Il mondo del ballo in Italia
07 dic 2010

A cura di
Sauro Amboni
I Maestri Adalberto e Lalla Dell'Orto sotto la lente della Prof.ssa Marcella Costato 1^ parte

 
I GRANDI PERSONAGGI
Adalberto e Lalla Dell’Orto si
raccontano attraverso 50 anni
dedicati alla Danza Sportiva

Servizio giornalistico a cura della Prof.ssa Marcella Costato



L’intento del presente lavoro è di offrire ai lettori una visione più ampia e ricca del mondo del Ballo Standard e Latino, sia nazionale che internazionale, in modo obiettivo, neutrale, trasparente e nel ricordo dei suoi personaggi.

 

Le informazioni raccolte costituiscono un bagaglio di valore cui ognuno può attingere nel rispetto della propria e altrui libertà.

Sicuri di trovare il consenso di tutti coloro che costituiscono la grande famiglia della Danza Sportiva, auguriamo a tutti buona lettura.

L’intervista è stata curata e commentata dalla sottoscritta; per ogni commento scrivetemi senza indugio: Prof.ssa Marcella Costato annagiov@yahoo.it .






Prof.ssa Marcella costato
(Maestra MIDAS e Tecnico FIDS/CONI)

 

Domanda: Gentili maestri, vorremmo intraprendere questo viaggio insieme, attraverso i ricordi, partendo proprio dall’inizio della vostra carriera. Dove siete nati, quindi, e quando, se non è troppo indiscreto?

 

Risposta: Siamo nati entrambi a Milano: Adalberto in Via Simone D’Orsenigo al N°11, nella zona di Porta Vittoria, mentre, Lalla in Via Calabiana N° 3 nei pressi di Porta Romana.

Per quanto riguarda l’anno di nascita diciamo, pur mantenendo una certa privacy, che è attorno agli anni 30: prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.






Maestri campioni e grandi personaggi
Adlberto e Lalla Dell'Orto


 

D. Quali studi avete intrapreso, durante la vostra giovinezza?

 

R. Ambedue abbiamo compiuto gli studi di scuola Primaria e Secondaria a Milano: Adalberto si è poi diplomato Ragioniere e Perito Commerciale, mentre, Lalla si è iscritta alla “Berlitz School”, l’equivalente dell’ Università di lingue straniere, conseguendo il Diploma di lingua Inglese con il massimo dei voti.

 
 

D. In quale occasione vi siete conosciuti?

 

R. Mi sia consentito a questo punto, fare un passo indietro. In altre parole, vorrei raccontare dei miei primi contatti ed esperienze con il ballo e pure del ballo che esisteva e si praticava subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta esattamente degli anni 1945/1950.

 

Sin da bambino, ai tempi in cui avevo tre, quattro o cinque anni, quando sentivo la musica, mi piaceva sempre muovermi e dimenarmi.

 

Devo dire, inoltre, che ai miei genitori piaceva ballare. Essi danzavano “l’Ambrosiano e i 4 tempi”: balli tipicamente milanesi. Di conseguenza, credo mi abbiano trasmesso questa loro passione. Ballavo, quindi, come penso e presumo facciano ancor oggi molti bambini: per dimostrare quanto ero bravo.

Così, senza avere nessuna conoscenza tecnica e neppure immaginare di creare ilarità in chi guardava, ho iniziato a muovermi, inizialmente, in modo goffo. Era la musica, ma soprattutto l’istinto che mi suggeriva i movimenti.

 

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, culminata con la “Liberazione del 25 aprile 1945” da parte degli americani e dei loro alleati, c’era in tutti noi, grandi e piccoli, giovani e meno giovani, provati dai duri anni della guerra, una gran voglia di divertirsi. Ero piccolo, allora, ma ricordo perfettamente: si ballava dappertutto e ogni occasione era adatta per farlo.

 

A Milano, nostra città natale, si danzava nelle corti, durante le feste pubbliche e private, nelle bocciofile e ovunque ci fosse uno spazio adatto a fare musica.

Si ballava, perfino, nei cinema e naturalmente nelle sale da ballo.
 

I non giovanissimi, come il sottoscritto, ricordano che a quei tempi, gli americani hanno portato il Boogie-Woogie. Tutti, allora, si davano un gran daffare dimenandosi e inventandosi passi e variazioni, nel tentativo di seguire quel ritmo, notevolmente coinvolgente.

Di solito i passi del cavaliere e della dama erano diversi: in altre parole non c’era affiatamento ma tant’è, andava bene lo stesso. I migliori improvvisavano, erano guardati con ammirazione e considerati bravi ballerini. Nonostante tutto si ballava: si sentiva un gran desiderio di ballare.

