Il mondo del ballo in Italia
05 apr 2009

A cura di
Sauro Amboni
L'annoso problema di 'Stare a tempo': alcuni consigli pratici.

Domanda fatta da Milena - Ho iniziato due anni fa a frequentare una scuola di ballo nella mia città di Benevento. Vorrei ora, su consiglio del mio maestro, iniziare le competizioni nella classe C Ho letto alcune Sue note per riuscire a stare a tempo. Le sarei grata se volesse darmi qualche consiglio perchè trovo delle difficoltà sia io che il mio partner. Grazie anticipatamente per la sua risposta.
Milena da Benevento.

Risposta di Sauro Amboni - Mi sembra giusto il consiglio del Suo Maestro di iniziare nella classe C. Inoltre per iniziare bene è estremamente importante "stare a tempo". Per rispondere alla Sua domanda preparo una nota con un elenco di consigli basati sull'esperienza. Pubblico poi questa nota nell'apposita Rubrica di questo sito riservata, appunto agli articoli.
Cordiali saluti. Sauro Amboni.




Sauro Amboni

 

PREMESSA

Uno dei principali aspetti del Ballo consiste nello stare a tempo.

Un competitore che non sta a tempo viene sempre penalizzato in qualsiasi classe o categoria di appartenenza esso balli.

 

Anche per chi pratica il Ballo solo a scopo ricreativo (Ballo popolare) il tempo e “stare a tempo” è l’elemento cardine della sua gestualità.

 

Ecco allora l’importanza di capire e sforzarsi per raggiungere la completa sicurezza musicale cioè per ballare secondo il tempo, le misure, le semifrasi e la frase.

 

Se non si osserva il tempo non è possibile interpretare il Ballo con musicalità, cioè non è Ballo!

 

 
 
CURIOSITA’
 

Cosa possiamo dire di un giovanotto che gioca al calcio nel prato vicino a casa propria e tira al pallone senza colpirlo cioè muove la gamba o prima o dopo che arriva il pallone accanto?

 

E se questo giovanotto, che tira al pallone senza colpirlo, cioè muove la gamba o prima o dopo che arriva il pallone accanto, giocasse nella squadra della propria città? Oppure se giocasse in serie B o A? Cosa ne pensate?

 

Cosa possiamo dire di quel signore che gioca al tennis e muove la racchetta senza colpire la pallina, cioè muove il braccio in avanti o prima o dopo che è giunta la pallina all’altezza di tiro? Proviamo a pensare un po’ cosa diremmo a questa persona che vuol giocare a tennis così.

 

Oppure ancora; pensiamo a un signore che guida la macchina ed ha l’abitudine di partire prima che il semaforo diventi verde oppure dopo che è finito il verde ed è diventato rosso!

 

Pensiamo ad una persona che si è presentata ieri ad un appuntamento che invece aveva oggi; oppure che all’appuntamento di oggi si presenterà domani.

 

Possiamo fare molti, molti esempi di questo tipo e tutti con la stessa finale che è facilmente immaginabile.

Una persona che balla e che non sta a tempo (cioè muove il piede sul battito precedente o successivo o comunque sul battito diverso da quello che deve) si trova nelle stesse condizioni di quei signori e la finale è sempre la stessa e sempre facilmente immaginabile.

 

La stessa cosa detta sul battito vale per la battuta o misura.

 
 
 
Ecco 10 CONSIGLI PRATICI
 
Come fare nel Ballo per stare a tempo?
 

Facile, basta imparare ad ascoltare la musica e fare i passi quando occorre.




E per imparare bisogna allenarsi tante volte; per esempio devi fare così:

 
 

Ascolta attentamente, per migliaia di volte, qualche differente CD con inciso musica per competizioni di Ballo (brani puliti di orchestre serie); da essa cogli e intuisci:

 

1.      i battiti (nella polka ve ne sono due ogni misura o battuta; nel valzer tre, nel tango due o quattro a seconda dell’orchestra che suona, nel CHA-CHA quattro, ecc. ecc.);

2.      la parte introduttiva, cioè quella parte che può, in generale, essere ascoltata senza movimento cioè non ballabile; subito dopo questa parte iniziano i battiti veri e propri e da lì si inizia a ballare ed a contare il tempo (battiti, misure, semifrasi, frasi);

3.      riconosci il tempo musicale (2/4, 3/4, 4/4 o pulsante); è 2/4 nella polka, è ¾ nel valzer e nella mazurka, è 4/4 nel tango e fox (nel tango può essere anche 2/4; anzi, dovrebbe essere solo di 2/4), è pulsante in quasi tutte musiche da discoteca, ecc.

