Il mondo del ballo in Italia
10 nov 2008

A cura di
Rosario Rosito
IL BALLO…QUESTO SCONOSCIUTO!
Nessuno l’avrebbe immaginato, trent’anni fa, che l’evoluzione della sublime arte del ballo sarebbe sfociata in una pratica quasi maniacale della competizione. Le gare, intendiamoci, ci son sempre state, ma erano un lusso, un vezzo, se vogliamo, che arricchiva di fascino l’intero movimento, creando anche delle gustose e fascinose leggende.
Il vero rammarico risiede nell’eclissarsi del divertimento, della passione fine a se stessa, a vantaggio di una ricerca spasmodica di professionalità e perfezione, mutuata da omologazioni assolute, prive di qualsiasi spunto personale e originale. Come dar torto a coloro che additano i novelli ballerini come robottini programmati? Tutti uguali, identici i passi e le amalgamazioni, identiche le espressioni (per lo più truci e preoccupate).
Ed allora è legittimo il dubbio che nasce spontaneo: ma i nuovi competitori conoscono realmente il ballo? A guardarli pare di no. Perché non sembrano divertirsi, non sembrano comunicare col corpo, non sembrano interessati a socializzare, non sembrano niente, se non attori che ripetono annoiati sempre la stessa recita. Non sarà un pochino colpa anche degli insegnanti? Forse qualche maestro si è lasciato prendere la mano dall’humus competitivo, tralasciando veramente troppo il vero spirito del ballo, sempre più sconosciuto e difficile da comunicare agli allievi.
Rosario Rosito, 7 novembre 2008
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