 

Negli anni ’50 a Milano, hanno aperto le prime scuole di ballo. Una di quelle che andava per la maggiore, era gestita dal Prof. Gaetano Puccio, proprio in piazza Duomo e più precisamente al primo piano sopra l’allora ristorante, bar e sala da ballo Carminati, esattamente di fronte al Duomo.

 

Nel 1953 - 54 e, subito dopo il Boogie-Woogie, sono arrivati in Italia altri balli. Quello che ha avuto più successo è stato certamente il “Cha Cha Cha”.

Esso, portato in Italia e lanciato dalla bellissima, affascinante e provocante Abbe Lane con l’orchestra di Xavier Cugat, ha avuto, senza dubbio, molta risonanza e grande successo.

La gente voleva ballare solo il “Cha Cha Cha”: orchestre, sale e Scuole da ballo, tutti proponevano e ballavano questa rivoluzionaria danza latina, proveniente da Cuba.

Agli inizi, andava bene tutto: si ballava sull’uno, sul due, sul tre, sul quattro! Non esistevano ancora libri di tecnica o regole, ognuno improvvisava: inventava passi e variazioni!

 

Nel 1954 il sottoscritto ha iniziato a frequentare le sale da ballo.; infatti  a Milano ve n’erano parecchie. Quelle più conosciute erano: la Sirenella in via Rovello, il Bar Commercio in Piazza Duomo, il Branca in viale Jenner, il Ragno d’Oro a Porta Romana, la Triennale al Parco Sempione. Si ballava dalle 21 alle 24, ma a mezzanotte, inesorabilmente, l’orchestra annunciava gli ultimi tre balli.

 

Sul finire degli anni ’50, subito dopo il Cha Cha Cha, è arrivato in Italia un altro ballo che ha spopolato: il Twist! Peppino di Capri è stato tra i primi che con il suo complesso ha portato questa danza in giro per l’Italia. Ancora oggi, dopo oltre cinquant' anni, si balla il Twist nelle sale da ballo e si sentono suonare motivi famosi come “ A Saint Tropez” o “Twist Twist”.

 
 
 

D. Però, scusate, non avete ancora risposto alla mia domanda: Come vi siete conosciuti?

 
 
R. Chiedo scusa. Rispondo subito!

Il Twist è stato il ballo che mi ha portato a frequentare una scuola di ballo in Milano. Io volevo essere un buon ballerino di Twist, di Cha Cha Cha e di Boogie-Woogie.

 

In realtà desideravo anche farmi avanti con il gentil sesso. Un bravo ballerino si faceva notar prima degli altri e aveva qualche possibilità in più di “rimorchiare” le ragazze, per portarle al cinema o a mangiar una pizza.

 
Nel 1961quindi, in questa scuola, ho incontrato e conosciuto Lalla.
 

All’inizio era una semplice amicizia, poi Lalla è diventata mia partner, fidanzata, quindi moglie e tuttora compagna di vita.

Possiamo dire che Lalla è stata la mia prima Maestra perché lei allora ballava lo Stile Internazionale e, a quel tempo, faceva già competizioni di Standard e Latino Americani.

Abbiamo incominciato a ballare insieme Boogie, Cha Cha Cha, Twist poi siamo passati agli Standard e ai Latino Americani. La nostra carriera è iniziata esattamente nel 1961.

 

 

D. Maestri, a quel tempo, voi prendevate lezioni di ballo? Chi sono stati i vostri primi Maestri?

 

R. All’inizio della nostra carriera, non abbiamo avuto un Maestro vero e proprio. Siamo stati per un certo periodo degli autodidatti. Ci siamo procurati, inizialmente, il libro di Danze Standard di Alex Moore e, con tanto entusiasmo e buona volontà, abbiamo passato ore intere a interpretare, capire e cercare di eseguire le figure descritte, passo dopo passo, aiutandoci con l’ausilio delle cartine dove erano evidenziati i passi del cavaliere e quelli della dama: i cosi detti “piedini”.

Vorrei anche rilevare che in quegli anni, Lalla non parlava una sola parola d'inglese, mentre, il mio era scolastico e di conseguenza molto approssimativo. Ne scaturiva che prima dovevamo tradurre dall’inglese in italiano poi mettere in pratica eseguendo un passo per volta.

La traduzione in italiano della “Tecnica Revisionata” di Alex Moore non esisteva ancora.

Qualche anno dopo, il sottoscritto, si può a ragione vantare di aver iniziato a tradurre il libro dall’inglese in italiano.

Circa un anno dopo, abbiamo conosciuto una persona alquanto originale per non dire un po’ stravagante. Diceva di essere un Maestro e di aver frequentato come assistente la scuola di Alex Moore a Londra.

