Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
LA CURA PER TUTTI I MALI
'Per sconfiggere la più ostinata delle malattie, basta uccidere il malato. Mi si obietterà che non è una reale soluzione, ma la adottano veramente in tanti. Faccio un esempio. Qualche anno fa i nostri governanti si accorsero che alcune aziende statali non andavano bene: le uccisero, praticamente svendendole. Ed ecco risorgere, miracolosamente, telecom, enel, società autostrade ecc, ecc. coi migliori ringraziamenti dei privati che le avevano acquistate. Cosa c'entra il ballo con questo? C'entra, c'entra. È ormai acclarato che, una certa schiera di maestri di ballo, mal digerisce l’interazione col maestro di musica. Ne è prova inconfutabile la ritrosìa con la quale vengono accettati consigli e precisazioni e, soprattutto, l’ostinazione con cui vengono rifiutate tutte le opportunità di approccio ad una conoscenza della materia più consona al rango del professionista. La sintesi del pensiero comune è questa: il ballo e la musica vanno su due binari diversi; che, traducendo, significa: mi rifiuto di confrontarmi col musicista. Ed eccoci al punto di partenza, il rifiuto di una seria presa di coscienza dei propri inaccettabili limiti, alienando da se tutto quanto parla di musica in maniera vera e ponderata, accettando solo le grossolane definizioni, le estemporaneee superficialità, le comode giustificazioni.
Un esempio, per tutti, che mi fa impazzire: la definizione di “VELOCITA’ DELLA MUSICA”! Sembra incredibile, ma faccio una fatica disperata per affermare quanto è già stato ampiamente codificato e universalmente riconosciuto da più di un secolo, e cioè la velocità metronomica come unità di misura della velocità di esecuzione dei brani musicali. La fondamentale importanza delle pulsazioni, dei battiti e non già delle battute! Chi ha avuto la strana idea di adottare, come misuratore della velocità, le battute al minuto, ha erroneamente dato per assolute delle associazioni, tempo-danza, che non sono affatto scontate. Sfido, ufficialmente, chicchessìa a confutare questi concetti e ribadisco, senza indugio alcuno, che l’unità prima, pulsante, della musica è il battito. Sono i battiti al minuto che vanno misurati, non le battute. La battuta è un contenitore, qualcosa d’artefatto, una scelta talvolta estetica e non funzionale, un elemento da mettere in relazione con l’armonia e col ritmo, non con l’andamento, e solo in pochi casi, come il ¾ con il valzer, si può legare in maniera univoca alla danza. Oltre a ciò, non so proprio più che dire.

Rosario Rosito, 18 ottobre 2005


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