Il mondo del ballo in Italia
30 lug 2014

A cura di
Sauro Amboni
La FIDS forma i suoi tecnici: 2^ Parte.

 

 

 

 

Un grande congresso per le

Danze Paralimpiche.

 

Reportage, osservazioni e commenti
a cura dell
a
Prof.ssa Maestra Marcella Costato.

(Foto a fianco).

 

 

 

 

 


 

 


 

Breve biografia di Marcella Costato.

(a cura di Sauro Amboni)

 

Dopo una breve esperienza di competitrice, ha conseguito il Diploma MIDAS di Maestro di Ballo nella disciplina “Balli e Danze di Società” e il brevetto internazionale NTA (National Teacher Association) di 2° livello, per l’insegnamento delle Danze Country.

Tiene corsi di Danza Sportiva con i ragazzi delle scuole secondarie superiori nella provincia di Monza Brianza. E’ insegnante curriculare di ruolo presso la scuola secondaria di 1° grado di Cornate d’Adda.

Ha ottenuto, presso il CONI, gli attestati di Educatore Sportivo di 1° e 2° livello; inoltre la formazione base per Dirigente Sportivo, nonchè il Diploma per “Disabilità e Sport”.

Ha inoltre conseguito il Brevetto di Animatore Sportivo Special Olympics, riconosciuto dal CONI per l’insegnamento a persone con disabilità intellettiva.

Laureata in scenografia e specializzata nell’insegnamento delle persone disabili, collabora con la rivista di Danza Sportiva, “Tuttoballo”, sulla quale ha pubblicato diversi articoli, servizi giornalistici, commenti tecnici e culturali, reportage fotografici, inerenti a congressi e seminari di studio, legati al mondo della danza e dello sport.

E' Tecnico FIDS/CONI e NTA di 1° e 2° livello e Tecnico AICOWED di 1° livello per le Country Western Dance.


 

Reportage della Inviata Speciale
Maestra Prof.ssa Marcella Costato

 

 

 

Il tecnico Gabriele Cretoso, per il settore “tetra paresi” e “paraparesi”, ha illustrato brevemente le caratteristiche della paralisi cerebrale infantile e le sue conseguenze.

                   

Paralisi cerebrali infantili:

Provocano un disturbo del movimento e della postura creato da una lesione del cervello durante il suo sviluppo, ossia nell’infanzia. La lesione subita non guarisce, ma la patologia generalmente non peggiora e i trattamenti di riabilitazione portano benefici alla persona.

Le paralisi si classificano in base alla sede del disturbo e si possono distinguere in:

  • Forme emiplegiche che interessano, solitamente, metà del corpo (lato sinistro o destro). L’intelligenza è, spesso, nella norma ma a volte, vi è ritardo nel linguaggio o crisi di tipo epilettico. 
  • Forme tetraplegiche quando sono colpiti, a livello motorio, il tronco e tutti gli arti (superiori e inferiori)
  • Forme diplegiche coinvolgono due arti e generalmente quelli inferiori.

 

Le paralisi si classificano anche in base alle caratteristiche del movimento. Vi sono:

  • Forme spastiche in cui il tono di alcuni gruppi muscolari è in costante aumento.
  • Forme ipotoniche in cui, al contrario, il tono di alcuni gruppi muscolari  è in continua diminuzione.
  • Forme atassiche nelle quali è presente un discreto disturbo d’equilibrio e coordinazione.
  • Forme distoniche in cui sono presenti movimenti o scatti incontrollati, causati dalle emozioni o dalla fatica.

 

Fra i vari tipi di paralisi le forme tetraplegiche sono le più gravi, perché si associano spesso a importanti ritardi intellettivi con disturbi sensoriali ed epilettici.

Il corpo, costretto in posizione seduta, assume nel tempo gravi deformità alle articolazioni e alla colonna vertebrale.

