Il mondo del ballo in Italia
19 mar 2009

A cura di
Sauro Amboni
La eccellenza si fa strada Un reportage di Angela Cattaneo e Marcella Costato.


 
 (Inviate speciali: Marcella Costato & Angela Cattaneo)
 
 
 
 
Presentazione
Premessa
Il Congresso
I Relatori

Gli argomenti della formazione

Intervista: il Valzer Viennese

Intervista: l’emozione e l’ansia

Intervista: biomeccanica e antropometria.

 

 
 
 
 
PRESENTAZIONE
(a cura di Sauro Amboni)
 

Con le arti cosiddette “dinamiche” (Musica, Danza Sportiva, Ballo, ecc.) si agisce sull’essere umano determinando esperienze sensoriali, emotive, mentali, relazionali e sperimentali preziosissime.

Con l’associazione di queste esperienze si tende alla coordinazione (o dissociazione) dei movimenti e si agisce sullo sviluppo emotivo in quanto suscita reazioni di vario genere; con l’analisi delle figure, dei suoni e dei movimenti si stimola l’attività analitica che porta alla espansione della conoscenza.

Tutto ciò è “scienza” rivolta al benessere della persona, al miglioramento del competitore e al perfezionamento della disciplina.

Questo incontro si è svolto all’insegna di tutto questo ed ha voluto essere un momento di riflessione per tutti affinché la Danza Sportiva continui il suo processo di crescita sportiva, umana e sociale.

 

 
 
Reportage
di Angela Cattaneo e Marcella Costato.
 
 
 
Premessa
 
 

Un competitore, e soprattutto un atleta di ST e LA di Danza Sportiva, deve avere una sua cultura, deve possedere la consapevolezza di quello che fa, deve conoscere e saper costruire i programmi di Ballo col proprio maestro, deve interagire col partner e ballare da persone intelligenti e non meccanicamente come un robot.

 

Per fare tutto questo, la cosa più importante è l’aggiornamento professionale, il rinnovarsi, l’adeguamento alle novità, il seguire il cambiamento, la flessibilità culturale, apprendere le nuove tecniche, le nuove figure, le nuove regole.

Un competitore senza aggiornamento, dopo uno-due anni non è più in grado di entrare in pista.

Abilità, doti e attitudini personali, buone qualità, capacità proprie e, un pò, anche il ruolo della fortuna; questi sono i capisaldi del successo; ma senza aggiornamento queste abilità “cadono” rapidamente nel vuoto.

 

Questo vale per tutte le professioni, a tutte le età e per ogni attività.

 

Al primo posto per avere successo mettiamo, senza alcun dubbio, tanta buona volontà e molto impegno per frequentare corsi, partecipare a congressi di aggiornamento, allenarsi su ciò che si è imparato.

 

Non bisogna avere fretta, ma arrivare ad eseguire le figure più elaborate gradualmente, un po’ alla volta con tanto, tanto e tanto allenamento.

 
 

Appunto per spiegare, presentare e dimostrare la scienza del Ballo, il Team Diablo con la ASA Family Dance ha realizzato un Convegno di qualità che si è svolto in Lombardia con la presenza di 320 partecipanti fra tecnici, competitori di ogni livello e professionisti di lungo corso.

 




 
 

I relatori

 

La spiegazione scientifica e la dimostrazione delle tecniche d’esecuzione è stata curata da:

 

Pasha Pasechnick e Francesca Berardi

Silvia Pitton e Paolo Bosco

Scandiffio Giovanni e Scandiffio Eleonora

Berardi Isaia

Stephan Green e Sigona Adriana

Marina Ferrari e Fabio Bosco

Ferruggia Benedetto e Kohler Claudia

Luigi Campari

 
 
 
 




 
 
Alcuni punti trattati al congresso
 

Paolo Bosco, campione mondiale di danze ST, ha ricordato, tra l’altro, l’importanza di tre tipi di sway (inclinazioni) da utilizzare nelle giuste figure.

