Il mondo del ballo in Italia
12 mar 2008

A cura di
Rosario Rosito
LA DIFFICILE ARTE DI STARE IN COPPIA
Le rubriche “cerco partner” sui vari siti specializzati, le bacheche delle scuole di ballo, i palazzetti dove si svolgono competizioni e persino, talvolta, i bagni pubblici (!), brulicano di annunci disperati alla ricerca di uno straccio di partner per ballare e fare competizione. Sembra diventata un’impresa ciclopica trovare il partner, anche sforzandosi di adeguarsi a compromessi d’ogni genere. Come mai? Perché tante difficoltà? E, soprattutto, dove sono finite quelle belle coppie che stavano assieme per anni ed anni?
Interrogativi ai quali dare risposte non troppo generiche non è semplice. Tutto sembra scontatamente collegabile al degrado della coppia nel generale ambito sociale, come dimostrano le separazioni, i divorzi, la dissoluzione a cui ogni legame fisso sembra destinato inesorabilmente. Ma credo sia possibile aggiungere qualche interessante spunto di riflessione.
I ragazzi hanno un concetto della coppia mutuato non solo dall’osservazione delle esperienze vissute nella loro sfera d’appartenenza, ma anche dai vari modelli codificati dai media, in particolare televisione e cinema, che non hanno nessun legame stretto, obbligato, con la realtà che ci circonda. È facile imbattersi, mediaticamente parlando, in modelli di coppie assolutamente improbabili, che vengono mostrate come verosimili, credibili, senza esserlo affatto. Tutto è giocato sulla verosimiglianza. Il trucco sta nel tenere addormentato, nella mente dello spettatore, il senso critico che, mentre nella cruda realtà quotidiana, molto più inesorabile e piatta, avverte immediatamente i picchi di stravaganza, in quella spettacolare, fatta di tempi ed azioni incalzanti ed eccezioni d’ogni tipo, resta pressoché inoperoso.
Il risultato più eclatante di questi processi è lo smarrimento dello spirito critico e del senso della misura. Cosicché una coltellata non sembra più grave di uno sputo, un rapporto sessuale appare poco più che un bacio in bocca, un regalo vale un altro, un’offesa vale l’altra. La superficialità è la mancanza di spirito critico sono diventate inesorabilmente le regine anche della vita di coppia.
Mettiamoci anche la permissività dei genitori, quell’assurda tendenza a giustificare sempre e comunque i propri figli, sui quali si tenta vanamente di esorcizzare i propri sensi di colpa, e la frittata è completa. Non appena c’è una parvenza d’offesa, un vago odore di manchevolezza, non si discute: si cambia!

Si arriva, così, al paradosso, col quale giustifichiamo esageratamente noi stessi mentre al partner non concediamo alcun margine d’errore. 

Rosario Rosito, 12 marzo 2008

 

 

 

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