Il mondo del ballo in Italia
28 dic 2010

A cura di
Sauro Amboni
I Maestri Adalberto e Lalla Dell'Orto sotto la lente della Prof.ssa Marcella Costato 4^ parte
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I GRANDI PERSONAGGI
Adalberto e Lalla Dell’Orto si
raccontano attraverso 50 anni
dedicati alla Danza Sportiva
 
 Servizio giornalistico a cura della Prof.ssa Marcella Costato

4^  Parte


Maestra Marcella Costato




Una premessa
(a cura di Sauro Amboni)
Spesso ci si chiede se la conoscenza degli eventi che ci hanno preceduto sia importante nella nostra vita quotidiana.

Vi sono persone che danno grande importanza alla comprensione ed alla conoscenza di cosa e come si è costruito e che sono affascinate dall’evoluzione degli eventi, altre invece non condividono questo entusiasmo.

Anche nel passato c’erano scandali, episodi negativi, dispute e fatti incredibili. Il campo dell’interesse umano è sempre troppo ristretto, ma, oltre ad una finalità culturale, che importanza ha tutto ciò per il vivere moderno?

La conoscenza del passato è una delle materie più importanti per la formazione culturale e umana del nostro domani.

 Quindi giovani! dimostrate a voi stessi prima che agli altri, che avete una intelligente curiosità seguita dall'interesse. E non dite che non vi interessa nulla, sareste un cattivo ospite del progresso.

Abbiate sempre il coraggio di sapere! E insieme a questo, anche quello di servirvi della propria ragione!



Riprendiamo la seconda parte dell’intervista ai Maestri Dell’Orto.

(a cura di Marcella Costato)

 

Domanda: “ Maestri, in questo periodo, dove andavate a fare le gare?”

 

Risposta: Nel 1965 non c’erano molte gare in giro per l’Italia. La ragione è semplicissima: mancavano le coppie che praticassero lo Stile Internazionale e di conseguenza era inutile organizzare competizioni.

Quella che oggi si chiama Danza Sportiva, a quei tempi, era praticata da poche coppie, 20, 30, al massimo 40, quasi tutte di adulti.

Non esistevano categorie come la Juveniles, Juniors, Youth o Senior.


Si ballava solo nell'Italia settentrionale: in Piemonte, Lombardia, Emilia e Veneto. Le stesse regioni che oggi si distinguono per la qualità e quantità di coppie.

Al centro e nelI'Italia meridionale nessuno aveva mai sentito parlar di “Stile”.


Le gare si svolgevano nelle sale da ballo. A questo proposito Ci si accordava con il gestore del locale per decidere quante settimane fare.

Ricordo che a volte duravano perfino trenta settimane!  Sì avete letto bene e non stiamo esagerando.

Il gestore s'impegnava a mettere i premi e anche la giuria (formata il più delle volte dal pubblico in sala).


Come detto, le coppie non erano moltissime, ma le gare duravano molti mesi perché ogni settimana si faceva un solo ballo di eliminatoria. Una settimana toccava al Valzer Inglese, quella dopo al Tango poi al Valzer Viennese e così via.

Dopo di che bisognava fare la semifinale e poi la finale.


Ecco spiegato il perché le gare duravano parecchi mesi. Più la gara si protraeva nel tempo, più i premi erano considerevoli e di valore: secondo gli sponsor che il gestore del locale riusciva a trovare.

 

                                  

Lalla e Adalberto Dell'Orto in competizione nel 1965


Capitava spesso di vincere salotti, mobili di arredamento, prosciutti interi, capi di abbigliamento (giacche, giacconi, pantaloni, giubbotti, impermeabili) e ancora radio, televisori, frigoriferi, lavatrici, oppure confezioni di vini e spumanti.

A quel tempo, non si usava ancora dare coppe, trofei o targhe.


Anche noi, all’inizio, abbiamo partecipato a qualche gara.


Una volta iscritti all’ASIBA, però, non è stato più possibile gareggiare. Anche allora erano in vigore regolamenti ferrei e vincoli da rispettare.




Dante e Isa Sarzo

 


Dante e Isa Sarzo


A proposito di gare il Maestro Sampaoli organizzava competizioni nazionali, internazionali e campionati italiani.


A quei tempi, tra il 1965 al 1971 noi gareggiavamo con gli Astolfi di Torino. Abbiamo vinto diversi campionati italiani negli standard, latini americani e combinata 10 balli.


Nel 1966, Lalla ed io siamo entrati nell’ambiente internazionale grazie sempre ai tornei internazionali organizzati da Sampaoli.

A Torino, Acqui Terme, Finale Ligure, il Casinò di Sanremo, Alessandria, Valenza Po, si svolgevano i tornei.


Sul finire degli anni ’60 anche il sottoscritto ha iniziato a darsi da fare per trovare sale da ballo dove svolgere le gare.

Ricordo, per esempio, i locali dell’Ariston a Voghera e il Pellicano di Garlasco, in Lombardia oppure, la Rosa d’Oro di Cadelbosco Sopra in Emilia, l’Isola Verde a Modena, lo Sporting Club a Boretto (RE) e il Lido a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza.

 

                                                                                                                             Continua . . . . . . . . . . . .

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