Il mondo del ballo in Italia
08 giu 2010

A cura di
Sauro Amboni
La maestra artista Carla Povellato al Festival Internazionale della Danza alla Biennale di Venezia
 

La Maestra Povellato è una scrittrice, insegnante, ballerina ed artista di Flamenco, Danze Orientali e Tango Argentino; ha scritto numerosi articoli ed è autrice di un nuovo e autorevole testo dal titolo Flamenco.




FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA

BIENNALE DI VENEZIA 2010

A cura della Maestra Carla Povellato



 Maestra Carla Povellato
 
 

Venezia, Città impregnata di antico splendore, si offre da sempre quale palcoscenico di Eventi straordinari. Ed ecco anche quest’anno l’appuntamento con Biennale Danza.

 

CAPTURING EMOTIONS  “..perchè la Danza è un laboratorio di emozioni umane ed emozioni condivise” ci porta al 7° Festival Internazionale di Danza 2010.

 

Dal 26 maggio al 12 giugno si potrà assistere ad un alternarsi di 5 prime mondiali, 7 europee, 8 italiane; all’impegno di 16 compagnie e 20 coreografi.

 

Il tutto condotto dalla mirabile direzione di Ismael Ivo, grande ballerino e coreografo brasiliano, che “ha aperto le Danze” con “OXIGEN” il suo nuovo spettacolo al Teatro delle Tese, di cui è anche coreografo. Oxigen, lo sottintende chiaramente il nome, vede l’aria e l’ossigeno come espediente di ispirazione.

 

Il respiro, attraverso il suo atto dinamico di in ed es, produce movimento, crea sensazioni e l’aria, considerata quale cielo, spazio vuoto su cui si muovono nuvole e creature da fiaba, ha sempre suscitato, sin dai miti più antichi, il desiderio del volo.

 

Questo spettacolo, in replica al Teatro Comunale di Treviso, ha visto impegnati in un lavoro di grande spessore artistico 22 ballerini provenienti dall’ Arsenale della Danza, luogo di perfezionamento della Biennale, accompagnati dall’orchestra diretta da Matteo Scarpis.

Ismael Ivo è un grande artista, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, che ha ottenuto numerosi premi e meritato grandi riconoscimenti.

New York e Berlino hanno rappresentato i luoghi più importanti per la sua carriera artistica.

 
 

La Danza Contemporanea nasce come prodotto del pensiero filosofico ed artistico sviluppatosi dopo la 2^ guerra mondiale e , come collocazione geografica, in Europa e negli Stati Uniti.

La si può considerare una naturale evoluzione di parte dei cambiamenti introdotti dalla Danza Moderna, che ha segnato la rottura con il balletto classico alla fine dell’800, primi ‘900, grazie a nuove espressioni corporee e forme di recitazione.

Isadora Duncan fu la prima a togliere il tutu’ e le scarpette con le punte e ad andare in scena scalza, capelli sciolti, indossando una veste lunga e larga per danzare libera, con naturalezza alla stregua dei danzatori dell’antichità classica.

Martha Graham utilizzò il movimento dato dal respiro per creare la concentrazione necessaria per trasmettere l’energia, contraction release, danzando con i piedi fermamente ancorati alla terra, senza appoggiare solo le punte.

Durante gli anni ’70 abbiamo assistito ad una serie di ricerche e sperimentazioni il cui obiettivo è  il “comunicare” con il corpo.

In questo ambito, la collaborazione tra varie forme artistiche e tecnologiche hanno creato commistioni magiche, utilizzando la grande teatralità che può scaturire da queste fusioni.

 

Pina Bausch, il cui nome è legato al Teatrodanza che, sin dagli anni '70 si distacca dal balletto classico e dalla danza moderna includendo l'uso del gesto teatrale e della parola, propone per esempio, figure che gridano, corrono, si urtano, cadono, soffrono e ciò per creare bellezza ed emozione.


                                                    
                                                   Il simbolo della Biennale di Venezia 2010
 

La Danza Contemporanea si trasforma quasi in un mezzo di ricerca di qualcosa che va “oltre il corpo” concepito così come idealizzazione di aspetti sempre più innovativi ed intensi, ma consapevolmente vicini al mondo reale dell’uomo.

 

L’introduzione di strumenti elettronici e tecnologici, quali l’uso del sintetizzatore, videocamere, strutture meccaniche, fasci di luce, focalizzandosi molto sull’arte scenica e visiva hanno trasformato la Danza superando decisamente quella che è la tecnica specifica della disciplina.

 
I ruoli del ballerino e del coreografo cambiano.
 

Il coreografo deve essere versatile, aperto ed attento a tutto ciò che fa parte del mondo, sensibile ad ogni input e stimolo che giunge da ciò che ci circonda ed abile nel coordinare le varie forme di espressioni artistiche: quasi un regista.

 

I temi affrontati dalla Danza Contemporanea si sono concentrati sul corpo e la psicologia dell’uomo, sulla storia e le sue ripercussioni nella vita quotidiana, sulla drammatizzazione delle sue forme espressive più efficaci.

Ed il ruolo del ballerino non è più  quello di interprete di una coreografia, ne diventa quasi l’autore.

Viene dato un ampio spazio all’improvvisazione, che rende ogni spettacolo unico nel suo genere.

E’ da citare Carolyn Carlson, già direttrice dal 1999 al 2002 del settore Danza della stessa Biennale, danzatrice e coreografa, durante gli anni ’80 concentrava il suo programma di insegnamento proprio su tecniche di improvvisazione.

Attraverso l’improvvisazione chi danza ha molte possibilità: può gestire e studiare le capacità dei propri movimenti ricercandone maggiori e / o minori espressività.

Può comprendere maggiormente il suo IO interiore, analizzandone gli aspetti più intimi e personali, sfruttando ogni sensazione ed emozione per trasformarla in gesto.

E l’emozione permette di creare: diventa per esempio, un mezzo per disegnare ideali figure e geometrie tra terra ed aria, riempiendo lo spazio grazie al movimento.

Questa ricerca permette anche al danzatore “solo” di riempire e vestire la scena.

Anche l’interazione con altri ballerini, può diventare un materiale di studio, un mezzo per favorire l’analisi, la ricerca finalizzata ad una creazione coreografica ove i sentimenti fanno da protagonista.

 

Questa nuova edizione di Biennale Danza vede nuovamente Ismael Ivo impegnato in un progetto dove energia e pathos sono i protagonisti.

Nella precedente edizione del 2008, il tema chiave era la bellezza, intesa come un mezzo per indagare, cercare e comprendere le infinite possibilità di trasmettere sensazioni grazie ai gesti di un corpo in movimento.

Il concetto di bellezza è soggettivo, ma versatile, permette di guardare al passato ed al futuro, amplificando tutto ciò che si può percepire, osservare, e che ci può colpire.

 
Nella Danza creare è catturare emozioni.
 

E la Fondazione Biennale di Venezia permette, attraverso scambi internazionali, che quest’anno, peraltro, vedono coinvolti anche il Nord America, la Nuova Zelanda e l’Australia, di formare nuove generazioni di artisti, ballerini e coreografi di grande versatilità.

                                             

                        La copertina del nuovo testo "FLAMENCO"  di Carla Povellato


 
 
M° Carla Povellato
 
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