Il mondo del ballo in Italia
24 mag 2014

A cura di
Sauro Amboni
La FIDS forma i suoi tecnici: 1^ parte.

 

 

Reportage a cura della

Prof.ssa Maestra Marcella Costato

(foto a fianco).

 

 

 


 

 

Un grande congresso per le Danze Paralimpiche.

Reportage di Marcella Costato.

1^ Parte.

 

 

Premessa.

Negli ultimi tempi il mondo dello sport è stato funestato da avvenimenti non sempre esemplari. Basti pensare a ciò che avviene nel calcio o negli stadi di casa nostra.

Si sente parlare, troppo spesso, di scorrettezze, brogli e interessi privati che si addicono poco alla figura dell’atleta e certamente non fanno onore allo sport amato da tutti.

Assistere a una manifestazione di Danza Sportiva, quando a praticarla, sono persone con mezzi e possibilità fisiche molto diverse di chi solitamente gareggia e sale sul podio nei palazzetti, è in un insegnamento di grande valore.

La Danza, fra tanti sport, ha in se la capacità di trasmettere allegria e rendere felice chi la pratica. Ogni insegnante, del resto, conosce il suo potere e sa come utilizzarla al meglio per far divertire e appassionare i propri allievi.

La Danza Paralimpica, però, ha qualcosa in più e stimola nello spettatore il desiderio di scendere in pista per unirsi a chi si sta divertendo, inconsapevole e incurante di quel mondo fatto di brogli, scorrettezze e interessi privati.

 

 

Il convegno

Il 2 maggio a Montesilvano (Pescara), è terminato il percorso, avviato nel 2012, per formare i tecnici della FIDS nella Danza Paralimpica.

Dopo anni di speranze, passione e impegno, la Federazione può ritenersi soddisfatta del traguardo raggiunto e guardare al futuro con un rinnovato entusiasmo, nei confronti di una disciplina che appassiona sempre più allievi con disabilità.

A Rimini, il 14 luglio e dopo aver superato l’esame previsto, avverrà il riconoscimento istituzionale per i tecnici delle danze Paralimpiche con il rilasciato del brevetto  di Istruttore Federale Danza Sportiva Paralimpica.

 

Il congresso è stato diviso in due parti:

I parte. Approfondimento tecniche d’insegnamento riguardante i vari tipi di disabilità:       psichica, sensoriale e motoria.

II parte. Esercitazioni pratiche con persone disabili.

 

Hanno preso parte i relatori, maestri:

Sonia Tarullo, tecnico FIDS

Gabriele Cretoso, tecnico FIDS

Roberto Girolami, tecnico FIDS

Marilena Goria, tecnico FIDS

Signor Massimo Carletti, dirigente ASA

 

 

 

La Disabilità Intellettiva e Relazionale

La maestra Sonia Tarullo (Foto a fianco) per gli atleti DIR (Disabilità Intellettiva Relazionale) ha spiegato come sia importante, all’interno di un percorso di formazione, utilizzare un linguaggio comprensibile da tutti richiamando l’attenzione sulla necessità di trattare le persone con disabilità al pari di tutte le altre, riconoscendo loro diritti e doveri.

In questo modo, anche l’atleta disabile è tenuto al rispetto delle regole, sapendo che per lui le difficoltà saranno sempre superiori a quelle dei normodotati.

Spingere una carrozzina con le braccia, per esempio, comporta un dispendio d’energia maggiore a quello impiegato da un atleta non disabile.

 La definizione del termine Sport è stata oggetto di riflessione con riferimento alla Carta Europea dello Sport del 1992.

L’articolo 2, infatti,  recita:

Si definisce sport: "Qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l'espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l'ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli".

 

Il Codice Europeo di Etica Sportiva accenna anche a un altro importante obiettivo quello del Fair Play nei giovani.

 

Spetta al tecnico far capire cosa s’intende per Fair Play (gioco leale) e come esso sia un aspetto essenziale della pratica sportiva.

 

La maestra ha ricordato che il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) s’impegna a diffondere e promuovere la pratica sportiva delle persone con disabilità, in collaborazione col CONI.

 

Esso ha firmato un importante protocollo d’intesa per diffondere la Danza Sportiva, assumendo il ruolo di Confederazione delle Confederazioni e delle Discipline Sportive Paralimpiche, alla stregua del CONI per lo sport olimpico.

 

Un protocollo d’intesa è stato firmato anche con la FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale), sempre riconosciuta dal CIP.


 

Esistono vari tipi di disabilità Intellettive e fra queste si colloca la Sindrome di Down.

Sonia Tarullo ha fornito alcune basilari informazioni su questa sindrome spiegando come si tratti di una condizione genetica che permane tutta la vita e non una malattia da cui è possibile guarire.