 

A questo punto Cretoso ha posto l’accento sull’importanza dell’attività motoria e in particolare della Danza, per migliorare le condizioni di vita delle persone, soprattutto, quelle con disabilità motorie.

 

 

Piramide dei bisogni di Maslow

(Vedi Galleria Immagini)

La nota “Piramide dei bisogni di Maslow” è stata oggetto di osservazione, per ricordare come, nella vita di ciascun individuo, vi siano bisogni importanti da soddisfare per raggiungere un elevato grado di soddisfazione.

 

Alla base della piramide sono situati i bisogni primari, fisiologici, ma è impossibile passare al gradino successivo se quello precedente non è stato superato.

Per questo motivo è importante aiutare i ragazzi ad aumentare la propria autostima, scalando gradatamente la piramide, fino all’autorealizzazione.

La Danza Sportiva può essere un mezzo per scalare questa piramide, sia perché permette di acquisire conoscenze e competenze, sia per promuovere la socializzazione e l’interazione con gli altri. Essa, attraverso la sua capacità di comunicare emozioni e sviluppare comportamenti adeguati, porta l’individuo ad acquisire maggior autostima.

Jean George Noverre, grande ballerino e coreografo francese del 1700, ha scritto: “ La danza serve per mostrare lo stato spirituale ed emozionale dell’uomo, davanti all’impotenza della parola”.

L’obiettivo del maestro di danza è d’abituare l’allievo a conoscere il proprio corpo e a esprimere sensazioni ed emozioni attraverso i movimenti, nello spazio libero.

 

 La musica aiuta questo percorso perchè ha la capacità di entrare nell’animo creando, secondo il genere, effetti di distensione o di stimolo.

E’ importante ricordare che essa è utilizzata con persone affette da problemi neurologici o con disabilità relazionali, come l’autismo, perché calma i disturbi provocati da ansia o stress.

 

Il maestro Roberto Gerolami ha richiamato i presupposti iniziali, per i disabili della vista e dell’udito:

  • La lezione non deve superare i 60 minuti, perchè dopo tale tempo la capacità di recepire i messaggi diminuiscono.
  • Occorre far prendere coscienza dello spazio sociale, personale e intimo utilizzando riferimenti fissi come ad esempio il movimento delle lancette di un orologio.

Un tempo, infatti, il non vedente capiva le direzioni, toccando le lancette di un orologio che si apriva. Per questo motivo utilizzare lo schema dell’orologio è un riferimento molto valido anche per i ballerini vedenti, ma deve essere pensato sotto i piedi di chi balla.

 

 

Questo è lo schema dell’orologio

(Vedi galleria immagini)

 

 

Scelta delle danze

 

Girolami ha preso in esame le DANZE CARAIBICHE, STANDARD E LATINE ritenendo quelle Caraibiche più adatte all’inizio per la loro facilità e capacita di far socializzare gli allievi.

Ha consigliato, a questo proposito, d’iniziare con lezioni di Merengue  per la durata di circa 20 minuti; prima con una base sul posto CUBAN MOTION, per passare alle camminate avanti indietro, laterali e infine alle rotazioni.

In seguito è possibile affrontare le Danze Standard e in particolare il Valzer lento iniziando la sequenza del QUADRATO, introducendo i passi di cambio, la tecnica dei piedi e poi i giri.

Per quanto riguarda le Danze latine, ha suggerito il “Cha cha cha”. Usando frasi di otto battiti, si utilizza lo spazio di movimento per disegnare una doppia L, poi muovendo in posizione perpendicolare  come nel movimento NEW YORK e in fine introducendo le rotazioni  con gli SPOT TURN.

 

N.B. Le rotazioni e le direzioni sono state lievemente modificate rispetto al testo di ballo per facilitare le rotazioni.

Girolami ha ricordato come sia difficile, per un non vedente, percepire la fine della pista e per questo è bene che all’inizio della pratica vi sia un tutor vedente.

