Il mondo del ballo in Italia
26 apr 2010

A cura di
Sauro Amboni
La campionessa Silvana Ravini presenta la nuova versione della RUMBA internazionale





La Rumba Internazionale

nella nuova versione
(a cura della Maestra Silvana Ravini)



                                                                  
                                                                       Silvana Ravini





 
 
LA RUMBA DEI GIPSY KINGS
Chi può resistere?
(a cura di Silvana Ravini)
 

 

Che ballo affascinante! Il ballo della seduzione. La rumba flamenca non si discosta da questi presupposti. E’ un ballo di passione, allegro, festoso, dove s’incontra, senza ombra di dubbio, l’anima gitana del flamenco.

 
 


 
 
LE ORIGINI DEL BALLO
 

La Rumba nasce a Cuba nel 1878 con l’abolizione della schiavitù. Un numero esorbitante di deportati africani improvvisamente liberi si riversa dalle campagne alle città e in questo contesto di svincolo, si esternano finalmente danze e canti. La musica della gente nera si mescola con quella autoctona cubana creando la Rumba che veniva cantata e ballata alla loro maniera, perciò molto libera dai tabù cattolici, un inno alla seduzione, alla fertilità.

Come il Guaguanchò o il più lento Yambù, dove l’uomo ballando cerca di allungare le mani per toccare la donna che si finge scontrosa ma in realtà attira l’uomo con un ballo che ha figure molto sexy. Per suonare la Rumba veniva riciclato di tutto: zucche vuote riempite di semi: maracas, due bastoncini da percuotere: claves, cassoni vuoti della frutta: cajones.

 

La Rumba catalana si classifica come ballo di andata-e-ritorno, ed è arrivata a Barcellona con le navi da Cuba verso il 1900. I marinai, che consistevano in gran numero da gitani, portarono i nuovi ritmi afro-cubani e i nuovi strumenti. (vedi articolo n.194 La Guajira) Ben presto assume i tratti caratteristici flamenchi, lasciando le percussioni dei claves e maracas per preferire il battito delle mani tipico del flamenco e le nacchere, tipiche del folklore spagnolo, e acquista una connotazione propria, afflamencandosi soprattutto nel ballo.

Così la Rumba viene nominata catalana e diventa molto popolare nei quartieri gitani del porto, Barceloneta, tra il 1950 e il 1960, con il tipico rayado di chitarra semipercussivo conosciuto anche come tumbao, al quale si aggiunge la tecnica chitarristica ad elica di El Pescadilla.

Attualmente la Rumba è ballata in tutte le feste nell’ambito familiare e popolare.

Il ballo della Rumba si estende al Sud della vicina Francia a causa di spostamenti di grandi gruppi familiari, per molte ragioni, non escludendo quella politica.


Una numerosa famiglia gitana di nome Reyes = Re si stabilisce in Camargue: Gitani = Gipsy    Reyes = Kings e chi non li conosce?!


Come nella migliore tradizione gitana la famiglia Reyes tramanda la propria musica, portando la Rumba flamenca in tutto il mondo. Nel caso specifico, personalizzata con ritmi manouche.

Per manouche s’intende la stirpe zingara più antica giunta in Europa nel 1350 dall’India. Manus in Hindi significa Uomo.

 
 


 
 


ETIMOLOGIA
 

Rumba da retumba che in spagnolo significa rombo, rimbombo, confusione.

 




 
 
LA RITMICA DELLA
RUMBA FLAMENCA
 

Si scandisce in un ritmo di 4⁄4 e precisamente:

1 2 3 4    -    1 2 3 4    -    1 2 3 4    -    1 2 3 4

Con tutte le varianti d’improvvisazione. I testi delle canzoni parlano di amori e i relativi guai.
 
 
 


 
IL BALLO
 

La Rumba flamenca è tutta da ballare e tutta da improvvisare. E’ un ballo di coppia ma, come nell’intero repertorio flamenco, è ballabile in gruppo e anche da soli.

Le movenze non si differenziano molto tra uomo e donna. Le braccia s’intrecciano e vanno a marcare il ritmo con i classici giri di polso e mano rigida, anche se le signore aprono le dita come piccoli ventagli.

I passi sono semplici anche se inevitabilmente i piedi sottolineano il ritmo provocando un piacevole suono anche in contrattempo.

Si eseguono torsioni, giri. I movimenti sono morbidi ma nelle chiusure delle frasi musicali diventano repentini.

Molto usato dalle donne il movimento ondulatorio del bacino disegnando dei cerchi e degli otto, molto provocanti. Chiaro retaggio afro-cubano.

 
 
 


 
ABBIGLIAMENTO
 

E’ davvero casuale perché si balla nelle feste e perciò si può essere molto eleganti o in jeans o con vestito da flamenca.

Personalmente ho visto una bravissima ballerina, proprio alla festa prettamente gitana di Saintes-Maries-de-la-Mer, che si esibiva in virtuosismi improvvisati fasciata in un tubino nero con tacchi sottili da 12 cm, grandiosa.

 

Per l’articolo completo, clicca qui (1,5 MB)

 






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