Il mondo del ballo in Italia
18 apr 2014

A cura di
Sauro Amboni
IL PROBLEMA PIÙ DIBATTUTO: I GIUDICI DI GARA.

Premessa.

Prendo spunto dalle ripetute e vivaci controversie che riguardano il tanto discusso e annoso problema dei Giudici di Gara che mina la credibilità dei Dirigenti, delle associazioni e del "Mondo del Ballo" in generale.

Infatti, uno dei problemi più dibattuti nei numerosi incontri, interventi e “forum” è quello dei Giudici di Gara e della correlata professionalità dei maestri.

Per ridare credibilità e fiducia al Ballo, mettiamoci sul cammino dell’etica e della deontologia professionale!

Mi ricordo, tuttavia, che lo stesso problema, anche se con toni più pacati, era di attualità nei dibattiti di venti e più anni orsono nelle riunioni a tutti i livelli sia nazionali che regionali e ampiamente affrontato in vari redazionali.

Nota: ho già trattato questo problema su altri articoli ma voglio qui riassumere e ribadire alcuni concetti in quanto leggo di sovente nei forum le più svariate diatribe e discussioni, a volte anche improprie, che mi spingono a fare queste riflessioni.

 

 

Un bravo professionista.

A questo proposito, e per affrontare con lucidità il problema, mi corre l'obbligo di fare queste premesse.

• per essere un bravo giornalista e commentatore politico non è necessario essere stato onorevole o assessore,

• per essere un ottimo cronista sportivo non bisogna aver giocato nel Milan o nella squadra del Roma (anzi, di solito i grandi cronisti non sanno fare sport),

• oltre il 95% degli arbitri delle squadre di calcio di serie A, ma anche della B e della C, non hanno mai giocato al pallone nelle squadre federali,

• circa il 98% dei giudici alle discipline Olimpiche, e anche non Olimpiche a qualsiasi livello, non sono mai stati atleti di successo,

• per fare il medico non bisogna essere stati infermieri, anzi è rarissimo il caso che un medico abbia l'esperienza di infermiere,

• per essere geometra non è assolutamente necessario saper fare il muratore, sono pochissimi i muratori che l’hanno fatto, e non per questo poi sono bravi geometri,

• personalmente ho fatto gli esami a centinaia di studenti per la Laurea in Ingegneria ma nessuno di loro si è prodigato di imparare ad usare la cazzuola, ordire i tondini delle armature nelle costruzioni o lavorare su una macchina utensile, né è stato ad alcuni di loro chiesto di saperlo fare per l’esame di Laurea, né è previsto che lo sappiano fare per svolgere bene la funzione di Ingegnere,

• non conosco personalmente professori di Educazione Fisica nelle scuole medie inferiori e superiori che siano stati campioni o competitori di chicchessia, eppure preparano, giudicano e selezionano gli allievi alle eliminatorie per le Olimpiadi della Scuola,

• non è necessario essere stato un campione per capire se uno sportivo è bravo o mediocre.

 

Non v’è dubbio, il Maestro è essenzialmente un Giudice, oppure un Insegnante, e non necessariamente anche un competitore.

Infatti un competitore può, anche essere privo di valenza culturale, diventare Campione del Mondo, ed un Maestro, anche se claudicante, può essere un ottimo insegnante ed un lodevole Giudice di Gara meglio di un competitore di fama.

 

Questo è un principio di vita: un insegnante deve avere la propria preparazione su basi didattiche, espositive, pedagogiche e di comunicazione che nulla hanno in comune con la preparazione fisica, l’allenamento e i muscoli di un atleta.

 

 

Le qualità del Giudice di Gara.

Un giudice di gara (soprattutto nel Ballo) potrebbe anche non avere mai ballato ma possedere:

  • conoscenze specifiche,
  • serietà,
  • capacità di giudizio,
  • equilibrio emotivo,
  • onestà,
  • cultura,
  • correttezza morale,
  • imparzialità di giudizio,
  • e competenza tecnica;

doti queste che nulla hanno a che vedere con l’arrivismo, l’ambizione, la rivalità e lo spirito di emulazione che si sviluppano in un competitore.

