Il mondo del ballo in Italia
11 ago 2008

A cura di
Rosario Rosito
IL BALLO SOCIALE NON E UNA DISCIPLINA
I famosi diplomi che rilascia l’Anmb per il Choreographic Team (il ballo di gruppo) hanno fatto scuola. Oggi tutti gli Enti e le federazioni pretendono di rilasciare Attestati e Diplomi per abilitare all’insegnamento del ballo sociale. Potenza del danaro! Castelli di sabbia spacciati per solide villette… perché, pensateci un attimo, come può essere omologato un diploma, se quello che dovresti insegnare non è omologabile? Ragioniamo con calma.
Il ballo di coppia è relativamente facile da codificare, perché si basa su strutture musicali a loro volta ben codificate e immutabili. Un valzer lento è un valzer lento, una mazurka è una mazurka, a prescindere dalla melodia e dall’accuratezza dell’arrangiamento. Il ballo sociale, per essere codificato allo stesso modo, esigerebbe anch’esso strutture musicali ben codificate ed immutabili. Non è necessario essere dei musicisti esperti per capire che così non è.
Il DJ sceglie il tale brano (ohibò, che strana assonanza, tale brano – talebano...) tenendo conto esclusivamente della piacevolezza, dell’arrangiamento e di fattori di gusto, moda ed attualità. Il tempo, il ritmo, la lunghezza delle frasi e dei periodi musicali, il numero di battute di un ritornello, rappresentano delle variabili assolutamente autonome e diversificate, anni luce lontane da qualsivoglia omologazione. Nessuno può farci niente, almeno finché il processo non avrà esaurito il suo naturale sviluppo. In un ballo di gruppo trovi passi di latino, caraibico, figure hip hop, danza moderna, jazz, e chi più ne ha più ne metta. Tutto in fase di continua metamorfosi, tanto che, ogni ipotesi d’omologazione, è immediatamente vecchia e decrepita dopo pochi mesi.
In un contesto così articolato, l’Anmb ha intrapreso la strada che sembra meno astrusa, che è quella di rinunciare a corsi globalizzati e onniscienti e focalizzare la preparazione degli aspiranti maestri soprattutto su tre materie di base: la musica, la medicina sportiva, i principi dell’arte coreutica. Va da se che l’aspirante maestro di Choreographic Team, deve già saper ballare di suo. Il corso diventa così un interessante percorso formativo, tutto sommato conveniente e poco oneroso.
Nell’equivoco vistoso incappano, invece, altre proposte formative, che pretendono, attraverso corsi reiterati e globalizzati, di “formare” il maestro o l’istruttore di ballo sociale. Un vero e proprio specchio per le allodole. Allodole paganti, ovviamente.
Morale della favola: Chi non è un provetto ballerino e non ha già sperimentato una reale attitudine all’insegnamento, non sperperi danaro alla ricerca di titoli inutili…
Rosario Rosito, 11 agosto 2008
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