Il mondo del ballo in Italia
03 ott 2010

A cura di
Sauro Amboni
La Giornalista Mathilde Bonetti nel suo saggio: Danza Sportiva e giovani.


Chi è Mathilde Bonetti



Mathilde Bonetti

Mathilde Bonetti è traduttrice, autrice, scrittrice, giornalista e atleta FIDS in ST, LU e BS. E’ stata campionessa regionale standard 2010 e vice campionessa 2010 e 2009 per il ballo da sala.

Come scrittrice, ha, fra l’altro, scritto il simpatico libro “Vuoi ballare con me?” Si tratta di un romantico romanzo per ragazze, edito nel 2010 da Piemme e dedicato al mondo del ballo e della danza.




La Danza Sportiva e i ragazzi

Fra la maggior parte dei ragazzi è ancora un grande sconosciuto, uno sport che non è uno sport. Lo catalogano come “liscio” e lo considerano un’attività da vecchi.

Ecco come vedono il ballo gli adolescenti di oggi.

Emerge da un sondaggio fra le maestre e le professoresse della Lombardia, dove l’educazione fisica, scolastica ed extrascolastica, ruota attorno a calcio e pallavolo, seguiti da basket e nuoto.


La Danza Sportiva e i genitori

Il problema più evidente è una cattiva cultura sul ballo di coppia, spesso considerato poco virile: per la grande maggioranza dei genitori infatti, soprattutto i papà, l’idea che il figlio maschio balli difficilmente viene incoraggiata. Per alcuni è addirittura inconcepibile.

Ma i ragazzi che per qualche ragione hanno la fortuna di provare il ballo, se ne innamorano e in molti casi non riescono più a farne a meno.

 

Giulia, Serena, Marco e Gianluca sono teenager come tanti, ma per loro il ballo fa ormai parte della loro vita.

 

 

Ma i ragazzi . . .

“I miei ballavano alle feste in piazza” racconta Giulia Cerchiaro, 13 anni, della scuola lombarda Gds Giada.

 

“Mi hanno insegnato qualche passo, un po’ per scherzo, un po’ per gioco e a me piaceva così tanto che quando alle elementari è arrivato il momento di decidere che sport fare ho voluto provare a ballare in coppia. È iniziato tutto così…”

 

A Giulia è bastato poco per innamorarsi di questo sport: qualche mese dopo la prima lezione aveva scoperto un mondo.

“Quando ballo mi sento libera, felice” dice.

 

“Mi diverte e mi dà un sacco di emozioni. Mi piace la musica, l’atmosfera.

 

E poi è un modo per sentirsi bella, con il trucco, i vestiti e la pettinatura.”

 

Per una ragazza il fascino del ballo ruota attorno anche a questo, è innegabile.


Mathilde Bonetti in una recente competizione FIDS

 

 


Ed ecco l’intervista
 

“Da piccola mi attraevano moltissimo i vestiti da favola” ammette Serena Russo, 14 anni, della scuola legnanese GB Danzaland. Questa ragazza ha una tradizione famigliare di ballo alle spalle, perché i genitori sono entrambi maestri.

Tuttavia è sicura che avrebbe iniziato a ballare comunque, anche se i suoi avessero fatto un lavoro diverso. E infatti già a 3 anni faceva danza classica, a 6 danze di coppia.

“Per me il ballo è una forma d’arte, più che uno sport” dice.

 

“Quando ballo lo faccio solo per me stessa e per esprimermi, non per il successo. Poi è ovvio che se diventa il tuo mestiere nella vita, ci vuole anche quello, ma la filosofia del ballo deve rimanere comunque ballare per se stessi.”

Anche Marco Simeone, 13 anni, della scuola lombarda Perfecta Combination ha alle spalle una tradizione famigliare di ballo: i suoi fratelli ballano entrambi e sono maestri. Ma come Serena, anche Marco ballerebbe comunque.

