Il mondo del ballo in Italia
23 mar 2012

A cura di
Sauro Amboni
LA DANZA SPORTIVA: LINGUAGGIO UNIVERSALE.

 

Saggio di Francesca Paglieri.

 

 

 

 

 

Nella foto a fianco: Francesca Paglieri.

 

 

 

 

 

 


 

Chi é Francesca Paglieri ?
(a cura di Sauro Amboni).

 

La Dott.ssa Francesca Paglieri, in arte “Nadija”, nata e vissuta ad Imperia, è Maestra di Ballo nella specialità Danze Orientali ed è iscritta dal 2009 all’Ente professionale di categoria “Federazione Italiana Professionisti della Danza”.

Nel 2007 si è laureata al DAMS (Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo) presso l'Università degli studi di Genova, Polo Universitario di Imperia.

Dal 2005 è iscritta all'Ordine dei giornalisti ed ha all’attivo varie pubblicazioni fra le quali cito qui:

  • La silloge poetica "Tra te e me" (Ennepilibri 1999) i saggi "Ritratti.
  • Interviste su un secolo di lavoro ad Imperia" (Ennepilibri 2006),
  • "La donna nei society dramas di Oscar Wilde" (Ennepilibri 2007),
  • "Alessandro ed io. La vita 'bella' di Adele Morelli Natta" (Ennepilibri 2009).

Francesca Paglieri fin da piccola ama la danza e negli anni si è accostata a varie discipline, dal modern jazz ai balli latinoamericani, per poi specializzarsi in Danza Orientale (classico egiziano, tradizionale marocchino, danza con il velo, cimbali, bastone e Ali di Iside).

Ha approfondito lo studio della danza con maestri di fama nazionale ed internazionali tra cui Fifi Abdou, Zaza Hassan, Wael Mansour, Jillina, Randa Kamel, Maya Gaorry, Mouna Bounuar e Jamila Kroune.

Dal 2007 l’artista e attrice Maestra Dott.ssa Francesca Paglieri si esibisce in manifestazioni, eventi e teatri come ballerina e coreografa.

 


 

LA DANZA: LINGUAGGIO UNIVERSALE

saggio di Francesca Paglieri
http://www.francescapaglieridanza.it/
 

 

 

 

IL LINGUAGGIO UNIVERSALE DELLA DANZA SPORTIVA

 

La danza è un linguaggio universale. E' il linguaggio primo in assoluto. E' una forma di comunicazione potente che va al di là dei confini e delle etnie.

 

Questo assioma è tanto valido oggi, quanto lo fu in tempi remoti. Nonostante viviamo in un'era ipertecnologica e dominata dall'immagine, per lo più virtuale, non possiamo non ammettere come il movimento in danza abbia un impatto più forte sullo spettatore rispetto ad altre forme di comunicazione.

 

Questo avviene in modo ancora più deciso quando la visione di un balletto avviene direttamente, non filtrata da uno schermo.

 

Alla base di questa sensazione di particolare coinvolgimento, ci sono spiegazioni ormai testate scientificamente, e che riguardano l'aspetto neurologico dell'essere umano. Il discorso si lega alla scoperta degli ormai noti “neuroni specchio” che sono la spiegazione razionale a quella che di solito chiamiamo “empatia”.

 

L'etimologia del termine già ci dà una chiara indicazione del fatto che gli esseri umani tendono a compartecipare alla vita dei propri simili, unendosi a loro in un legame fisico e psicologico, che si spiega nella natura comunitaria dell'uomo stesso.

 

 

 

BALLARE CON L’ANIMA

 

Non siamo nati per vivere da soli, si sa, siamo animali sociali. Abbiamo bisogno dell'altro per creare il nostro “io”. Ci sorge dunque spontaneo rivivere con la nostra pelle le sensazioni degli altri. Ci immedesimiamo naturalmente nelle esperienze altrui. Ciò è intuitivo a livello psicologico ed ora è palese anche a livello neuronale. Quando vediamo un nostro simile compiere un movimento nel nostro cervello si attivano i medesimi neuroni che portano anche noi a realizzare lo stesso gesto.

 

 

Chi ama la danza dovrà ammetterlo. E' unica quella sensazione elettrizzante, quei piccoli spasmi che i nostri muscoli compiono di fronte alla visione di un balletto. Quasi ci alzeremmo dalla nostra sedia o dalla poltrona del teatro come a seguire anche noi quel passo di danza. Ci piacerebbe imitare quel virtuosismo, quel salto ben fatto, quel passo “impossibile”.

 

 

La danza cattura l'anima, e non solo l'attenzione, di chi la guarda.

Ogni coreutica è portatrice di una diversa forma di comunicazione. Ogni stile di danza nasce da un particolare sostrato storico e sociale, e con un diverso obiettivo.

 

 

 

DANZE POPOLARI

 

Non sempre il fine ultimo è un discorso estetico. A volte, soprattutto se si parla di danze popolari, danzare è un mezzo per raccontare storie o trasmettere conoscenze.

In Polinesia ad esempio la danza è un modo per narrare storie e miti, evitando di utilizzare le parole, e prediligendo musica e gestualità.

 

Una forma di comunicazione valevole per tutta la popolazione, al di là della lingua conosciuta. Il movimento viene anche usato, nelle danze popolari, come ad esempio quella orientale, per creare una comunione con la divinità o con la natura, che si vede carica di una sorta di “spiritualità”. Allora attraverso la danza si propizia la pioggia o la buona coltivazione.

Si tenta cioè di avere un certo controllo sulla natura stessa, cercando di tenere a bada l'ira della divinità.

 

La danza è anche un modo per comunicare il proprio status di vita, o per riallacciare un legame con la propria terra. Ciò avviene ad esempio nei balli e nei canti dei neri d'America impiegati nei campi di cotone, ma anche nello stile orientale “beledi”, danza popolare, genuina, ma legata alla città. Tra la fine dell’Ottocento e i primi vent’anni del Novecento, in Egitto ci fu un cambiamento epocale in cui gran parte della popolazione, prima rurale, si trasferì in città. Gli egiziani portarono con sé, ovviamente, la cultura tradizionale, e quindi anche la musica e la danza, che si arricchì però di nuovi elementi.

 

 

IL LEGAME CON LA MUSICA

 

Un simile accadimento fu proprio come detto degli schiavi di colore, deportati dall’Africa per lavorare in America. Qui mantennero un forte legame con la propria musica e in particolare con il canto, come mezzo di comunicazione e di identità culturale forte, nonché come forma di ribellione ai bianchi. Nel tempo avvenne una fusione tra la tradizione musicale africana, legata alla cultura contadina e a quella guerresca, e la cultura europea-americana. Da qui deriva lo stile blues e il jazz.

 

 

DANZA COME FORMA DI COMUNICAZIONE

 

Ogni civiltà ha quindi considerato sempre la danza sia come una forma di comunicazione, sia come espressione forte della propria identità, sia individuale, sia collettiva. Tutto ciò, oggi, è spiegato non solo a livello antropologico, ma anche dagli studi scientifici neurologici, sempre più interessati a indagare il rapporto tra il cervello e le espressioni estetiche.

 

 

Francesca Paglieri

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