4.      riconosci con sicurezza il primo battito di ogni misura; questo battito è diverso dagli altri della stessa battuta; per esempio: la polka misura in due battiti, cioè in due tempi, ed è molto importante riconoscere il primo di questi due battiti perché è su questo che inizia la figura cioè è su questo primo battito che si solleva la gamba e si fa il saltello per esempio del primo passo del giro a destra! Non sul secondo battito! Un altro esempio: il valzer misura in tre battiti, cioè in tre tempi, ed è molto importante riconoscere il primo di questi tre battiti perché è su questo che inizia la figura cioè è su questo primo battito che inizia il primo passo del giro a destra o a sinistra, se inizio sul secondo o sul terzo Ballo fuori tempo;

5.      individua le misure o battute cercando di capirne la successione cronologica (la prima battuta, la seconda battuta, . ecc. . . . . . la sedicesima ed ultima battuta della frase) e, quindi:

6.      la loro collocazione nella frase musicale (impara a contare le 16 misure di ogni frase musicale; incomincia dalla mazurka che è la più facile, poi conta 16 misure o battute nel valzer, cerca poi di capire la composizione della frase musicale che è sempre composta da 16 misure o battute in ogni Ballo); infatti, nella mazurka la sedicesima (ultima) battuta della frase è composta da soli due battiti e non da tre;

7.      impara a riconoscere le frasi e semifrasi (la semifrase è metà frase, cioè 8 battute o misure);

8.      cerca di capire, dalla musicalità della battuta o anche da altri elementi, a che punto si è nella frase; cioè cerca di capire quale delle 16 battute stiamo ascoltando; è difficile da imparare ma bisogna allenarsi a riconoscere immediatamente il punto in cui siamo;

9.      allenati, migliaia e migliaia di volte a partire da fermo e a muovere il primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della prima frase di ogni brano. Poi migliaia e migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della seconda frase di ogni brano. Poi migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della seconda semifrase di ogni frase del brano. Poi allenati, decine di migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figura sul primo battito di una qualsiasi battuta all’interno di una frase riconoscendo su quale delle sedici battute iniziamo. Ripeti questo esercizio per le differenti figure e balli per migliaia e migliaia di volte, su differenti musiche;

10.   acquisisci sicurezza nello “stare a tempo” cioè nel muovere il passo di ogni figura sul battito correttamente relativo (es: il primo passo della figura “giro a sin del Valzer” va sempre sul primo battito della battuta; il 2° passo sul 2° battito; il 3° sul 3° battito; il 4° sul 1° battito; il 5° sul 2° battito; il 6° sul 3° battito). Un altro esempio: il primo passo di un giro a destra della mazurka va sempre mosso sul primo battito di una battuta pari (mai dispari) cioè della seconda battuta o della quarta o della sesta e così via. Un terzo esempio: il primo passo di un giro a sinistra della mazurka va sempre mosso sul primo battito di una battuta dispari (mai pari) cioè della prima battuta o della terza o della quinta e così via; sbagliare misura significa poi muovere lo stop (fine frase) verso il centro pista anziché verso parete come è prescritto! Cioè si muove dalla parte opposta a quella che si deve!

 

Per imparare a riconoscere il tempo e per stare a tempo, è necessario allenarsi correttamente molte decine di migliaia di volte nel modo descritto.

 
 
Non esiste un altro modo!



 
 
OSSERVAZIONI
 

Molte persone sono particolarmente dotate di “musicalità” e, come si suol dire, “hanno orecchio”, e acquisiscono il modo corretto di stare a tempo con facilità; per queste persone è del tutto naturale stare a tempo.

 

Altre trovano difficoltà e per esse è necessario un lungo allenamento con esercizi elementari e via via sempre più difficili.

 

Infatti, ci sono brani nei quali è facile riconoscere i battiti, le misure e le frasi mentre in altri brani musicali può diventare difficile in quanto il metronomo è debole, la cadenza è soffocata da altri strumenti, la musicalità complessiva del brano è orientata alla melodia e al fraseggio e molto meno sul battito vero e proprio.

 

In questi casi può diventare difficile riconoscere il tempo musicale.

 
 
 
CONCLUSIONI
 

Ci sono competitori, anche di Classe “A”, che trovano difficoltà a partire correttamente a tempo e a mantenere il tempo durante le competizioni.

Si vedono nelle gare che questi competitori tengono osservato con la coda dell’occhio gli altri competitori in gara notoriamente più bravi di loro per cogliere da essi l’attimo di movimento parallelo al tempo musicale.

Dall’esperienza fin qui raggiunta si può affermare che stare a tempo per molti competitori (e non competitori) è difficile.

 

Se una coppia balla fuori tempo a livello di Ballo popolare è poco danno; se gareggia nel settore amatoriale viene subito notato ma i giudici di gara potrebbero anche sorvolare l’errore se la coppia si ferma e rientra in tempo abbastanza rapidamente (nel giro di due – tre battute); se il fuori tempo si verifica nelle Classi “B” o superiori non è assolutamente tollerato; infine, in una competizione nella Classe Internazionale o professionistica non è concepibile ballare fuori tempo.

Solo col costante, continuo e perseverante allenamento è possibile per tutti imparare a stare a tempo.



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