Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
L’IMPIANTO STEREO E L’HT - 2° parte-
'Non è il caso di addentrarsi nella megagalassia delle cause strutturali concorrenti alla crisi del mercato hi-fi. Partiamo invece da alcuni indiscutibili dati di fatto:

1. La concorrenza spietata tra i vari marchi, e quella tra i negozianti stessi, aumentati a dismisura, ha portato ad una drastica riduzione dei prezzi sui prodotti di fascia medio/bassa, e ad un incremento pazzesco dei prezzi sui prodotti “pregiati”. Un semplice cavetto di collegamento può costare decine di euro; spesa assolutamente ingiustificata nella maggior parte dei casi.
2. L’avanzamento tecnologico ha portato ad una cristallizzazione, verso l’alto, delle prestazioni. Ormai la concorrenza tra i vari marchi è quasi un puro fatto d’immagine. Sembra non più ragionevole affidarsi al grande marchio senza soppesarne tecnicamente le qualità.
3. L’esasperato consumismo ha reso inefficace l’assistenza e l’informazione, generando un’inarrestabile schiera di clienti “delusi”. La generale lamentela non aiuta certamente il mercato ad essere più equilibrato. Ormai anche prodotti d’alta tecnologia si possono acquistare nei centri commerciali assieme ai provoloni ed alle zanzariere. Il desiderio di una ragionevole assistenza nella garanzia e nei ricambi si trasforma, troppo spesso, in una spiacevole sensazione d’impotenza.

Il “malato” dell’hi fi, però, non sente ragioni. Diffida dei prodotti a basso costo, s’informa costantemente attraverso le riviste specializzate e, non di rado, ne sa più del venditore. La persona normale invece, alle prese con l’esigenza di acquistare un impianto hi fi, vive giorni di cupo nervosismo. Una corretta informazione è pura utopia. Su internet c’è scritto tutto e il contrario di tutto. I commercianti, nel migliore dei casi, ti sparano inutili notizie frettolose ed approssimative; qualche volta il commesso ti tratta con la sufficienza dello scienziato che si rivolge ad un bambino delle elementari; altre volte, purtroppo, orienta il tuo acquisto su quello che gli interessa vendere, piuttosto che su quello che realmente ti serve. Allora ti chiedi perchè mai devi fidarti alla cieca di chi nemmeno conosci. Perchè devi spendere senza cognizione, acquistare cose che potrai valutare solo col tempo. Perchè la tecnologia pretende di essere pagata profumatamente senza preoccuparsi di farsi ben riconoscere, senza offrirti una decente assistenza pre e post acquisto.

La volta scorsa abbiamo tracciato, per grandi linee, le caratteristiche essenziali di un impianto. Spendiamo ora qualche parola per gli “utilizzatori”. Si chiamano in questo modo tutti gli apparecchi, attrezzature o fonti in genere, che utilizzano, cioè sfruttano, la possibilità di essere amplificati. Sono utilizzatori il microfono, il lettore cd, il lettore mp3, il lettore dvd, il minidisk, ecc. Anche il computer può essere un utilizzatore. In tal caso sfrutteremo un qualunque programma di lettura multimediale, usando l’hard disk come archivio per i file musicali (mp3, wave, ecc.). Sull’hard disk possiamo memorizzare intere collezioni di cd, dividerle per genere, tipo di ballo, o in qualunque altro modo ci aggrada. Per avere il massimo controllo di diversi utilizzatori è necessario disporre di un mixer. Su ogni canale del mixer colleghiamo un singolo utilizzatore, disponendo così della possibilità di alzare ed abbassare sia l’input che l’uscita delle singole fonti (utilizzatori). L’uscita generale del mixer andrà collegata all’amplificatore.
C’è la possibilità di evitare l’acquisto dell’amplificatore. In questo caso dobbiamo disporre di casse acustiche amplificate e tener conto di due importanti aspetti. Il primo è che le casse amplificate sono più pesanti, più costose e necessitano di alimentazione elettrica. Ne consegue una maggiore difficoltà d’installazione e negli eventuali spostamenti. Il secondo aspetto è puramente tecnico: le casse amplificate offrono solitamente una qualità musicale nettamente inferiore a quella di un buon amplificatore hi fi in accoppiamento con casse passive.
Rosario Rosito, 20 aprile 2006
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