Il mondo del ballo in Italia
29 mag 2010

A cura di
Sauro Amboni
La Campionessa Silvana Ravini e il suo Reportage sulla manifestazione di Treviso.
 


Presentazione
(a cura di Sauro Amboni)

La Danza Indiana è carica di storia e di cultura.

Il ballerino che si predispone all’acquisizione di questa disciplina non può ignorare le penetranti radici nella Tradizione Mitologica Indiana, anzi, deve approfondire lo studio delle tante saghe in bilico tra l’epico e il sacro, perché la Danza le racconta. Sono affascinanti racconti di divinità che si mescolano ai comuni mortali, con le loro gesta eroiche e le loro debolezze, come le occidentali Odissea e Iliade dove l’immaginario si fonde con l’umile vita quotidiana.

In India la danza riporta le leggende degli dei, delle loro famiglie, dei valorosi combattenti e della povera gente. Sono storie infinite che si rivelano attraverso la gestualità della danza, con movenze sinuose e maestose ma nello stesso tempo così semplici nella loro purezza.

Alla base del ballo, culturalmente parlando, oltre che la storia dell’India, c’è lo yoga. E’ una disciplina che educa il corpo a sentire lo spirito e ad essere in sintonia con tutto quello che ci circonda usando l’allungamento del corpo e rimanendo immobili in meditazione. Le tecniche yoga generalmente si praticano come riscaldamento e concentrazione prima di accingersi a ballare.

Riporto qui di seguito un brillante saggio della Campionessa Silvana Ravini come servizio giornalistico di Inviata Speciale ad una manifestazione svoltasi a Treviso il 7 maggio scorso.



 
La Danza Indiana
IL GESTO CHE HA SPOSATO LA DANZA

Spettacolo di Bharatanatyam a Treviso il 7 maggio 2010

Inviato Speciale: Silvana Ravini

(Campionessa Master FIDS 2010 di Flamenco)

 
 
Maestra Silvana Ravini
 

Si è svolto un entusiasmante spettacolo di danza indiana lo scorso sette maggio nel Teatro di Villa Benzi a Caerano San Marco, in provincia di Treviso. E’ stata un’occasione per apprezzare una volta di più il fascino della danza indiana in un contesto particolare: organizzato dall’Associazione Anjali Onlus (Anjali=gesto di congiungere le mani) che aiuta i bambini ad avere un rifugio e un’istruzione, ad imparare insieme alle famiglie a coltivare ed allevare rispettando l’ambiente (vedi www.associazioneanjali.it)

Quella sera la danza ci ha fatto sentire l’India molto vicina.

 
 

 

Il maestro Shri K. Mohanan ed Antonella Usai hanno ballato sui ritmi tradizionali del Bharatanatyam, raccontando nella loro gestualità riti, favole, passioni e devozioni.

Hanno aperto insieme lo spettacolo con la tradizionale Pushpanjali, danza dell’offerta dei fiori.

 









 

I petali di fiore vengono donati e posti sui piedi della divinità della danza, là i ballerini li prenderanno prima di entrare in scena per offrirli.

I passi di danza vengono eseguiti nelle direzioni dei quattro punti cardinali come atto simbolico di benedizione dello spazio occupato e di tutti i presenti. In questo rituale si chiede il permesso alla Terra di essere adoperata per danzarci, con profondo rispetto.

 
 


 

Una danza legata alla Pushpanjali è l’Alarippu, dalla lingua Tamil portare fiori, Alar=fiore Llippu=portare. E’ una preparazione alle danze seguenti, un’invocazione alla buona esecuzione della danza, dove la danza stessa diventa un’offerta al Divino e si fa pura e astratta. Si balla su un canto di sillabe onomatopeiche che seguono un caratteristico ciclo ritmico, generalmente su una base di tre tempi, spesso cantato dagli stessi ballerini.

Interessante e alla portata di tutti le versioni moderne “speaking in tongues ” di Sheila Chandra.

 








 
 

Lo spettacolo si è snodato con danze dedicate agli dei Ganesh, Krishna, Kali, Shiva, Brahma, Vishnu. Danze queste che contengono la tradizione, la letteratura epica, la poesia e tutta l’Arte del continente indiano.

Ogni brano ballato assolve una funzione precisa, è una cerimonia, un’invocazione, un elogio all’Armonia cosmica, all’unione tra il principio maschile e quello femminile.

Vedi anche La Danza Indiana e la Danza dello Spirito di Silvana Ravini:

 
 

Il Bharatanatyam in particolare nasce dai riti sacri eseguiti nei templi più di 5000 anni fa nel Sud dell’India, nel Tamil Nadu, dalle Devadasi, letteralmente le ancelle di dio, dedite al culto della divinità attraverso la danza, il canto e la musica e dai Nattuvanar depositari di queste arti, aiutati e protetti da Rukmini Devi Arundele (1904 – 1986) donna forte e determinata che sostenne la danza indiana e il suo vero significato dandone il valore antico, mistico e sacro. Fondatrice della prestigiosa accademia Kalakshetra, vicino a Madras.

 
 


 

Il repertorio tradizionale Bharatanatyam è ricco e passa dall’aspetto tecnico della danza astratta a quello narrativo, dove l’atteggiamento e il movimento del corpo si sposa ad un preciso, perfetto significato.

Le gentili ed eleganti movenze delle mani ci raccontano i gesti più semplici, come pettinarsi, o i più elevati come la devozione o complicati come la guerra.

La danza racconta vere e proprie storie con un alto valore estetico, una tensione emotiva e raffinata essenzialità, evidenziando le doti di narratore di ciascun ballerino, nella mimica codificata.

La Danza Indiana, in questo caso lo stile Bharatanatyam, non è così scontata da definirla in poche righe.

Ma quella sera, davvero, qualcuno ha colto la chiave per aprire un mondo magico e sofisticato che ormai non è più lontano.

 

La  FIDS  (FEDERAZIONE ITALIANA DANZA SPORTIVA)
è l'unica Federazione riconosciuta dal CONI
per organizzare e normare lo sport della Danza Sportiva in Italia.

Consiglio Nazionale del CONI: Delibera 1355 del 26 giugno 2007

 
 

Maestra Silvana Ravini

Treviso, 29 maggio 2010

 

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