Il mondo del ballo in Italia
07 giu 2012

A cura di
Sauro Amboni
INSEGNARE IL SENSO DELLA VITA!

 

 

 

Riflessioni di
Marcella Costato e
Eugenio Solbiati

(foto a fianco).

 

 

 

 


 

Premessa

 

“OCCORRE INSEGNARE IL SENSO DELLA VITA”.

Con queste parole il Maestro Eugenio Solbiati, al ritorno dai Campionati di Rimini, si è espresso al termine delle competizioni che l’hanno visto giudice in diverse discipline classi e categorie, ma l’ispirazione per questa profonda riflessione l’ha trovata nell’assistere e giudicare le performances dei diversamente abili.

E’ con grande piacere, quindi, che desidero condividere queste sue riflessioni legate ancora una volta al mondo della Danza Sportiva e dell’inclusione delle persone con disabilità.

 

 

Il lavoro paziente del maestro

Ogni educatore sa quanto sia importante e delicato il rapporto con i propri allievi.

Nel caso della Danza il maestro lavora, modellando il proprio insegnamento in favore di coloro che un giorno, probabilmente, parteciperanno a una competizione.

La soddisfazione, perciò, è grande se alla fine di un percorso, è premiato il frutto di tanti sacrifici: allievi e maestri ne gioiscono assieme.

Quando, però, le circostanze non sono favorevoli, per i più svariati motivi, giungono le delusioni e con esse il senso di sportività e quello ancora più alto “ d’educazione”, vengono spesso a mancare.

Assistiamo allora ad atteggiamenti indecorosi, da parte di atleti o insegnanti che rifiutano un verdetto ritenuto immeritato.

Negli ultimi anni, troppe volte nello sport di qualunque tipo e livello, si sono verificati casi di rifiuto e maleducazione, sfociati di frequente nella violenza.

 

 

Collaborazione, altruismo e gioco nella disabilità

Chi ha poca dimestichezza con il mondo dei disabili, fatica a credere come loro, invece, vivano la dimensione sportiva in maniera straordinaria, più profonda e appagante ma unita alla leggerezza del gioco, dove è importante divertirsi e star bene con se stessi e gli altri.

Le persone con lesioni, deficit o invalidità, lievi o gravi, sanno che altri potrebbero avere più difficoltà di loro e, in talune situazioni, più necessità.

Si resta sorpresi nello scoprire, quindi, come tra loro accadano frequenti azioni d’altruismo, collaborazione e generosità, spesso, indirizzate anche a chi, disabile non è.

 

 

Impegno e lotta per rappresentare realisticamente se stessi.

Al di là, di come un atleta si classifichi, ogni performance è una vittoria personale e la persona con disabilità lo sa.

Durante una prestazione, l’atleta s’impegna e lotta per dare il massimo, ma non ha bisogno di apparire come un campione, il migliore, l’unico: semplicemente, desidera rappresentare realisticamente ciò che è.

Nella sua possibilità di esprimersi trova gioia nel partecipare a un’attività che lo rende felice e nello stesso tempo, egli desidera condividere questi momenti con gli altri: amici, parenti, tutti quelli che ama e da cui si sente amato.

Il maestro abituato alla “normalità” di allievi che potrebbero, ma non vogliono, si credono, ma non sono, è stupito di fronte alla determinazione di chi lotta fino allo stremo delle forze e poi, con freschezza, sorride felice anche quando si classifica all’ultimo posto.

Avvicinarsi a questo mondo, significa scoprire, a poco a poco, la magia di cui è intriso.

Si è accompagnati, così, a coglierne la bellezza, insita in ogni gesto e pensiero, che solo chi ha conosciuto il “vero senso della vita” è in grado di esprimere.

 

Obiettivo per il futuro

La Federazione molto ha fatto in favore dell’inclusione delle persone con disabilità, ma il cammino è ancora lungo e faticoso.

Solbiati è profondamente convinto che occorra prendere in seria considerazione un apprendimento basato su un’attenta analisi dello sport stesso, visto e vissuto da questi splendidi atleti, se vogliamo dare un indirizzo nuovo alla nostra meravigliosa disciplina sportiva.

Ringraziamo il Maestro per queste sentite riflessioni e ci auguriamo che sempre più Scuole aprano le porte alla diversità, con insegnanti pronti ad accogliere una realtà fatta di pazienza, impegno e sacrificio, ma che sa ripagare come nessun’altra.

 

 

Marcella Costato & Eugenio Solbiati
8 Giugno 2012

 

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