Quelle che sembrano difficoltà di codificazione, sono in realtà mancanza di una conoscenza profonda della cultura specifica, dell’umiltà di immergersi e lasciarsi permeare dagli odori e dai sapori del caribe, dalla forza possente ed agile di quella musica che pretende, a giusta ragione, di essere amata prima che ballata.
Rosario Rosito, 13 marzo 2008
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