Il mondo del ballo in Italia
06 feb 2011

A cura di
Angela Scipioni
Il Ballo come sviluppo della coordinazione motoria
 
 

Il Ballo come sviluppo della coordinazione motoria

 

Dott.ssa Prof.ssa Angela Scipioni

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Maestra Angela Scipioni (*)


 
 
 

(*)
La Docente A. Scipioni è coautrice del Testo scientifico:
Biometria e Psicometria: Personalità, successo, carattere e logica motivazionale.
2010 - La Feltrinelli (http://www.lafeltrinelli.it/)


 
 
 
 
Domanda fatta da Giuditta

'I balli popolari come sviluppo della coordinazione motoria': può darmi qualche suggerimento a proposito di questo argomento? Grazie Giuditta.

 
Domanda fatta da Giuditta

Mi scusi, gent.ma prof., ma io non sono forse stata chiara nella domanda: a me interessa approfondire, teoricamente l'argomento 'I balli popolari e lo sviluppo della coordinazione corporea nei bambini' Trovo una risposta nei suoi interventi su scuole di ballo? grazie e scusi di nuovo Giuditta.

 
 
Risposta di Angela Scipioni

Si tratta di un argomento apparenemente semplice ma in sostanza complesso. Infatti Lei fa riferimento specificatamente al tema " sviluppo della coordinazione corporea nei bambini" e ad una trattazione teorica. Dalla mia esperienza pluridecennale di Docente, devo farle presente che l'argomento richiede una illustrazione più estesa di una scarna risposta da "forum". Per questo motivo preparo una risposta adeguata, anche col parere di persone più esperte di me nella materia: mi riferisco a insegnanti, fra l'altro, in discipline motorie e con la laurea magistrale appunto in scienze motorie. Inserirò poi la risposta nella apposita rubrica degli articoli. Mi rendo conto che nel mondo del ballo la cultura professionale si ferma al mero tecnicismo gestuale, ma la Sua domanda è molto più profonda e va oltre la scorza della materia d'esame di qualsiasi disciplina della Danza Sportiva. Cordiali saluti.

 
 

 







 

Premessa
 

I balli popolari, come il ballo in generale e la Danza Sportiva, sono attività ricreative e sportive che presentano un ampio ventaglio di gestualità, di linguaggio corporeo, di movimento, ecc. che, non v’è dubbio, sono per certi aspetti il fulcro per un corretto sviluppo della coordinazione motoria.



 
Il linguaggio del corpo

E’ quello che fa riferimento all'espressione spontanea dell'emozione e dell'affettività e che è un sistema in gran parte inconscio. Esso consiste in un complesso di regolazioni riflesse e automatiche del tono muscolare, dell'atteggiamento posturale, della mimica gesticolatoria, della distanza personale e dell'uso dello spazio circostante e così via e può assumere diversi ruoli.


 
Il linguaggio gestuale

Esso fa riferimento ad una gestualità comunicativa intenzionale secondo un sistema di regole culturalmente determinate e perciò condivise anche se per lo più artificiali e che consiste nel linguaggio dei gesti molte volte a fini utilitaristici (come il linguaggio dei sordomuti e altri sistemi di comunicazione non verbale affini), oppure di fine artistico ed estetico come l'animazione, la drammatizzazione, il ballo e la danza.

Questo linguaggio ha un'origine espressiva da quello spontaneo che abbiamo chiamato linguaggio del corpo, poi però progressivamente si culturalizza divenendo intenzionale.

Da questa distinzione risulta chiaro che il nostro interesse (ballo e danza) rivolto alla tipologia del LINGUAGGIO DEL CORPO, così come esso si concretizza e si differenzia nelle varie culture (ballo popolare).

Se per linguaggio intendiamo un sistema di segni condivisi, è necessario chiarire bene di quali segni ci si serve e quale valore si attribuisce loro, in quanto ogni cultura attribuisce a ciascun segno un significato del tutto arbitrario che può variare incredibilmente e anche contraddirsi.

