Il mondo del ballo in Italia
24 dic 2010

A cura di
Sauro Amboni
I Maestri Adalberto e Lalla Dell'Orto sotto la lente della Prof.ssa Marcella Costato 3^ parte.
 
 

 
I GRANDI PERSONAGGI
Adalberto e Lalla Dell’Orto si
raccontano attraverso 50 anni
dedicati alla Danza Sportiva
 

Servizio giornalistico a cura della Prof.ssa Marcella Costato






 Maestra Marcella Costato

3^  Parte
 

Riprendiamo l’intervista ai Maestri Dell’Orto

 

Domanda: Vi ricordate la vostra prima lezione in Inghilterra? Ci potete raccontare come s’è svolta?

 

Risposta: Certamente! Questi ricordi non li dimenticheremo mai!

Siamo andati in Inghilterra per la prima volta nel 1972. Abbiamo rappresentato l’Italia nel Campionato Europeo Professionisti standard che si è svolto all’Hammersmith Palais a Londra.

 
 

Durante il campionato siamo stati avvicinati da un certo signore che si chiamava Dimitri Petrides, marito della “Regina” dei Latini Nina Hunt.

 




Demitri Petrides (con gli occhiali)
 

Egli parlava benissimo l’italiano e, oltre a congratularsi con noi, ci ha consigliato di prendere lezioni con i maestri inglesi sopra citati.

 
 

Sia con Nina Hunt (latini) sia con Len Scrivener (standard) è stata, però, un’esperienza traumatica che ha inciso profondamente sul nostro modo di ballare.

Vorremmo raccontarvi come sono andate le cose.
 





Il Re  delle danze LA: maestro Walter Laird

Ci siamo presentati, alla prima lezione, con molto anticipo.

Premettiamo che il nostro inglese era molto stentato e limitato a pochi vocaboli riferiti alle figure di ballo.

Ci è stato chiesto, immediatamente, di dimostrare cosa sapevamo fare. Lalla ed io abbiamo messo il massimo impegno per dimostrare la nostra abilità, eseguendo anche variazioni di una certa difficoltà.

 
 

Nina Hunt, tuttavia, dopo pochi passi di rumba, si è messa a fumare distrattamente, mentre Len Scrivener, dopo l’inizio del Valzer Inglese, giro naturale, turning lock, chasse diagonale centro, si è avvicinato con noncuranza alla finestra per guardare chi passava. Entrambi i maestri non ci hanno più degnato di uno sguardo!

 
 
 

Poco dopo, le loro parole sono state le seguenti: “Avete un ottimo programma, ma non ballate né la rumba né il valzer inglese!”

“Se volete continuare a far lezioni con noi, dimenticate tutto quanto state facendo e ricominciamo da capo!”

 
E’ stato un colpo terribile!
 
 
 
 

Per ore, abbiamo ripetuto i passi base, nella rumba: camminata, basic movement, fan, alemana, hockey stick, side step; negli standard, nel valzer inglese: giro naturale, passo di cambio, giro a sinistra, passo di cambio, per ricominciare dall’inizio.

Solo dopo molto tempo abbiamo affrontato il whisk e lo chasse!

 

Il giorno dopo si è ripetuto la stessa storia: passi base, passi base e ancora passi base, per ogni ballo!

 

I maestri insistevano sulla posizione, il movimento, la musicalità, l’interpretazione!

 

Credeteci, siamo rientrati in Italia demoralizzati al massimo.

 





I Grandi Campioni Margaret Redmond e Peter Maxwell


 
 

Ci siamo chiesti, per giorni e settimane, se valeva la pena di spendere tutti quei soldi per andare in Inghilterra a eseguire ore e ore, di passi base.

Eravamo partiti con tanto entusiasmo e ora ci sentivamo delusi e tentati di smettere.

 

Durante tutto quel tempo, passato a provare e riprovare, abbiamo cominciato a capire, però, cosa distingueva le coppie inglesi dalle altre.

Ci stavamo rendendo conto del perché nei campionati del mondo ed europei, a Blackpool, agli International, agli United Kingdom, gli Inglesi avevano una marcia in più e dominavano in tutte le competizioni.

 

Continua. . . . . 

 



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