Il mondo del ballo in Italia
11 lug 2009

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra Carla Povellato traccia stile e carattere del vero PASO DOBLE.

  
 
 
 
Paso Doble

Carattere & stile

 

A cura di Carla Povellato

 
 

 
Maestra Carla Povellato
 
 

 

“EL HOMBRE ES EL MATADOR, Y LA MUJER EL CAPOTE”….

 

La Corrida è il combattimento tra uomo e toro: la si può amare o detestare, esaltare o condannare, ma fa parte dell’essenza del popolo spagnolo.

 
 
 
 
La Storia

La Tauromachia ha una origine antica che affonda le sue radici nel Mar Mediterraneo, quest’acqua salata, come il sapore della caducità della vita, che lega e accomuna le più famose civiltà, madri della nostra cultura europea.

Come i riti più arcaici si evolve in Danza ed il Paso Doble (etimologicamente passo a due, passo doppio) ne diventa il simbolo. Si affermò, come stile, intorno al 1920.

 

La parte artistica e musicale appartiene alle celebrazioni nell’Arena, la “Plaza de Toros”.

 

Prima di ogni “spettacolo” infatti, tutti i protagonisti di questa performance, che nella sua più intima essenza ha un che di magico, tipizzano il loro ingresso con una sfilata, una camminata cadenzata da una musica che ricorda quasi una parata militare, una sorta di annuncio trionfale accompagnato da magnifiche danze.

L’origine di questo spettacolo rituale si fa risalire, in Spagna, al 1600,

Ricordiamo però che già nelle antichissime pitture rupestri, ovunque disseminate in siti preistorici, si possono ammirare scene di combattimenti tra uomo e toro, epopee di tori e, nell’antico Egitto, adorati come divinità.

Senza scordare il Minotauro di Cnosso.

 

Forse è proprio per questo che si afferma che la nascita di questa Danza ha anche origini greche e siriane.

Molti studiosi accomunano la struttura del Paso Doble a quella di un più antico stile, la Passacaglia(paseo por la calle, cioè il camminare per la strada e quindi canzone di strada) una forma popolare di derivazione spagnola, su un ritmo di ¾, nata grazie a d artisti girovaghi.

 

Una cosa è certa: la Passacaglia ha avuto un grande successo musicale europeo tra i grandi compositori in epoca barocca e successiva (Salieri, Corelli, Haydn, Bach, Brahms); nella Danza, è invece, il Paso Doble, carico di energia e vitalità, che si è affermato in modo preponderante.


 
 


Musicaltà

La musica, ha un ritmo di 2/4 e a volte si arricchisce utilizzando variazioni su 6/8 tipico di alcune marce dell’800 come la quickmarch anglosassone.

Inoltre ha fatto proprie alcune note flamenche e peculiarità di questa Danza, come il golpe finale nella chiusura di certi passi (battito di piedi energico) e il movimento delle mani della dama che simula l’uso delle castañuelas, le nacchere, strumento a percussione tipico di numerosi stili flamenchi.

 

Numerosi sono i brani il cui ritmo introduttivo tradizionale è: “ri-a, ri-a, ri-a, ti ttà” che, accompagnato dal suono delle nacchere, cadenza in modo inequivocabile la situazione musicale.

 
 
 
Ricorrenze

Entrambi di origine spagnola, Flamenco e Paso Doble, si ballano in zone geografiche diverse: il primo è andaluso, il secondo è tipico delle regioni centrali ed in modo particolare dell’area di Madrid.

Qui ogni anno, il 15 maggio, si celebra la ricorrenza di san Isidro con processioni religiose e spettacoli dove il Paso Doble è indiscusso protagonista.

Si festeggia bevendo l’acqua della fonte santa ed è d’obbligo assistere ad una Corrida nella Plaza de Toros de Las Ventas.