Bisogna inoltre tener presente che si è prima visti e poi sentiti. Nella comunicazione molto spesso l'abito fa il monaco, intendendo con abito il complesso delle manifestazioni esteriori che caratterizzano la nostra maniera di esprimerci.

Risulta infatti che circa il 70-80% dell'informazione che raggiunge la corteccia cerebrale giunge dagli occhi, contro il 10-15% che proviene dall'udito. Le ricerche neurolinguistiche, inoltre, indicano chiaramente la priorità dell'elaborazione visiva, globale, simultanea, contestuale, analogica delle informazioni nell'emisfero destro del cervello, anche se le informazioni sono linguistiche e quindi andranno poi rielaborate dall'emisfero sinistro (verbale, analitico, sequenziale, logico). Siamo dunque prima "visti" che ascoltati.

 
La gestualità

Il corpo è fonte di molte "informazioni" involontarie quali il sudore, il tremito, l'arrossire, ecc., ma esso viene utilizzato anche per "comunicare", cioè per veicolare significati volontari, o per sottolineare significati espressi con la lingua.

Nella comunicazione la gestualità ha un ruolo fondamentale, perché può rappresentare varie forme di comunicazione appunto perché parliamo di ballo popolare.

Ogni Paese ha le sue regole, bisogna perciò porre particolare attenzione a non lasciarsi andare a gesti di cui non si è perfettamente certi del significato che viene loro attribuito in quella cultura. In una situazione interculturale possono nascere problemi di omomorfia (gesto uguale, significato diverso), responsabile di fraintendimenti.

Caratteristica prettamente "latina" è la forte gestualità, che accompagna, sottolinea, mima gran parte del discorso italiano. Questi gesti, del tutto spontanei per noi, sono spesso incomprensibile per gli stranieri.

Purtroppo questa gestualità è anche difficile da esplicitare a parole e solo frequenti contatti con la nostra civiltà possono portare ad una comprensione non ambigua degli stessi.

La forte gestualità, accompagnata ad un tono di voce abbastanza alto rispetto ad altre culture fa sì che si sia diffuso uno stereotipo che raffigura gli italiani come aggressivi e invadenti. In generale, nel mondo intero, quando un comico vuole imitare un italiano si mette ad urlare e a muovere in maniera forsennata braccia e gambe.

Ciò è dovuto al fatto che molto spesso i film, e quindi l'immagine dell'Italia in circolazione, sono interpretati da attori meridionali, il cui gesticolare è ancora più marcato rispetto al resto d'Italia.

Può essere utile individuare degli elementi della gestualità da confrontare nelle varie culture per poter avere un'idea della complessità e della ricchezza di significati di questo linguaggio.

 





 
 

Conclusioni
 

Da queste poche righe si evince quanto sia complesso trattare lo sviluppo della coordinazione motoria quale effetto risultante di una attività formativa alla danza ai balli popolari e alla danza sportiva. Infatti è necessario conoscere:

a)    la tecnica dei diversi balli, i balli delle varie discipline, i movimenti connessi, le coreografie, le difficoltà e l’impegno fisico-gestuale, ecc. onde poter individuare quali e quanti di questi aspetti può essere utile o dannoso o neutrale a tale sviluppo,

b)   avere una formazione pedagogica adeguata, conoscere gli elementi di didattica specifici per gli adolescenti e i giovani, possedere una cultura di psicopedagogia e neurofisiologia adeguata nonché nozioni di scienza medica specifica.

 

Secondo il parere degli esperti, si può considerare nel 10-20% la conoscenza necessaria di tipo a), mentre la cultura necessaria per il tipo di argomenti b) rappresenta un bagaglio di conoscenze che va oltre l’80%.

 

Quindi, un maestro di ballo, anche molto preparato e aggiornato nella tecnica, che volesse insegnare con lo scopo di ottenere un risultato rivolto anche allo sviluppo della coordinazione motoria degli adolescenti e dei giovani, dovrebbe essere affiancato nel suo lavoro da uno specialista in materia sugli argomenti di tipo b).