 

Alcuni spetti fisici tipici della sindrome:

  • Occhi inclinati verso l’alto,
  • Bocca e orecchie piccole,
  • Naso piccolo e camuso, collo corto,
  • Mani e  piedi piccoli con dita piuttosto corte e grosse,
  • Bassa statura,
  • Tono muscolare insufficiente.

N. B. La maggior parte dei bambini con sindrome di down possiede alcune di queste caratteristiche.

 

Conseguenze della Sindrome:

  • Ritardo mentale, più o meno grave,
  • Difficoltà o impaccio motorio,
  • Disturbi del linguaggio,
  • Problemi sensoriali ( più del 60% dei bambini soffre di problemi oculistici, mentre il 75% ha problemi di udito),
  • Malformazioni  cardiache (circa il 50%),
  • Malformazioni intestinali ( 12% circa),
  • Problemi alla tiroide (1% affetto da ipotiroidismo congenito  che influisce negativamente sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale),
  • Frequenti infezioni alle orecchie ai polmoni,
  • Disturbi della memoria,
  • Epilessia.

 

N. B. Alcune persone presentano molti di questi problemi, altre ne hanno pochi o nessuno.

 

Benefici dell’attività sportiva nelle persone disabili

 


“Non si può mantenersi in salute basandosi soltanto sul tipo di alimentazione, ma a questa bisogna affiancare anche degli esercizi fisici”

(Ippocrate –metà del IV sec. A.C.)


 

Scopi dello sport nei vari tipi di fragilità

 

1. Momento curativo o terapeutico:

  • Migliora la resistenza
  • Migliora il tono muscolare
  • Migliora la coordinazione
  • Migliora la mobilità articolare
  • Migliora la rapidità di movimento

 

2. Valore psicologico e ricreativo:

  • Sviluppa le attività mentali
  • Sviluppa l’autonomia e l’autocontrollo
  • Scarica le tensioni
  • Provoca divertimento

 

3. Mezzo d’integrazione sociale:

  • Incrementa l’autostima
  • Favorisce interscambi sociali
  • Migliora i rapporti con la realtà
  • Motivazione di uscita dalla famiglia

Occorre quindi promuovere l’attività motoria per migliorare lo stile di vita, prevenire le patologie legate alla sedentarietà, in favore del recupero dei deficit e dello svantaggio sociale.

 

 

Tutela sanitaria/idoneità sportiva agonistica

L’atleta disabile che desidera svolgere un’attività motoria, come per i normodotati, ha bisogno di un’idoneità alla pratica sportiva.

Nella certificazione medica è riportata la patologia della persona disabile, al fine di poterlo inserire nella giusta categoria.

Le attività sportive per i disabili, infatti, sono suddivise in due gruppi che prevedono:

1°  impegno lieve o moderato

2°  impegno più elevato.

 

N.B. La Danza Sportiva appartiene al secondo gruppo.

 

Per la relazione completa

con l'ampio servizio fotografico clicca qui

 


 

Breve biografia di Marcella Costato

 

Marcella Costato, dopo una breve esperienza di competitrice, ha conseguito il Diploma MIDAS di Maestro di Ballo nella disciplina “Balli e Danze di Società” e il brevetto internazionale NTA (National Teacher Association) di 2° livello, per l’insegnamento delle Danze Country.

Tiene corsi di Danza Sportiva con i ragazzi delle scuole secondarie nella provincia di Monza Brianza. E’ insegnante curriculare di ruolo presso la scuola secondaria di 1° grado di Cornate d’Adda. 

Ha ottenuto, presso il CONI, gli attestati di Educatore Sportivo di 1° e 2° livello; inoltre la formazione base per Dirigente Sportivo, nonchè il Diploma per “Disabilità e Sport”.

Ha inoltre conseguito il Brevetto di Animatore Sportivo Special Olympics, riconosciuto dal CONI per l’insegnamento a persone con disabilità intellettiva.

Laureata in scenografia e specializzata nell’insegnamento delle persone disabili, collabora con la rivista di Danza Sportiva, “Tuttoballo”, sulla quale ha pubblicato diversi articoli, servizi giornalistici, commenti tecnici e culturali, reportage fotografici, inerenti a congressi e seminari di studio, legati al mondo della danza e dello sport.

E' Tecnico FIDS/CONI e NTA di 1° e 2° livello e Tecnico AICOWED di 1° livello per le Country Western Dance.


 

 

Leggi: Tuttoballo

(Rivista di tecnica cultura e comunicazione del Ballo Agonistico e della Danza Sportiva)

Clicca quì

 

 

 

 

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