Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
L'0STE E IL BARBIERE
'Nei ritagli di tempo, tra l’uscita di un cliente e l’entrata di quello successivo ogni onesto barbiere, degno di questo nome, imbracciava la chitarra o il mandolino. Non pensate che sia una battuta, ma corrisponde a realtà che, sino a non troppi anni fa, fior di musicisti, affinavano la loro arte all’interno della propria bottega di barbiere. Tutto era cominciato probabilmente con l’intenzione di ingannare il tempo nell’attesa dei clienti, ed era poi proseguito, visto i buoni risultati, per attrarre i clienti stessi all’interno del negozio. Così, tra l’ascolto di un virtuosismo e il canto corale di una canzone popolare, ci scappava il taglio di capelli o l’aggiustatina di barba. Molte “barberie” divennero vere e proprie “botteghe musicali”, con tanto di affezionati allievi/clienti che, a loro volta, divenivano talvolta fior di musicisti.
Una storia analoga si può raccontare per il ballo; ovviamente non quello di Corte (più propriamente definito ballo figurato) che generò la nascita della vera e propria professione del maestro di ballo. Parliamo qui del ballo popolare che, per potersi consumare, aveva bisogno di un discreto spazio; e per tale bisogna funzionarono benissimo le antiche osterie. Queste, con annessa stalla, fienile ed orto, erano i luoghi preferiti per la Farandola e la Carola, primitive forme di danza popolare. Erano poco più che girotondi e serpentoni (il classico “trenino”) eseguiti, però, con la stessa applicazione e lo stesso entusiasmo che oggi si possono osservare nella social dance. L’oste, persona esperta ed onnipresente, ben si prestava a “condurre” la danza, sottolineando il canto con i passi che tutti gli altri danzatori ripetevano allegramente. In tal modo l’oste finiva per esercitare, suo malgrado, anche la professione di “maestro” di ballo, con buona pace di chi lo considerava poco più che un modesto cuoco. Come nel caso del barbiere, gli affari traevano gran beneficio da questo “valore aggiunto”; il vino scorreva a fiumi e le portate si moltiplicavano col dispendio d’energia che il ballo procurava. A pensarci bene, esistono tuttora delle locande nelle quali il proprietario intrattiene i clienti con show musicali o di arte varia, ballo compreso. Figura del tutto estinta è, invece, quella del barbiere/mandolinista; ma questo ha a che vedere, in ambito più generale, col malinconico declino a cui si sono avviati molti nobili mestieri in questa arida era tecnologica; dove sono finiti i maniscalchi, i sellai, i calzolai, i ramai, i carrettieri, i bottai? Forse danzano felici, tenedosi per mano, in una dimensione celeste e, di tanto in tanto, prendono il caffè tra le nuvole con Bonolis e Laurenti.
L’oste ed il barbiere... avreste mai pensato che potevano avere qualche attinenza col ballo e con la musica? Meditate gente, meditate, direbbe il buon Renzo nazionale.
Rosario Rosito, 27 ottobre 2005
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