Il mondo del ballo in Italia
12 ott 2011

A cura di
Sauro Amboni
Io ballo con la bellezza della mia anima.

 

 

Ballare con l’ anima.
Bellezza e magia della danza.

Della Dott.ssa Roberta Petracco (foto a fianco)
atleta, artista e ricercatrice di Danza Sportiva e Artistica.

 

 

“La danza è un movimento ritmico in una successione spazio temporale, senso plastico dello spazio, viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica” (Curt Sachs: vedi nota).

 

Chi è Roberta Petracco?

(Biografia a cura di Sauro Amboni)

 

Diplomatasi all’VIII corso di danza presso l’Accademia Nazionale di Danza nel 2003, si trasferisce lo stesso anno a Londra per studiare al Laban Centre.

Successivamente, consegue il Diploma di II livello accademico presso il Corso Biennio Specialistico per l’insegnamento delle materie coreutiche – indirizzo Composizione all’Accademia Nazionale di Danza a Roma.

Dal 2004 si avvicina allo studio costante della tecnica Flying Low di David Zambrano tanto da assistere l’artista durante il seminario per la scuola di danza contemporanea S.N.D.O. ad Amsterdam nel 2008.

Roberta studia, inoltre, con Julyen Hamilton, John Jasperse, Adriana Borriello, Frey Faust, Massimiliano Baracchini, Kathy Duck, Gill Clarke, Steve Paxton, Cristiana Morganti; ha seguito differenti seminari con differenti artisti: Milan Herich, Malou Airaudo, Beatrice Libonati, Nigel Charnock,  Lutz Gregor,Rehinild Hoffmann, Isamel Ivo, Susanne Linke, Claudio Stellato etc.

Ha lavorato con Sistemi Dinamici Altamente Instabili, Compagnia Danza Ricerca, Giovanni Di Cicco in Mondo Mare Festival, Compagnia Lische di Simone Magnani e Cristiano Fabbri, Massimiliano Baracchini, Talile dance company, Enz Compagnia di Danza e Teatro,...

Roberta ha tenuto classi di danza contemporanea e pilates mat work per semi, non e professionisti presso il Volskrantgebouw dance studio ad Amsterdam.

Ha presentato “Solo” al Bonnie Bird Theater a Londra nel 2003,  “one track”, una coreografia per 5 danzatrici – gruppo Surreali - al Teatro della Tosse a Genova nel 2005,  video installazione performativa con Manuela Lobina nel Festival delle Antiche Cappe Rosse a Genova e nel 2007 partecipa a Fabrica Tanze Festival a Milano con “Primo” in collaborazione con Gianluca Passeri.

 


 

L’incantesimo

Questo non vuol essere un resoconto storico bensì una riflessione per il piacere di condividere il valore della danza.

È giusto, oggi, rivendicarne il valore in una società contemporanea, talvolta alienata?

 

(..)Non si può spiegare lo sviluppo della coscienza umana, il vero scopo della nostra attività solamente attraverso il processo lavorativo.

Il necessario complemento al processo lavorativo è da ricercarsi nell’impulso del divertimento nato da energie traboccanti, quando le esigenze più pressanti erano state soddisfatte. ( J. Lindsay)

 

Parafrasando J. Huxley, che descriveva un uccello (Orsù…si parla dell’Aninga) comodamente appollaiato su un ramo di cedro mentre strappava dei ramoscelli lanciandoli in alto e prendendoli col becco; il volatile ripeteva un atto che nella vita di ogni giorno ha un’importanza fondamentale per la propria sopravvivenza e questo non è da considerare solo semplice esercizio.

L’atto non è astratto ma ha un forte legame con l’attività di ricerca del cibo che l’uccello imita e che origina un sentimento che si annida nella crescente abilità, proprio come i nostri antenati.

 

 

Ritmo, grazia e bellezza

Nella danza sono predisposti il ritmo e l’espressione concentrata dell’azione, le immagini danzate degli uomini primitivi sono, di fatto, in stretta connessione coi loro bisogni e atti produttivi.

Attraverso il ritmo, si arriva ad un massimo di coordinazione fra le intenzioni fisiche e spirituali; il ritmo è movimento funzionale e col minimo sforzo tende a raggiungere il massimo risultato, per cui l’energia può essere conservata per essere impiegata nei movimenti successivi.