Tecnic sway (Pendolo e Metronomic), utilizzato principalmente nel giro a dx, si tratta di un movimento che inizia dalla punta del piede e termina alla testa.

Brooking sway (Torsione) inteso come torsione del torso.

Cosmetic sway riguarda principalmente le spalle.

 
 

Giovanni Scandiffo ha chiarito la corretta metodologia d’allenamento, specificando come essa debba variare in base all’età, alla classe di appartenenza e agli obiettivi a breve, medio o lungo termine, di chi balla.

Per allenamento si intende, oltre al ballo, la pratica di yoga, pilates, corsa o nuoto, studio e dieta equilibrata.

 
 
 

Isaia Berardi ha posto principalmente l’accento sulla importanza d’incanalare il potenziale della coppia attraverso l’analisi di importanti aspetti quali.

Analisi notazionale. Fondamentale per avere un’idea della coppia.

Valutazione biomeccanica e antropometrica. Pervalutare le misure degli arti e delle loro proporzioni. E’ utile per la scelta di movimenti e figure di ballo, più adatte alla coppia. Peso e altezza dei partner, massa corporea, ecc. da studiare e capire per progettare il percorso alla coppia.

Stabilisce, inoltre, lo stile di ballo più corretto (classico-sportivo-casual).

Stesura del progetto. Competizioni intermedie (possono subire un andamento sinusoidale legato, spesso, al lavoro del coach su determinati obiettivi tecnici). Importante è mirare all’obiettivo di medio termine senza lasciarsi fuorviare da risultati intermedi.

Strategie specifiche. Per aspetti particolari.

 
 
 

Fabio Bosco, parlando di Valzer Lento, ha spiegato come i tre passi del Telemark, siano soprattutto utili per cambiare direzione.

E’ fondamentale, però, che i passi siano piccoli per evitare lo sbilanciamento della coppia (soprattutto al terzo passo).

Un accorgimento adottato dalla dama, per rendere il giro più fluido, consiste nel ruotare maggiormente il mento.

 
 
 

Ferruggia Benedetto parlando di Valzer Viennese, ha preso in esame il nuovo testo.

Ha dimostrato, insieme alla sua partner, come il giro a Sx risulti più fluido e agevole partendo con l’allineamento in diagonale parete e muovendo il 1° passo lungo la l.d.b.

I piedi in questo caso non sono più paralleli e le gambe si muovono a forbice.

 
 

Luigi Campari ha trattato il delicato problema dell’interazione tra i partners.

E’ importante, ha affermato Campari, prima di iniziare il ballo vero e proprio, creare una fase di adattamento tra i partners. Ciò può avvenire con una serie di esercizi che il maestro ha spiegato e dimostrato.

Dama e cavaliere, per allenarsi, eseguono i propri passi, spingendosi con i palmi delle mani. In questo modo, stabilendo la giusta connessione, riescono a percepire meglio i movimenti del compagno.

Lo stesso esercizio è stato eseguito, da coppie di giovani atleti, anche con la punta delle dita.

Campari ha concluso rilevando come nel ballo, l’atto di “seguire” sia difficile e che in generale la difficoltà nasce quando l’uomo non sa trasmettere la sensibilità nella guida.

Campari ha inoltre concluso che, dalla sua esperienza, ha trovato nell’organizzazione Diablo giovani professionisti con una preparazione accademica e scientifica d’eccellenza importantissima per un approccio di qualità e per una preparazione di successo. Questo congresso ne è stata la dimostrazione.

 




 

 
 
Alcuni fra gli ospiti, dirigenti e partecipanti al Congresso
 
 
 
 
Le interviste

Al termine del Congresso abbiamo voluto intervistare due personaggi di lunga esperienza per il loro parere su alcuni punti.

 
 

Domanda fatta al Maestro Campari. Ferruggia Benedetto parlando di Valzer Viennese ha introdotto una novità rispetto al testo ufficiale per quanto riguarda l’allineamento e la direzione al primo passo. Mi dica, cosa ne pensa della innovazione introdotta?

