Il mondo del ballo in Italia
18 giu 2011

A cura di
Sauro Amboni
Impariamo a stare a Tempo! Lo spiega la pluricampionessa Monica Canova con Sauro Amboni. 1^ parte.

I Campioni insegnano come fare per stare a Tempo.

a cura dei Maestri Sauro Amboni e Monica Canova
(Tecnici Federali FIDS/CONI)

 Parte 1^

 

      Sauro Amboni  e  Monica Canova


 

PREMESSA

 

Ci sono competitori, anche di Classe “A”, che trovano difficoltà a partire correttamente a tempo e a mantenere il tempo durante le competizioni.

Vedo nelle gare che questi competitori tengono osservato con la coda dell’occhio gli altri competitori in gara notoriamente più bravi e vicini a loro per cogliere da essi l’attimo di movimento parallelo al tempo musicale.

Dall’esperienza fin qui raggiunta si può affermare che stare a tempo per una cera quota di competitori (e una elevata quota di non competitori) può essere difficile; per molti è invece facile e naturale.

Se una coppia balla fuori tempo a livello di Ballo popolare è poco danno; se gareggia nel settore pre-agonistico viene subito notato ma i giudici di gara potrebbero anche sorvolare l’errore se la coppia si ferma e rientra in tempo abbastanza rapidamente (nel giro di due – tre battute); se il fuori tempo si verifica nelle Classi “C” o “B” o superiori non è assolutamente tollerato; infine, in una competizione nella Classe AS o “XP Professional” non è concepibile ballare fuori tempo.

Solo col costante, continuo e perseverante allenamento è possibile per tutti imparare a stare a tempo.





OSSERVAZIONE

Uno dei principali aspetti del Ballo, abbiamo visto, consiste nello stare a tempo.

Un competitore che non sta a tempo viene sempre penalizzato in qualsiasi classe o categoria di appartenenza esso balli.

Anche per chi pratica il Ballo solo a scopo ricreativo (Ballo popolare) il tempo e “stare a tempo” è l’elemento cardine della sua interpretazione e conseguente gestualità.

Ecco allora l’importanza di capire e sforzarsi per raggiungere la completa sicurezza musicale cioè per ballare secondo il tempo, le misure, il timing, le semifrasi e la frase.

Se non si osserva il tempo non è possibile interpretare il Ballo con musicalità, cioè non è Ballo!

 

Se non si osserva il Timing non è possibile eseguire le figurazioni e le coreografie con la tecnica ufficiale, cioè non è Ballo ma movimento scoordinato.

Daremo ora un cenno al Timing e ad altri termini da utilizzare per un corretto linguaggio professionale lo daremo più avanti.

 
 
 
 

Monica Canova, oltre ad una carriera alle spalle come amatore, ha raggiunto i risultati come professionista, col partner Ivan Venegoni, di vice Campioni Italiani BS e LU nel 2003, Campioni Italiani LU, BS e Combinata 6 Balli nel 2004, 4° classificati Danze Standard nel 2004, Campioni Italiani LU BS e Combinata a 6 Balli nel 2005.

 
 
 
 

I PRINCIPALI TERMINI TECNICI

Per capire bene il significato di ognuno dei seguenti vocaboli tecnici, è necessario conoscere bene il significato di tutti e poi rileggere il significato di ognuno una seconda volta. Ciò perché a volte la differenza è sottile e diventa chiara solo dalla conoscenza complessiva di tutti i termini nel loro insieme.

 

Tempo

E’ la suddivisione metrico ritmica della battuta in parti di identico valore.

L’elemento fondamentale è il battito (beat) chiamato anche impulso, pulsazione o accento.


Abbiamo:

Tempo binario: caratterizzato da due battiti di cui il primo è accentato ovvero di maggior intensità, per cui è un accento forte, il secondo, di minor intensità, è un accento debole.

Tempo ternario: caratterizzato da tre battiti di cui il primo forte il secondo ed il terzo deboli.

Tempo quaternario: caratterizzato da quattro battiti di cui il primo forte, il secondo debole, il terzo semiforte, il quarto debole.

 

Battuta o misura (o bar)

E’ l’insieme di valori compresa tra due linee verticali chiamate stanghette, poste sul pentagramma musicale. In sostanza, il raggruppamento di battiti si chiama misura o battuta (bar).

E’ possibile riconoscere la struttura di una misura o battuta musicale ascoltando il periodico ritorno dell’accento forte.

 

Battito (o beat)

E’ la pulsazione di un suono (accento) che segna il metro, il ritmo, il tempo di un brano musicale.


Ritmo

E’ l’organizzazione dei battiti (accenti) all’interno di una scansione metrica (tempo). Il ritmo di qualsiasi brano musicale si basa su dei battiti regolari chiamati pulsazioni ritmiche (beat). Le pulsazioni ritmiche ci permettono di misurare la durata dei suoni e la loro intensità.

La velocità delle pulsazioni varia a seconda dell’andamento (velocità) della musica.

I movimenti lenti, che necessitano due battiti, vengono definiti slow ed altri, più veloci, che durano un solo battito, vengono chiamati quick.

 

Nel ritmo binario l’accento forte cade ogni due pulsazioni; nel ritmo ternario, come abbiamo visto, cade ogni tre pulsazioni; ecc.

 

Andamento

E’ la velocità di esecuzione della musica che può essere misurata in battute o in battiti al minuto. Molte volte la parola “andamento” viene utilizzata erroneamente attribuendo ad essa il significato di “tempo”.

 
 
 
 

Timing

E’ il momento in cui l’azione viene effettuata cioè è l’utilizzo correto del tempo musicale, come definito dalla tecnica, nell’esecuzione dei movimenti.