Abbiamo dei clamorosi e diffusi esempi di competitori bravi ma pessimi giudici perché ad essi mancano queste doti.

 

 

La scelta dei Giudici.

L’attuale criterio secondo il quale si scelgono i giudici di gara e si protende a definire “bravi giudici” coloro che hanno la scuola con molti allievi e che fanno l’insegnante, oppure che sono stati sulla pista a sudare da competitori, piuttosto di scegliere quelli che hanno doti e valenze di cultura, imparzialità e soprattutto di “disinteresse”.

Questo criterio è solo un mero pretesto supportato da strumentalizzazioni prive di ogni fondamenta.

 

Inoltre, alcuni maestri dirigenti alimentano ad arte una campagna rivolta a screditare quei professionisti che non sono o non sono stati bravi competitori, o che non hanno scuole di ballo con tanti allievi, ma proprio questi maestri dirigenti si sconfessano quando appunto andiamo a vedere gli Skating dai quali traspare con evidenza la loro assenza di imparzialità nei confronti delle loro coppie in pista o nel cosiddetto “voto di scambio” fra loro colleghi che operano con la stessa mala fede e reciproco interesse personale.

Le doti e le caratteristiche personali per essere un buon Giudice di Gara non si apprendono ai corsi, agli stage, non si comperano al supermercato, non si acquisiscono iscrivendo alle gare molti  degli allievi della propria scuola.

 

La serietà, l’equilibrio emotivo, l’onestà, la correttezza morale e l’imparzialità di giudizio non sono in vendita. Fanno parte dello stile e del carattere proprio ricevuto da madre natura e affondano le radici nell’educazione ricevuta e nella cultura acquisita.

Fanno parte del nostro DNA!

 

Questa dei Giudici di Gara è una impressionante deviazione dalla norma morale, etica e deontologica; deviazione grave ed unica per la Danza Sportiva e per debellarla si esige una perentoria presa di posizione seria e coraggiosa da parte di tutti i dirigenti per riportare l’organizzazione delle competizioni nell’alveo di una corretta e civile sportività che costituisce la base per dare credibilità e fiducia al nostro sport.

 

 

Osservazione/1

Il problema deve essere affrontato alla radice e potrà essere risolto solo quando sarà attuata la separazione dei ruoli e cioè solo quando i Giudici di Gara non potranno anche insegnare e quindi non potranno avere le proprie coppie (i propri allievi) in competizione. Sia nella gare cosiddette di tipo “A” che soprattutto in quelle di tipo “B”.

Infatti, attualmente, la maggior parte dei maestri iscrive le proprie coppie (i propri allievi) alle competizioni solo se essi stessi (i maestri) sono chiamati a fare il Giudici di Gara nelle competizioni medesime.

Poi, ovviamente, i fatti si commentano da sé.

 

Osservazione/2

  • Se agli esami nelle scuole pubbliche o private, o ad un concorso pubblico o ad una prova finale di ammissione, ecc., nella commissione si trovasse un commissario o un insegnante o un qualsiasi membro della commissione stessa che la sera prima o la settimana prima o comunque nel periodo precedente avesse ricevuto l'onorario facendo lezioni private ad un allievo o candidato per la preparazione, questa persona andrebbe in prigione o quantomeno verrebbe licenziata o denunciata alla Magistratura.
     
  • Si pensi, ad esempio nello sport, se ad una partita di calcio ad esempio del Milan contro la Roma, facesse l'arbitro l'allenatore del Milan: la partita non inizierebbe neppure e ci sarebbe una interpellanza parlamentare.
     
  • Si pensi se, ad esempio, agli esami di quinta liceo (vale per tutte le scuole di ogni ordine e grado compreso l’Università) nella commissione giudicante si scoprisse che alcuni insegnanti avessero fatto lezioni private ad alcuni candidati. Sai che ti dico: si annullerebbero gli esami e quegli insegnanti verrebbero deferiti al Tribunale della Giustizia Ordinaria.

 

 

E nella Danza Sportiva?