“È troppo bello!” dice “Ho iniziato all’asilo e non ne potrei 

più fare a meno. Il ballo mi diverte e mi piace.

 

 

Continua l’intervista:

dicono che il ballo sia troppo facile

 

Molti lo considerano facile, anche i miei compagni di scuola che preferiscono il calcio lo sottovalutano – impari i passi e che vuoi che sia – ma sappiamo tutti quanto bisogna studiare e quante difficoltà tecniche ci sono. A me piace anche perché mi permette di esprimere il mio spirito di competizione.”

 

 

Continua l’intervista: e lo spirito di competizione?

Lo spirito di competizione è un altro dei motivi per cui il ballo piace tanto ai giovani che lo provano. Ce lo conferma anche Gianluca Chiappetta, 15 anni, che balla con Giulia Cerchiaro.

“Il fatto di potersi misurare è uno stimolo e rende la danza sportiva uno sport completo, esattamente come gli altri dove c’è competizione” rivela.

Per i ragazzi è importante poter gareggiare, anche solo per le emozioni che si vivono in gara, nel bene e nel male.

“Ovviamente non deve essere questo l’unico motivo per

 

ballare” dice ancora Gianluca. “La prima ragione è

divertirsi e fare una cosa che piace. Io ho iniziato perché i

miei il sabato sera andavano a ballare il liscio, così

quando in V^ elementare hanno distribuito dei volantini

per un corso, ho voluto provare… E da lì il ballo è

diventato irrinunciabile!”

 

 

Concludo che il ballo è uno sport coinvolgente ed emozionante

 

Dalle testimonianze di questi quattro ragazzi emerge che il ballo è uno sport coinvolgente ed emozionante anche – e soprattutto – per i giovanissimi.

Ed questa è una realtà che tutti i genitori, anche quelli che non ballano, dovrebbero considerare.

Ecco perché sarebbe importante che le gare diventassero uno spettacolo per tutti, pubblicizzato a dovere anche fuori dell’ambiente.

 

Ed ecco perché, come suggeriscono all’unanimità Giulia, Serena, Marco e Gianluca, per far conoscere questa disciplina agli adolescenti sarebbe necessario organizzare esibizioni proprio all’interno delle scuole primarie e secondarie coinvolgendo i ragazzi.

 
Esattamente come faceva Antonio Banderas nel film:
Ti va di ballare?


Immagini tratte dal film: “Ti va di ballare?”


 

 

Mathilde Bonetti è anche scrittrice: ecco una delle sue opere.

Recensione a cura di Sauro Amboni

 
 
Titolo: Vuoi ballare con me?
Autore: Mathilde Bonetti
Editore: Piemme Junior



Ecco la copertina del testo
 
 

Il ballo anche in un romanzo teen. Si tratta di un saggio scorrevole, divertente, aiuta i ragazzi (ma anche i genitori) a capire, conoscere e amare il ballo.

Mathilde Bonetti, apprezzata autrice per ragazzi del gruppo Mondadori/Piemme, l’ha ideato poco dopo aver cominciato a ballare, proprio per trasmettere le emozioni che lei stessa vive in prima persona in pista da ballo.


 
Ecco la trama.

Anche Lena, la giovane protagonista di questo romanzo, vede il ballo come uno sport da vecchi. È l’ultima cosa che vorrebbe fare, considerato che le sue amiche fanno ginnastica ritmica e pattinaggio su ghiaccio.

Ma la cosa più imbarazzante è che dovrà ballare con un ragazzo, uno sconosciuto pedante e perfettivo che assomiglia incredibilmente a Harry Potter.

Però quando comincia a ballare, Lena scopre un mondo magico e affascinante che la coinvolge ogni giorno di più. Anche perché Harry Potter, il perfettivo con cui è costretta a ballare, non è poi così male.

Un romanzo che vuole promuovere il ballo proprio fra i giovanissimi. Un libro da non perdere per tutte le età.

 

 

 

 


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