 

Marilena Goria coordinatrice e referente per le danze in carrozzina (WCH), ha rimarcato come l’approccio per tutti i tipi di disabilità sia lo stesso, ma nel caso di una persona in carrozzina occorre, anche, abbassarsi per trovarsi alla stessa altezza di chi sta seduto.

Chi si avvicina all’associazione per fare danza, spesso, è un po’ preoccupato perché non sa che cosa aspettarsi. Per questo motivo è utile assistere a una lezione graduata per vedere e rendersi conto dell’attività svolta.

 

Nel rapporto insegnante e allievo, al fine di una buona comunicazione, è fondamentale tenere in considerazione anche la distanza fisica.

 

 

Zone interpersonali

Il tecnico, a questo proposito, ha richiamato gli studi dell’antropologo americano Edwars Hall, secondo cui esistono quattro zone interpersonali (zone della prossemica):

 

  • La distanza intima (0- 45 cm)
  • La distanza personale (45 -120 cm)
  • La distanza sociale (1, 2- 3,5 metri)
  • La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri)

 

Secondo Hall, la distanza in cui una persona si sente a proprio agio con gli altri, dipende dalla sua cultura, dal sesso e dall’estrazione sociale, ma in ogni caso è bene prestare attenzione a questo delicato aspetto per evitare problemi nei rapporti sociali.

 

 

Scelta della tecnica

Goria per l’insegnamento della Danza In Carrozzina ha scelto, in un primo momento, la tecnica Free Style perchè la ritiene adatta a tutti e utile alla formazione del  “gruppo”. In seguito si può  passare ai “balli di coppia”.

Come per tutti gli altri sport è necessario iniziare con un riscaldamento, soprattutto per gli adulti che non fanno più terapia, e far approppriare gli allievi di uno spazio in cui muoversi in sicurezza.

 

E’ importante eseguire gli esercizi in uno spazio grande  dove i movimenti inizali siano supportati da persone in piedi, anzitutto, in caso di persone non autonome.

In un primo momento è ragionevole che  la persona in piedi (Standing) si trovi in difficoltà, ma se l’allievo in carrozzina è bravo l’aiuterà a prendere coraggio. E’ utile, a questo proposito, che vi sia rotazione tra gli accompagnatori  in modo da creare nuove relazioni e approcci diversi.

 

 

Utili consigli

Il tecnico ha dato utili consigli sul modo in cui l’allievo deve utilizzare le mani per muovere la carrozzina, sulla posizione corretta della testa, sull’importanza dello sguardo e quindi degli occhi. Essi, infatti, servono per comunicare con il partner, saperlo coinvolgere e riuscire a catturare il pubblico. Ciò avviene, nel tempo, attraverso una sintonia che si crea tra i ballerini, lavorando assieme.

Le carrozzine sportive non hanno braccioli e schienale alto, questo perché occorre eliminare il superfluo e i braccioli, soprattutto, a un certo livello, impediscono molti movimenti.

E’ fondamentale imparare a lavorare con le braccia: spingersi, prendersi e, soprattutto, affrontare il bello della velocità. Chi cammina, infatti, tende a muoversi lentamente, negando in questo modo l’emozione del movimento.

Il contatto visivo con partner è di notevole importanza e per questo motivo l’accompagnatore dovrebbe stare di fronte a chi sta seduto per poterlo guardare e  stabilire un contatto.

E’ utile, inoltre, esplorare tutti i movimenti possibili, sedersi su chi sta in carrozzina, e utilizzare, come nel Free Style, oggetti diversi: foulard, cerchi o altro.

 

 

L’accompagnatore non è un “bastone” che spinge, ma agisce nella danza e ne fa parte, anche se il suo ruolo è di supporto, per far emergere e valorizzare chi sta seduto.

 

Marcella costato

 

 


Leggi: Tuttoballo

(Rivista di tecnica cultura e comunicazione del Ballo Agonistico e della Danza Sportiva)

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