Come in qualsiasi processo lavorativo, anche nella danza vi è una tensione fra l’intero corpo e un gesto specifico; essa è forma artistica in movimento che attraverso la sensibilità individuale libera la fantasia e fa si che gli uomini percepiscano il proprio corpo e le proprie azioni più liberamente.

La risoluzione di questa tensione rappresenta il momento della grazia e della bellezza, una sensazione di vita potenziata per chi interpreta e per lo spettatore.

Il ritmo è una peculiarità individuale che unifica mente, corpo, cuore ed anima; il suo effetto più penetrante è misurabile materialmente nel suono.

È  la voce forte dei segreti più profondi dei  processi del nostro corpo.

Il ritmo non è qualcosa di aggiunto al movimento perché è l’essenza stessa del movimento.

 

 

Ritmo arte e scienza

Nella danza e nei processi lavorativi si sviluppano sistemi concettuali, poiché nessun modello si eleva dal nulla; il ritmo comporta una tensione nell’individuo ed esige la tensione nell’organismo e nell’ambiente che lo circonda, nel gruppo sociale e nella natura stessa. Il ritmo della danza crea arte ed interagisce con la scienza.

La danza primitiva, con la sua drammatizzazione delle tensioni ritmiche, ha aperto la strada all’arte e alla scienza nelle loro forme più tarde ed evolute.

Fin dalle origini, la danza ha espresso l’intensità della coscienza sociale ed individuale dove gli uomini hanno riconosciuto la vita nei suoi processi naturali, come la ricerca del cibo e della procreazione.

La circolarità della danza rituale, con il suo crescendo d’estasi, diviene un movimento di nascita, di rinnovamento e di trasformazione; i nostri antenati lo sapevano bene…invece, perché la nostra società contemporanea ha smesso di fare attenzione all’essenza degli eventi?

 

E adesso… vado a farmi un giro di valzer, un circolo pieno d’allegria.

 

 

Nota. Chi è Curt Sachs?.

Si tratta dell’autore di uno dei più autorevoli libri al mondo che tratta di danza, musica, arte e storia.

Per Curt Sachs la danza "è la madre delle arti.

Studiando i popoli antichi, egli distingue fra danze armoniche (aperte e chiuse) e disarmoniche (convulse, semiconvulse, sedute, vorticose, a torsione).

Cataloga diversi tipi di danza non imitativa: di guarigione, di fertilità, funebre, di caccia, di guerra. Fra le danze imitative presenta quelle ad imitazione animale, di fertilità, di iniziazione degli adolescenti, funerarie, d'armi.

Dalla combinazione di questi due tipi di esperienze coreiche si sarebbero originate le danze più mature della fertilità, della iniziazione delle fanciulle, le danze astrali, solari, lunari, e le danze mascherate.

Un intero capitolo del libro è dedicato alla coreografia: danze a solo, danze di gruppo, in circolo, a serpentina, frontali, con cambio, a incrocio, ad arco, a ponte, a coppia.

Trattando il tema Musica, parla dei suoni naturali e dell'accompagnamento ritmico che anticamente era variamente realizzato: con raschietto, verga battuta, tamburo a fessura, flauto.

La sua storia della danza parte dall'età della pietra, per svilupparsi ampiamente nello studio dei fenomeni coreici primitivi e folklorici, fino a sfociare nella comprensione della danza orientale e di quella europea: dalla Grecia a Roma, ai popoli nordici; dal Medioevo al XX secolo.

Per quanto riguarda lo studio delle danze europee, Curt Sachs le incasella con precisione cronologica, attraverso un lavoro prezioso, difficile, eppure paziente e competente, di ricostruzione storica, letteraria, musicale e sociale.

Non dobbiamo dimenticare che il suo è l'approccio del musicologo, o meglio, dell'etnomusicologo, il quale più che ad una storia della danza è interessato alle origini della danza stessa, come fenomeno espressivo degli esseri umani nelle varie epoche e civiltà.

Nell'analisi di Sachs appare sempre molto stretto il rapporto fra danza e musica. nche se non si può non riconoscere una autonomia rappresentativa (artistico_culturale) alla danza, è pur vero che la musica resta un riferimento costante per ogni espressione coreutica complessa.

 

Buona danza a tutti
Roberta Petracco

 

 

 

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