Il mondo del ballo in Italia
20 mag 2011

A cura di
Sauro Amboni
La Campionessa Silvana Ravini nel suo Reportage sulla Capitale del Flamenco: Siviglia.
 

Siviglia: capitale del Flamenco

STAGE DI BALLO SIVIGLIANO
DIRETTAMENTE ALLA FONTE

 

APPUNTAMENTO ANNUALE

BALLARE LA SIVIGLIANA
ALLA FESTA DI SIVIGLIA

 

Reportage e servizio giornalistico a cura
della Maestra Campionessa Silvana Ravini





Silvana Ravini

 
 

BREVE CRONISTORIA

Nella settimana tra il 3 e l’8 Maggio 2011 si è svolta a Siviglia l’evento tanto atteso di anno in anno: la Feria de Avril. Festeggiamenti di grande risonanza per tutta la Spagna che trova in Siviglia la capitale della danza per una settimana.

Sette giorni e sette notti dove si balla la Sivigliana ininterrottamente.

Il tutto si svolge nella spianata de los Remedios, nel quartiere gitano, dove s’incontrano personaggi dello spettacolo, della politica e dell’alta borghesia spagnola che si mescolano con i ballerini gitani e tutte le persone che vogliono danzare. Visitatori da tutto il mondo si riuniscono per mettersi alla prova con il tempo di valzer della Sivigliana.

Una intera settimana tra canti, danze e musica dal vivo, dove si rende necessaria un’energia totale per potersi difendere dalla stanchezza, si chiede tutto al proprio corpo, una settimana di euforia danzante nella quale ci si può relazionare liberi dai vincoli sociali passeggiando per il reticolo di vie che portano i nomi dei più abili toreri di Siviglia.

 






 

TRADIZIONI DA RISPETTARE

E’ una sfilata di moda, visti bene i modelli delle sfilate Simof dello scorso febbraio (ART. 240 di Tutto Ballo ), è buona regola cambiare modello ogni anno, un obbligo alla propria vanità.

Ogni pomeriggio sfilano a corteo i calessi con i cavalli di razza andalusa, splendidi esemplari bardati a festa, al colore dei finimenti sta il colore del vestito delle donne, mentre i Caballeros sono elegantissimi nel loro vestito tradizionale con impeccabile camicia bianca e cappello a larga tesa, sotto il sole a 35°.

Non dimentichiamo che le donne che montano all’amazzone hanno un abito particolarissimo con gonna richiudibile da bottoncini, fiori nei capelli e acconciature eleganti, sotto il cappello. Ma quello che più colpisce è la fierezza nello sguardo in ognuno di loro. Quando si dice “sangue flamenco”!

 
 

CENNI DI STORIA

A Siviglia si parla già nel 1200 di una fiera del bestiame. Re Alfonso X noto più per aver fatto riforme culturali e sociali, piuttosto che imprese d’armi, accordò ufficialmente di celebrare due fiere, per aiutare gli scambi commerciali di prodotti agrari e di bestiame.

Ma solo nel 1847 Isabella II, la regina cattolica che dà il nome al ponte che unisce la città allo storico quartiere gitano di Triana, finalmente sottoscrive la famosa Carta Alfonsina e tutto comincia per arrivare al fragore odierno di una festa sempreverde.

Grazie all’iniziativa di due sivigliani d’adozione, Bonaplata, catalano d’origine, e Ybarra, basco, che sistemarono 19 casette per la merce, nel prato di San Sebastiano e così si cominciano i festeggiamenti di una sagra che non ha ancora visto conclusione e non intende averne.

 
 

L’ORGANIZZAZIONE DELLA FESTA

La Fiera si è spostata nel recinto de los Remedios e ora conta più di 1200 casette, che formano una città artificiale, filari di casette che hanno anche il numero civico, sono le rappresentanze delle famiglie sivigliane.

La casetta è come la propria abitazione, perciò si allestisce con cura come se fosse il salotto di casa, per questo non si può entrare senza avere una buona relazione con i proprietari.

E’ un onore per ogni famiglia avere la casetta alla Feria e vengono gli ospiti a ballare, cantare e fare musica, si allestiscono rinfreschi con le cibarie tipiche e il rebujito che è pochissimo alcolico e toglie la sete dopo tanto ballare.

Tutti hanno una casetta, anche aperta al pubblico come le associazioni, imprese, sindacati, clubs e istituzioni di vario genere.

Si accede alla Fiera dalla Portada, grande struttura che viene costruita ogni anno in maniera diversa e decorato con migliaia di luci colorate, l’accensione di questa grande entrata dà inizio ai balli e alle feste.

Il Parco di giostre e attrazioni è nella Via dell’inferno, mentre le altre vie sono dedicate alle personalità della città.

 



 

BALLARE LA SIVIGLIANA

La spontaneità dei sivigliani nell’accoglienza mette a proprio agio per ballare senza timore. Naturalmente si balla la sivigliana, la rumba sivigliana e il tango flamenco.

Sono tutti balli di coppia dove è di regola il corteggiamento, dove corpo e sguardi giocano le carte della seduzione. Il divertimento è assicurato, ma c’è sempre lo stesso problema: andare a tempo.

 
 

IMPARARE A BALLARE IN UNA SCUOLA DI BALLO

Siccome non tutti hanno avuto la fortuna di nascere a Siviglia e imparare il tempo di danza da bimbi, bisogna impegnarsi un po’ e andare a ballare alla Feria preparati.

Prendere qualche lezione di ballo da maestri competenti è il giusto modo per approcciarsi al ballo e confrontarsi con dame e cavalieri del posto. E’ inutile e ridicolo pretendere di ballare con le persone di Siviglia se non si conoscono le frasi musicali e i vari passaggi delle quattro sivigliane.

Ma non c’è niente di più soddisfacente di ballare con i gitani e affinare le proprie conoscenze nel ballo, imparare sul posto qualche passo diverso, qualche coreografia aggiornata.

Anche i movimenti delle braccia e delle mani hanno delle mode e delle tendenze che si scoprono proprio così: a stretto contatto con i ballerini.

Frequentare una Scuola di Ballo per imparare le coreografie basi e qualche trucco è indispensabile per potersi sentire a proprio agio e divertirsi liberamente, non è un impegno gravoso, se c’è un buon motivo.

Ballare è divertente se almeno si conoscono i primi rudimenti, altrimenti può portare disagio e imbarazzo.

Ballare è gioioso, ci rende più consapevoli e liberi. Ballare flamenco, se pur anche la sivigliana, dà una forte energia vitale e un buon insegnante vi porterà la fierezza nel portamento e nello sguardo.

Divertitevi a ballare e siatene fieri.

 
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