Il mondo del ballo in Italia
22 giu 2010

A cura di
Rosario Rosito
Il maestro di musica? Non serve a sapientoni e faccendieri
Che dire? Non ci sono veramente parole per rispondere a certi articoli che mortificano prima di tutto il buon senso, le certezze acquisite da una società seria, che sa riconoscere i valori del sacrificio e dello studio. Qualunque persona di buona fede non ha difficoltà a riconoscere che la materia musicale non si presta ad un studio approssimativo e superficiale. Lo dimostrano i dieci anni di Conservatorio necessari per acquisire il titolo di professore, lo dimostra la storia stessa di quest’Arte sublime ed il suo immutabile processo di apprendimento. Si comincia da bambini, si vive l’infanzia osservando con ammirazione quasi commossa la magia delle mani del maestro, ascoltando ed assimilando, esercitandosi per ore ogni giorno, per sempre, sino alla fine della propria vita. Al musicista non basta sapere: deve saper fare. Deve indagare ogni aspetto della musica, e deve sperimentare. Il maestro di musica deve conoscere e comunicare. Il suo percorso formativo è ideale per renderlo un valido didatta, perché vive la disciplina didattica da sempre, da bambino, come pane quotidiano ed unica strada per arrivare alla meta della conoscenza e del professionismo. Cosicché nelle occasioni serie c’è sempre il maestro di musica a spiegare, dare supporto, rendere assimilabile una materia che altrimenti veramente diventa difficile.
Sono cose scontate quelle che sto scrivendo, ma per qualcuno risultano indigeste.
Per chi è abituato a non rispettare le competenze altrui, a salire in cattedra e sentenziare senza alcun criterio logico e condivisibile, le uniche certezze stanno nei ridicoli manualetti onniscienti e sussiegosi, pomposamente definiti “testi”, spesso vuoti di ogni concretezza e persino imbarazzanti dal punto di vista della reale capacità di comunicare nozioni ed elementi attinenti la materia musicale. Congetture in luogo di concetti, verbosità sconsiderate atte a dissimulare la mancanza di un qualunque minimo progetto espressivo.
Ed allora sorbiamoci anche le frasi ad effetto di chi ritiene di aver appreso la musica dal manuale sportivo e la consiglia agli altri come la panacea di tutti i mali. In fondo il maestro di musica a che serve? Tanto non capirai niente lo stesso… povera Italia!
Rosario Rosito, 22 giugno 2010
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