La Corrida, come rituale, la ritroviamo anche a Pamplona, in Navarra al nord della Spagna, dal 7 al 14 luglio, per la festa di San Firmino, tanto amata da Hemingway, che con la corsa dei tori tra le strade, è l’ideale punto di incontro tra sacro e profano.

 
 
Lo Stile e il Carattere vincenti

La Corrida è il tema centrale, l’ideale filo conduttore del Paso Doble che, negli anni, si è affermato molto anche in Francia ed Inghilterra, dove sorsero le sue prime codificazioni (1938), per essere poi ballato ed insegnato in tutto il mondo.

 

Dal 1954 è stato inserito, come disciplina, all’interno delle Danza Latino-Americane.

E’ un ballo impegnativo, ma di grande spessore artistico.

I danzatori, uomo e donna devono calarsi, specificatamente, nel ruolo del torero e dei “drappi” con cui si “giostra” con il toro.

 

La Corrida comprende una serie di fasi e sequenze caratterizzate dall’uso di particolari oggetti:

·        il capote, un largo telo appesantito e reso rigido da ripetute immersioni nella gomma liquida, di colore rosso accesso o viola esternamente, giallo nella parte interna.

·        le banderillas, sottili bastoni in legno la cui lunghezza varia da 70 a 95 cm. coperti da nastri colorati in carta crespa e terminanti con una punta in acciaio.

·        la muleta, un drappo più leggero in flanella rossa, montato su un bastone affinché possa stare teso.

 
 

Le figure traggono spunto dalla gestualità del torero, per cui è facile capire che non si tratta di uno stile semplice.

 

Richiede conoscenza, capacità tecnica, espressiva e grande teatralità poichè i passi e le figure richiedono grande preparazione, anche emotiva.

 

Ed è un ballo di coppia e la coppia deve essere consapevole di ciò che sta interpretando, impregnando di grande rigore formale e passione ogni gesto, ogni movimento senza nulla tralasciare: sguardo, mani, gambe.

 

Danzando i ballerini devono trasmettere la sensazione della sfida, dell’attacco, della sottomissione, della tragedia: “La suerte y la muerte”.

 

Il cavaliere gestisce lo spazio che lo circonda in modo consapevole e determinato, quasi controllandolo, con atteggiamento di orgoglio, fierezza, dignità.

 

La dama si muove in modo sinuoso e fluido con inclinazioni del busto e rientri in posizione durante le promenades e i vari giri.

 

La coppia danza percorrendo la sala in senso antiorario, in linea di ballo.

 

L’espressione del viso è molto importante: volitiva e con  una certa dose di aggressività.

 

Ed ecco la gestualità della Corrida, integrata dal Flamenco: partendo da una base “sur place” si può iniziare con un “chassez cape” figura che interpreta il movimento del torero che trascina il capote, cioè la dama, all’interno dell’Arena.

 

E poi un golpe, un battito energico del piede, un “apel”, una llamada, chiamata, per attirare su di sé l’attenzione del toro (che a volte è distratto dalla presenza del pubblico dell’arena), per proseguire con camminate in varie direzioni integrate da virtuosismi concordati.


 
                               




Abbigliamento

Gli abiti maschili e femminili sono bellissimi e ricercati.

Ispirati al “traje de luz”, abito di luce, del toreador ( con giacchino corto e luminoso), presentano un esubero di decori e paillettes, con grande cura dei particolari.

 

La donna tiene i capelli raccolti ed ha lo sguardo aggressivo, un’espressione di sfida che raramente la vede soccombere,in un ruolo non più da comprimaria al negativo, ma da vera protagonista.

I suoi abiti sono decisamente seducenti: in tinta unita, aderenti, senza maniche, con fondo ampio per evidenziare i movimenti.

 

L’uomo indossa calzoni a vita alta, tipici dei toreri, che esaltano la figura e donano grande portamento.

 

Una Danza particolare, El Paso Doble e una musica coinvolgente, che avvolge il cuore e l’anima dei suoi interpreti, protagonisti del binomio, amore e morte.

 
Maestra Carla Povellato
 
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