 

Un bravo maestro potrà insegnare la tecnica per far “ballare” l’allievo in pista secondo i movimenti corretti e piacevoli con lo scopo di ottenere un buon risultato agonistico, ma senza le conoscenze del tipo b) potrebbe anche a sua insaputa provocare danni fisici, psichici e di  scorretta crescita strutturale ai suoi allievi.

 
 

Su parere degli esperti da me contattati, un maestro di ballo (di qualsiasi disciplina) che volesse arricchire le proprie competenze e conoscenze culturali, per poter insegnare consapevolmente e con piena coscienza, non solo con il mero obiettivo della classifica di gara ma anche e soprattutto per “costruire” una persona un individuo e per mettere al primo posto l’individuo stesso per una completa e compiuta formazione globale (di cui i giovani sono oggi carenti), dovrebbe avere almeno le conoscenze acquisibili dallo studio serio e approfondito di tutti gli argomenti trattati nei seguenti testi appositamente selezionati allo scopo.



La FIDS


Per colmare queste lacune, la FIDS ha iniziato un percorso formativo ad-hoc. Per esempio, l'ultimo Testo  FIDS di formazione per i Tecnici (dicembre 2010)  tratta questi argomenti da pag. 131 a 200:


- argomenti di psicologia per i giovani, l'etica, le azioni verso i giovani, ecc.


-musica, movimento, danza, ecc.

- muovere il corpo per creare la danza, lo studio del corpo, anatomia dei movimenti, la mobilità, ecc.



 






 
 

Per ulteriori approfondimenti, vedi il N. 236 della rivista Tuttoballo in linea su www.tuttoballo.net.


Testi consigliati
 
 
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“Bioingegneria della Postura e del Movimento”,

Collana del Gruppo Nazionale di Bioingegneria,

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B. A. Gowitzke , M. Milner

Le basi scientifiche del movimento umano – seconda edizione

EMSI-ROMA
 
 

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Cinesiologia clinica 3/statica e deambulazioni patologiche

Argalìa Editore Urbino
 
 
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Fisiologia applicata allo sport

Casa Editrice Ambrosiana

 
 
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Educazione motoria per l'età evolutiva. Teoria, metodologia e didattica
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Movimento, gioco, animazione. Aspetti metodologici interdisciplinari per l'educazione: motoria-musicale-espressiva

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Movimento e ritmo. Una prospettiva modulare nell'educazione motoria e musicale

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Processi formativi e percorsi di integrazione nelle scienze motorie. Ricerca, teorie e prassi

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Neuroanatomia fondamentale e clinica;
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Il corpo è musica. La coordinazione motoria nella performance pianistica e nella quotidiani

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Insegnare e apprendere in gruppo,
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L’immagine inconscia del corpo
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MUSELLA GIOVANNI, FULVIA GEMELLI, MICHELA DESTEFANI, DAVIDE FORNACA,
Rapporto tra BMI e abilità motorie. Indagine longitudinale in soggetti tra 6 e 11 anni,
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Diciasettesimo Congresso degli Antropologi Italiani, 2006.
 
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Manuale di pedagogia come scienza pratico-progettuale,
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PELLEREY M.,
L’agire educativo. La pratica pedagogica tra modernità e postmodernità
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SEMPROLI SAMANTHA, ANGELA R VENTRELLA, STEFANIA TOSELLI, PATRICIA BRASILI.
Evoluzione dello stato ponderale, autocoscienza e soddisfazione per l'immagine corporea in età pre-puberale. Studio longitudinale.
Dipartimento Biologia Evoluzionistica Sperimentale., Università di Bologna. Diciasettesimo Congresso degli Antropologi Italiani, 2006.
 
 
Angela Scipioni
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Boario Terme (BS)



 
 
 
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