Il mondo del ballo in Italia
30 apr 2012

A cura di
Sauro Amboni
Il Nostro Grande Patrimonio: gli Atleti.

 

 

 

 

Riflessioni a cura del
Maestro e Dirigente FIDS
Pasquale Di Napoli
(foto a fianco).

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Le sovrastrutture mentali

 

Migliorare noi stessi è un processo complesso che richiede di liberarsi innanzi tutto dalla logica del sospetto e dai pregiudizi.

 

E’ proprio questo il primo nodo da sciogliere: eliminare le sovrastrutture mentali che ancora fanno parte del vissuto di molti maestri e che impediscono di avere la necessaria lucidità e serenità nell’affrontare i problemi che affliggono la Danza Sportiva e nel trovare soluzioni condivisibili.

 

Occorre liberarsi da assunti che non hanno basi scientifiche, ma che probabilmente derivano da un modo superato di concepire questo sport, che i nostri maestri ci hanno irresponsabilmente trasmesso.

 

 

La formazione

L’equazione grande ballerino uguale grande maestro uguale grande giudice è in realtà una mistificazione.

 

La preparazione per ciascuna delle tre attività non può che essere specifica partendo da una base comune come lo studio della tecnica. Chi si laurea in medicina e chirurgia non è automaticamente un buon cardiologo o un buon oculista: deve specializzarsi!!

 

Perché questo non dovrebbe valere nella Danza Sportiva? Dunque emerge forte la necessità di un progetto formativo serio che possa plasmare il nostro modo di prepararci per fare i maestri ed i giudici di gara, che possa educarci nell’affrontare i problemi dalle giuste angolazioni.

 

 

L’educazione

 

Se l’atleta deve essere al centro degli interessi della Federazione, allora bisogna tutelarlo garantendogli regolamenti precisi e chiari, un supporto da parte degli uffici federali competente e puntuale, giurie il più possibile asettiche, cioè formate da persone specializzate a svolgere questo ruolo e prive di conflitti di interesse ed infine che le competizione si svolgano nel rispetto di tutte le regole.

 

Occorre formare ed educare gli associati a mettere al primo posto delle loro azioni la correttezza sportiva, il fair play,il rispetto verso il proprio e l’altrui lavoro in modo da non vedere più nei palazzetti a bordo pista maestri, tecnici, trainer ed improvvisatori che segnalano i movimenti e le posizioni “corrette” e scandiscono il tempo alle loro coppie ed ai loro gruppi.

 

In realtà loro stanno segnalando le loro coppie ed i loro gruppi ai giudici e soprattutto stanno diseducando i loro allievi. Sì perché il messaggio che passa è “cari allievi siete delle schiappe e senza aiuti esterni non potete arrivare da nessuna parte”.

 

Bravi, avete mandato alle ortiche il vostro ruolo di educatori prima ancora che di insegnanti di tecnica e non state esercitando il vostro ruolo di tutela nei confronti dei vostri atleti. Si perché se non sono ancora in condizioni di affrontare una competizione per carenze tecniche o perché non ricordano una coreografia, gettarli nella mischia è la cosa più scriteriata che possiate fare.

 

Li esponete inutilmente ad una gogna psicologica facendo passare un altro messaggio dirompente: “non siete ancora in condizioni di camminare con le vostre gambe”.

 

Tutelate i vostri atleti, insegnate loro a comportarsi correttamente in ogni circostanza e con chiunque; aiutateli a rispettare i regolamenti, gli avversari e gli ufficiali di gara; educateli ad accettare serenamente ogni risultato e non giustificate una performance non buona gettando discredito sui “giudici incompetenti e che non hanno mai ballato”. Liberiamoci da queste sovrastrutture.

 

Cerchiamo di cambiare pagina diventando tutti più tolleranti ed un po’ migliori. Solo modificando i nostri atteggiamenti possiamo sperare di migliorare anche la nostra Federazione.

 

 

Pasquale Di Napoli

 

 

Nella galleria fotografica qui sotto: immagini di atleti.

 

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