Il mondo del ballo in Italia
16 set 2014

A cura di
Angela Scipioni
L’AZIONE DEI PIEDI NEL TANGO: INTERPRETAZIONE & ESPRESSIVITÀ.

 

A cura della
Maestra Angela Scipioni.

Nella foto, l'esibizione di
un grande Campione.

 

 

Ricordati che:

la espressione artistica dei movimenti si raggiunge quando la coppia muove i piedi con la tecnica ma guida il proprio corpo con l’anima.

 

 


 

La azione dei piedi, chiamata anche lavoro del piede, ha un significato tecnico ben preciso ed un’importanza determinante per la corretta interpretazione pratica nell’esecuzione dei passi; cioè per la distribuzione del peso del corpo su una parte del piede (es: pianta, tacco, bordo, ecc.) e per la successione temporale della distribuzione del peso (es: prima sulla pianta e poi sul tacco, oppure solo sulla punta senza scendere, ecc.).

 

Il principiante difficilmente si rende conto di questa importanza ma l’esercizio e l’allenamento faranno scoprire a poco a poco quanto sia utile osservare le regole onde evitare il decadimento complessivo della coppia; infatti, il lavoro del piede trasmette a tutto il corpo un movimento riflesso che non può essere separato nè considerato indipendente da esso.

 

Nel tango non esiste, almeno come tendenza di fondo, nè elevazione nè abbassamento e l’azione dei piedi sta semplicemente ad indicare qual’è la parte del piede che, ad ogni passo, viene a stretto contatto col pavimento ovverosia quella parte che “lavora” cioè che sopporta il peso del corpo.

                                 

Sia l’esperto e sia il principiante devono comprendere ed osservare scrupolosamente la tecnica del lavoro del piede e metterla in pratica contemporaneamente alla tecnica prescritta per tutte le altre particolarità del tango; ciò allo scopo di ottenere una corretta interpretazione del ballo; descriveremo pertanto brevemente le più importanti caratteristiche del tango le quali, unitamente al lavoro del piede, costituiscono l’interpretazione del ballo.

 

L’azione dei piedi è sempre e sinteticamente descritta sulle schede tecniche dei testi ufficiali di tutte le figure per tutti i balli.

 

La presa tango è sostanzialmente diversa dagli altri balli: la donna, quando è in linea, si trova leggermente più spostata a destra dell’uomo; il braccio destro dell’uomo circonda maggiormente la schiena della dama e la parte esterna del gomito è compatta con la parte interna del braccio sinistro della donna; la mano sinistra della donna appoggia all’inizio del braccio destro dell’uomo appena sotto la spalla con le dita chiuse e quasi tese e col palmo rivolto verso il basso.

 

 

I passi sono di media lunghezza: quelli lenti sono decisamente più lunghi; l’avanzamento è con le ginocchia costantemente flesse, morbide, col passo che parte dai fianchi e piedi rasenti al pavimento; tutto ciò conferisce al tango un avanzamento felpato e nervoso, quasi scattoso.

 

Le spalle non devono ondeggiare nè ci sono, salvo casi di coreografie eccezionali, elevazioni nè inclinazioni.

 

Le teste sono erette, in atteggiamento superbo, austero, arrogante; la donna guarda sopra la spalla destra dell’uomo; l’uomo sopra quella destra della dama; l’espressione corporea, lo sguardo e il comportamento complessivo del tango sono tali da esprimere più rabbia che grazia, più nervosismo che dolcezza.

 

La musicalità della coppia è strettamente correlata alla musicalità del brano musicale e la musica gioca un ruolo determinante nel “guidare” la coppia durante l’interpretazione; inoltre, le quadrature musicali sono importanti e devono essere osservate per un energico ed espressivo finale gestuale al termine di ogni frase musicale.

 

 

Il tango è un ballo per certi aspetti povero di gestualità ma molto ricco di espressività e di carattere con intensità espressiva; è un ballo semplice come figure di base ma difficile come esecuzione nel suo complesso.

 

Dato l’elevato livello di espressività, il tango va ballato con “grinta”, energia, scatto, decisione e nel medesimo tempo con una controllata morbidezza ed una misurata scioltezza; il tango è un ballo discontinuo, scattoso, ritmato e ricco di imprevedibilità gestuale.

 

 

Ecco, in estrema sintesi, le dieci regole d’oro per un corretto lavoro del piede nel Tango per alcune figure di BS per competitori di Classe “A” o superiori:

 

  1. Tutti i passi in avanti, vanno eseguiti di tacco.
     
  2. I primi due passi delle quattro Promenade sono di tacco sia per l’uomo e sia per la dama.
     
  3. Tutti i passi indietro eseguiti con guida di spalla sono di pianta o “pianta-tacco” e vanno eseguiti con un leggero “bordo interno del piede”.
     
  4. Tutte le figure che prevedono la chiusura del piede (chiude il sinistro al destro, oppure chiude il destro al sinistro) hanno l’azione di: “tutto il piede”.
  5. La finale della promenade aperta per l’uomo è di solo tacco e non di tacco pianta.
     
  6. La finale della promenade aperta per la dama è di solo pianta e non di pianta tacco.
     
  7. Il secondo, terzo e quarto passo del giro rovescio aperto sono, per l’uomo, di pianta tacco e non con la rotazione sui tacchi.
     
  8. La finale del medio cortè per la dama è con peso sul destro in avanti di solo tacco, mentre il sinistro è puntato senza peso.
     
  9. Il secondo, terzo e quarto passo del medio cortè girato sono, per la dama, tutti di solo tacco.
     
  10. Il primo e il terzo passo dell’Habanera sul piede sinistro (che per la dama vanno eseguiti col piede destro) sono, appunto per la donna, di solo tacco senza cioè flettere con anche l’appoggio della pianta.

 

Per quanto riguarda il Tango Argentino queste regole sono tutte diverse e ne parleremo in un prossimo articolo.

 

 

Boario Terme
Maes
tra Angela Scipioni

 

 

 

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