 Questo strano personaggio si chiamava Buosi e devo riconoscere, onestamente, che aveva una bella dote: un grandissimo entusiasmo. Egli lo trasmetteva a noi che eravamo alle prime armi nel ballo.

Ci diceva che eravamo bravissimi perché non aveva mai visto una coppia italiana ballare così bene.

 Secondo lui avevamo tutte le qualità per emergere e diventare, un giorno, addirittura campioni del mondo!

Io e Lalla, abbiamo praticato e seguito questo Buosi per un buon anno. Del resto, a quel tempo, Milano non offriva di meglio. Ricordo bene che ci faceva esibire da tutte le parti e non solo nelle sale da ballo.

 

L’Associazione Nazionale Maestri di Ballo (ANMB) esisteva già e i suoi dirigenti fra cui Tino Besi, Vittorio Colombo, Piero Rolando, purtroppo, scomparsi e solo per citarne alcuni, si davano un gran daffare per divulgare in tutti i modi il Ballo con la B maiuscola.


 
                                                     

Donnie Burns e Gaynor Fairweathe


 


D. Quando avete iniziato la vostra carriera come amatori?

 

R. Nel 1964 noi abbiamo incominciato a fare le prime gare di Standard e di Latini.

In Italia c’erano due Associazioni Amatoriali:
 

1.    La AIABI (Associazione Italiana Amatori Ballo Internazionale) poi FIAB (Federazione Italiana Amatori Ballo), quindi FDSI (Feder Danza Sport Italia), poi l’attuale FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) con sede a Roma e diretta da un grande personaggio: Ariel Mannoni. L’AIABI era la sola Associazione che aveva il riconoscimento internazionale dall'ICAD (International Council Amateur Dance adesso IDSF – International Dance Sport Federation).

2.    La seconda Associazione amatoriale era l’ASIBA (Associazione Sportiva Italiana Ballo Amatori) con sede in Torino e diretta da un altro grande personaggio che risponde al nome di Glauco Sampaoli.

 
 

Noi abbiamo avuto modo di conoscere inizialmente il Maestro Glauco Sampaoli e, quindi, ci siamo iscritti all’ASIBA di Torino.

Con il Maestro Sampaoli abbiamo fatto diverse lezioni. Aveva una bellissima scuola in Piazza Castello, nel centro di Torino e ci recavamo là almeno una volta al mese.

Ricordo, perfettamente, la prima lezione con lui di Valzer Inglese.
 

Contava i primi sei passi del giro naturale non 1,2,3 - 4,5,6 ma bensì 1,2,3,4,5,6 - 1,2,3,4,5,6 raddoppiando praticamente il valore delle battute musicali. Ad ogni passo invece di una battuta ne contava due e per noi é stata una lezione piuttosto scioccante!

 

Il Maestro Glauco Sampaoli era un ottimo insegnante e organizzatore di competizioni. Ha preparato le prime competizioni sia nazionali sia internazionali, nelle sale da ballo, in Piemonte e Liguria.

 

E’ curioso sapere che a quel tempo non si facevano gare nei Palazzetti dello Sport perché essi erano sconosciuti.

Tra un ballo e l’altro, per il pubblico, si facevano semifinali, finali ed esibizioni.

 

Mi sento di affermare, senza tema di essere smentito, che Glauco Sampaoli e Ariel Mannoni sono stati i primi a portare coppie straniere in Italia per far conoscere e praticare lo “Stile internazionale” adesso chiamato “Danza Sportiva”.






                                                           
Bryan Watson e Claudia Leoni



D. A proposito di coppie straniere, quali sono secondo voi i più grandi Campioni del passato?

 

R. Come per tutti gli sport è difficile stabilire quali siano stati i migliori.

 

Ogni epoca ha avuto i suoi campioni. Negli anni attorno al 1960, per le Danze Standard e i balli Latino Americani, mi sento di proporre i nomi di Bill & Bobbie Irvine. Hanno vinto, se ben ricordo, dodici o tredici campionati del mondo e altrettanti europei. Hanno vinto a Blackpool, gli International, gli United Kingdom: competizioni riconosciute da tutti come tra le più importanti al mondo.

 
Date le elevate dimensioni del file, per la lettura completa dell'articolo clicca qui.


Milano, 8 dicembre 2010
Marcella Costato


Galleria fotografica
Scuole di ballo - Consigliate
spazio riservato
alle scuole consigliate
Scuole di ballo

Vicenza (VI)

Via dell'Edilizia 110, 1 piano

Roccella Ionica (RC)

Via Marina, 2 sopra dopolavoro...

Palazzolo sull'Oglio (BS)

Ricerca partner

Per imparare/migliorare

52 anni - Per imparare/migliorare

Treviso (TV)

50 anni - Per fare competizioni

Lecco (LC)