E’ importante seguire alla perfezione il Timing.

Molto spesso vengono usate delle variazioni ritmiche rispetto alla musica; vengono cioè (in base alla tecnica d’esecuzione) raggruppati i battiti o, al contrario, suddivisi creando i ritmi sincopati. Queste suddivisioni sono anche differenti a seconda del ballo e della figurazione.

Non ci addentriamo qui in questi aspetti tecnici e per alcuni versi anche complicati, ma semplicemente cerchiamo di seguire il Timing così come specificato sulle schede tecniche.

 

Semplici esempi di timing sono i seguenti:

·    1, 2, 3: Giro a destra del Valzer Viennese.

·    S QQ S QQ Giro Naturale Twist del Tango.

·    1, 2e, 3, 1 Chassè da PP nel Valzer Inglese.

·    2, 3, 4e, 1, 2, 3, 4e, 1 Movimento Base del Cha-Cha-Cha (nelle danze latine di solito si usa frequentemente la “a” anziché la “e”.

·    1e, 2, 1e, 2 Movimento Base del Samba.

 

In sostanza, e per semplificare il discorso, quando troviamo nella tecnica, per esempio, il conteggio “2e” significa che su un battito facciamo due movimenti; quando troviamo Q su un battito facciamo un movimento, quando troviamo S facciamo un movimento su due battiti.

Inoltre, a seconda dei casi, quando per esempio abbiamo “2e”, durante il battito si fanno due movimenti di cui:

·    il primo (il 2) può occupare 1/2 o 3/4 di battito,

·    mentre il secondo (la e) può occupare 1/2 o 1/4 di battito.

 

Lo stesso, ma con conteggi diversi, vale quando abbiamo “Qe” oppure “Se”.

Va infine rilevato che in alcuni casi il conteggio del Timing della tecnica di esecuzione può prevedere la “e” prima del movimento; cioè: “e1”, “e2”, ecc. oppure “eQ” o anche “eS”.

 
 

In estrema sintesi, la suddivisione del singolo battito, può avvenire nelle tre modalità seguenti:

 
 

1

=

battito senza alcuna suddivisione

 
 

1

&

=

Doppia divisione

 
 

1

&

a

=

Tripla divisione

 
 

1

e

&

a

=

Quadrupla divisione

 

Nota: il grafico è tratto dal Manuale del Tecnico Federale della Danza Sportiva della FIDS del CONI (PAG.177).

 
 

Nell’esecuzione delle differenti azioni, passi o movimenti, chi balla può utilizzare differenti combinazioni tra battiti utilizzati interi ed altri suddivisi in una delle parti sopra descritte nella tabella; ciò a seconda della tecnica d’esecuzione prevista nelle schede tecniche ufficiali.

 
 

Ecco ora alcuni schemi grafici riassuntivi dai quali si vedono specificati i termini spiegati sopra.


Per mancanza di spazio :

Clicca quì

 

Coreografia di Tango - (in 4/4)

(se in 2/4 modificare Bar e Progressivo)



Questa Coreografia, come abbiamo detto  non è adatta ai  competitori delle Classi "B" e delle Classi  "C".
Infatti, questi competitori sono abituati, per esempio,  a iniziare "il Giro rovescio aperto"  col primo movimento (Q) sul battito "forte"  della battuta (per loro più facile da interpretare)  e non sul battito "semiforte" (per loro più difficile da interpretare).

In questi casi la  prima  figurazione, di questa coreografia (vedi sotto), potrebbe  essere "Lento Lento" (SS) anzichè solo "Lento" (S)  e togliere alla quarta figurazione la rotazione coi due QQ che diventa SQQS  anzichè SQQQQS.
In questo modo la coreografia termina sempre alla 16-a battuta (particolarità questa molto importante per conferire una certa  "musicalità" all'interpretazione.

Tuttavia, essendo questa coreografia adatta a competitori delle Classi superiori, rimane una interpretazione più vivace  se lasciamo a questi competitori  la flessibilità di utilizzare il battito "semiforte"  per il primo movimento.

Il ballo si impara per gradi ed è  consigliabile  che i  "principianti"  osservino degli  schemi rigidi  e  facili da interpretare per progredire poi lentamente fino a raggiungere maggior elasticità e flessibilità con coreografie meno rigide e  più brillanti nelle Classi superiori.


 
Figurazione
Timing
Beat
Bar
Progress.
lento

(attenzione al fianco Dx che conduce; dama Sx))

S
2
0,5
0,5
giro rovescio aperto
QQS QQS
8
2
2,5
passo argentino laterale (2, 3, 4)

(con finale in linea di ballo)

QQS
4
1
3,5
promenade con pivot + pivots

(attenzione all'equilibrio nei pivots)

S QQ QQ S
8
2
5,5
promenade chiusa
S QQS
6
1,5
7
p.p. chiusa con chassè sincopato

(terminata in diagonale centro)

SS Q&Q S
8
2
9
chiocciola

(attenzione ai movimenti

della testa all’ultimo battito)

S QQ QQ
6
1,5
10,5
promenade aperta
(vedi nota A)
S QQS
6
1,5
12
passo argentino laterale (2, 3, 4)

(terminato in linea di ballo)

QQS
4
1
13
promenade con pivots + pivots

(attenzione alla finale)

S QQ QQ S
8
2
15
medio cortè

(non allungare troppo il 3 passo)

QQS
4
1
16
ripetere dall'inizio
(S)
=
=
=
 
 
 

Continua . . . .



Maestri: Monica Canova e Sauro Amboni

Tecnici Federali FIDS/CONI


 

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