Oggi ci sono maestri di ballo (la maggior parte di coloro che fanno il giudice di gara) in una situazione esattamente uguale a quella esposta sopra è cioè che col beneplacito e la connivenza delle regole attuali, fanno il giudice di gara ai propri allievi in pista in competizione.

 

Ancora oggi, proprio in queste ultime settimane, molti dirigenti a tutti i livelli e in tante occasioni, si notano, o loro stessi o altri maestri loro soci nelle proprie scuole, a fare il Giudice di Gara a competizioni nelle quali si trovano coppie di atleti che gareggiano in pista e che fino alla sera prima queste coppie erano nelle loro scuole a fare gli allievi e a pagare le dovute parcelle.

Questa, a mio avviso, si chiama immoralità sportiva, ed è contraria a qualsiasi forma di correttezza deontologica ed etica.

 

 

E le Istituzioni?

Se si legge attentamente la normativa istituzionale dello sport (in particolare la normativa del CONI) si trova che è incompatibile per tutti gli sport il doppio ruolo di giudice di gara al proprio allievo in competizione.

Ma, in pratica, noto che nelle varie federazioni sportive queste norme sono osservate nelle organizzazioni di tutti gli sport tranne che per il Ballo e per la Danza Sportiva. Se ciò potrebbe essere tollerato per il Ballo ludico/ricreativo, non lo è certamente per la Danza Sportiva.

 

Osservazione 1

Se si legge la normativa delle scuole pubbliche italiane (e che vale anche per le private parificate e per quelle non parificate ma che presentano i propri allievi agli esami) essa, la normativa, considera reato quello di quel professore che fa le lezioni private al proprio allievo candidato. Anche qui, per quanto mi risulta, la regola viene osservata.

In sostanza, è solo nel Ballo Agonistico  e nella Danza Sportiva che, in generale, non viene  osservata e neppure correttamente regolamentata (vedi regole per le competizioni “B”).

 

In sostanza, ogni tanto la separazione dei ruoli fa parte di qualche discussione,  ma mai di una soluzione regolamentare e vincolante da osservare.

 

Anzi, i dirigenti nazionali si sono opposti ad agire nel rispetto dell'etica professionale trovando scuse, pretesti, affermazioni (a mio avviso prive di ogni serietà sportiva ma anche deontologica), per aggirare l'ostacolo e per "rinviare" il problema; sicché anche il CONI lascia che alle competizioni di Danza Sportiva si trovino Maestri nella duplice veste sia di insegnanti e sia di Giudici degli allievi che gareggiano in pista. E in molte gare anche con le giurie composte da Giudici di Gara che fanno il Giudice alle coppie della propria scuola.

Quindi, oggi è un fatto ritenuto “regolare” quello di fare il giudice di gara nelle competizioni alle quali partecipano anche i propri allievi. Cioè, è ritenuto "regolare" calpestare l'etica, la deontologia, la correttezza e il buon senso.

 

 

Conclusioni.

Si perde del tempo (molto tempo) in polemiche, diatribe, contrasti senza costruire uno sport più pulito, più serio più “sportivo” ed anche più onesto. E, a questo proposito, il mio parere, a questo punto, è il seguente:

 

<< bisogna vivere il Ballo Agonistico e la Danza Sportiva  come occasione di crescita artistica fisica e morale e se si vuole anche culturale, per ballare con l'anima, per godere del movimento artistico, per esprimersi poeticamente col proprio corpo, per coltivare il bello, il gusto e il piacevole linguaggio corporeo che esprime la propria personalità interiore e il proprio carattere per il piacere di "vivere" il Ballo alla massima espressione >>.

E’ bene, anche, a questo proposito, ricordare che:

“Il movimento artistico del Ballo, si raggiunge, quando la coppia muove i passi con la tecnica ma guida il proprio corpo con l’anima”.

Tutto il resto, per chi ama il Ballo, interessa poco.

 

Maestro Sauro Amboni

 

 

Leggi: Tuttoballo

(Rivista di tecnica cultura e comunicazione del Ballo Agonistico e della Danza Sportiva)

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