Risposta di Campari. Ritengo e sono convinto che le novità introdotte dal collega nella sua relazione circa l’allineamento e la direzione di partenza del giro a Sx nel valzer viennese siano decisamente rivolte a migliorare la fluidità di rotazione e di avanzamento per un più scorrevole interpretazione e per una più facile esecuzione da parte della coppia. A questo proposito, voglio sottolineare che questi suggerimenti sono stati da me anticipati quindici anni orsono in un congresso per professionisti e introdotte nelle mie video lezioni didattiche. Pertanto, ovviamente, le condivido.

 
 
Domanda fatta al Maestro Amboni.

Si è parlato di emotività e ansia quali fattori di insuccesso e dell’importanza di una corretta “gestione” di questi due elementi negativi anche ricorrendo all’aiuto dello psicologo che consiglia e suggerisce correzioni utili da caso a caso. Cosa ne pensa?

Risposta di Sauro Amboni. L’emotività è un fattore negativo per il successo di qualsiasi prestazione sia sportiva che in generale nella vita. A questo proposito ho recentemente studiato il problema e trovato un modello matematico che esprime proprio questa relazione. L’indagine è stata svolta su trecento giovani e, senza entrare in particolari, riporto solo il grafico finale dal quale si vede chiaramente che a mano a mano che aumenta l’emotività si riduce il successo scolastico.

Per l’esposizione e il grafico clicca qui.

Pertanto condivido pienamente i consigli dati dal relatore su questo argomento.

 
 

Una seconda domanda al Maestro Amboni. Il relatore Isaia Berardi ha posto l’accento sulla importanza che hanno gli aspetti biomeccanici e antropometrici per una performance vincente. La lunghezza degli arti, l’altezza dei partner, il peso, ecc. e le loro interrelazioni vanno studiate a fondo e capite bene per preparare e consigliare gli atleti verso obiettivi raggiungibili.

L’esposizione è stata molto scientifica e articolata a nostro avviso un po’ complicata. Cose ne pensa lei?

Risposta di Amboni. In effetti per raggiungere certe prestazioni entrano in gioco sempre elementi quantitativi connessi alla persona fisica. Per questo motivo il relatore ha giustamente suggerito quanto sia importante anche l’aspetto biomeccanico dei movimenti e quello antropometrico delle misure fisiche della persona.

Infatti, sarebbe scorretto illudere una coppia e fissare per essa certi obiettivi quando già a priori si sa che questi obiettivi non saranno mai raggiunti per l’effetto negativo che certe caratteristiche antropometriche possedute della coppia non lo consentono.

D’altro canto è invece molto utile suggerire e consigliare un certo stile di vita, alimentazione, allenamento, ecc. per consentire alla coppia di correggere, quando ciò possibile, certe “anomalie” antropometriche rilevate in sede di preparazione degli obiettivi.

 

Riporto qui di seguito un esempio estremamente importante che mette in evidenza gli aspetti antropometrici.

Sono state rilevate l’altezza e il peso di 300 giovani e si è calcolato l’indice antropometrico definito Massa Corporea (BMI): un BMI alto definisce la persona sovrappeso mentre un BMI molto basso la definisce sottopeso.

Con questi dati si è trovato un “Modello matematico” che esprime il successo scolastico in relazione all’indice di Massa Corporea.

Senza entrare in particolari poco alettanti, ho trasformato il modello matematico in un semplice grafico nel quale si vede chiaramente che le persone in sovrappeso e quelle sottopeso danno risultati molto più bassi delle persone con massa corporea normale. Ciò, sia per i maschi che per le femmine. Le femmine risultano più “brave” dei maschi.

Per l’esposizione e il grafico clicca qui.

Pertanto, anche qui condivido pienamente i consigli dati dal relatore su questo argomento.

 
 

Per l’articolo completo e il servizio fotografico clicca qui.

 

Angela Cattaneo & Marcella Costato.




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