Il mondo del ballo in Italia
03 ott 2010

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra e Professoressa Marcella Costato e i pregiudizi della Danza Sportiva.

Danza,  Ballo,  Musicae pregiudizi da abbattere
per una società più matura


(A cura di Marcella Costato)



Marcella Costato




 
Presentazione
(a cura di Sauro Amboni)
 
 

I concetti (preconcetti) che vedevano i mancini come persone diverse o malate, sono stati scalzati da cinquant’anni.

Portare gli occhiali, nel secolo scorso, era considerata una menomazione e chi li indossava era un “diverso”.

Oggi i sordi sono considerati “menomati”, ma non tutti sanno che la cultura e la loro potenzialità intellettiva, cognitiva e professionale è superiore a quella delle persone considerate “normali”.

In questo articolo di elevato spessore culturale e morale, la Prof.ssa Costato ci fa riflettere sulla Danza e la sordità e ci esorta a chiederci e a rispondere alla domanda:

Qual è l’indice di civiltà di una nazione?






INTRODUZIONE
 

Pochi conoscono la storia dei sordi, la cultura e la loro potenzialità intellettiva, cognitiva e professionale. Nel nostro paese essi sono considerati disabili e spesso incapaci di vivere una vita normale.

Per molto tempo i non udenti hanno accettato la propria “minorazione”, credendo di non poter svolgere numerose professioni o sport, compresa la danza.

E’ il caso, forse, di rivedere per sempre questi pregiudizi.



IL SUONO PER IL BAMBINO SORDO

La musica nasce con l’uomo.

Il neonato, per nove mesi di gravidanza è immerso in timbri sonori, rumori, ritmi e voci. Il suo sviluppo, nel grembo materno privo di silenzio, è accompagnato da pulsazioni, respiri ed emozioni: la musica guida la sua crescita.

 

La musico terapeuta, Giulia Trovesi, a questo proposito, chiama il grembo materno: la ”Prima Orchestra”.

 

 

Si parla allora di risonanza corporea. Attraverso il grande corpo vibrante della madre, i suoni giungono al feto.

Tutto ciò avviene anche per il bambino sordo.

Senza vibrazione non c’è suono, non c’è la risonanza corporea.

Per questo, in musicoterapia, i giovani sordi sono messi a contatto della cassa armonica del pianoforte che costituisce una potente cassa di risonanza.

Si è notato, infatti, che i bambini si abbracciano, spontaneamente, alla cassa armonica del pianoforte, per meglio sentire, percepire le vibrazioni.

Il loro corpo vibra, come quello degli udenti, poiché essi vivono nel mondo come noi e come noi, sentono le vibrazioni.

 

I sordi insegnano, quindi, che l’ascolto non dipende solo dalle orecchie, ma, come dice Giulia Trovesi, è invece il “Corpo Vibrante” protagonista dell’ascolto. La voce nasce dall’ascolto.

 

Anche i ricercatori, delle moderne neuroscienze, sostengono che le informazioni derivate dalle vibrazioni hanno le stesse caratteristiche di quelle provenienti dai suoni.

La musica è quindi uno strumento utilissimo per stimolare il cervello delle persone sorde.


 

 

 


IL SUONO STA AL RITMO COME LA NATURA STA ALLA VITA

Le onde prodotte dai corpi in vibrazione e trasmesse attraverso l’aria, sono percepite dalla pelle, i muscoli, le ossa. Il sistema nervoso permette al sordo di captare elementi quali il ritmo, l’intensità, la durata e l’altezza del suono.

I suoni gravi sono percepiti più facilmente e gli strumenti che si appoggiano sulle ginocchia sono preferiti perché permettono alle vibrazioni di passare attraverso tutto il corpo.

Il non udente s'interessa più al ritmo che alla melodia e per questo è importantissimo lavorare sul movimento.

 

Il contatto con chi possiede un udito normale, fa sì che il sordo si sforzi di giungere al linguaggio “naturale” e alla danza.

 

Egli sente con più forza il linguaggio della danza e cerca prima nel proprio corpo, poi nello spazio, la possibilità d’esprimersi.




 

Il professor Franco Larocca, (docente di lettere, filosofia, pedagogia speciale per l’handicap e laureato in scienze motorie), in un suo articolo sulla rivista Educare.it, ricorda come l’udito sia il primo dei sensi a destarsi: terzo, quarto mese di gravidanza.

Per questo motivo è possibile considerare la musica e la danza fra i primi mediatori che richiamano spontaneamente l’attenzione e invogliano a partecipare predisponendo il corpo e l’animo al buon umore.



LA DANZA STA AL MOTO COME IL MOVIMENTO STA AL DIVENIRE

A conferma dell’importanza dell’educazione al suono e al ritmo, in particolare in soggetti non udenti, ricordiamo che nel 1987 è stata istituita la “China special Art Troupe”.

Si tratta di una compagnia cinese di ballerini audiolesi, formata da ventuno ragazzi tra i 13 e i 27 anni: maschi e femmine.

E’ l’unico “gruppo artistico cinese speciale” che ha affascinato il pubblico di tutto il mondo.

Il debutto è avvenuto nel 2004 in occasione delle Paralimpiadi, dove quattro specialisti nella lingua dei segni, erano agli angoli del palco, per aiutare i ballerini a prendere il ritmo della musica.

Gli artisti hanno presentato oltre 150 spettacoli in dieci

 

paesi del globo ogni anno e ottenuto successi ovunque.

Il gruppo è anche chiamato: The UNESCO artist for peace (artisti UNESCO per la pace). Le loro esibizioni, considerate messaggere di bellezza e umanità per i 600 milioni di disabili della Terra, hanno unito spettatori di diverse nazionalità, lingue e religioni.

Importanti capi di Stato e personaggi famosi sono stati toccati dalla grazia della loro arte.

Essi, nelle loro danze, compiono movimenti leggeri e sincronizzati seguendo il ritmo di una musica che purtroppo non odono.

Senza la capacità di sentire o parlare questi ballerini manifestano il loro talento attraverso i movimenti.

Esperti coreografici li guidano ed essi, per apprendere il ritmo e il tempo del ballo, alzano a tutto volume gli altoparlanti e si appoggiano alle casse per memorizzare le vibrazioni dei suoni.

Questi artisti vivono il loro deficit,come una grande sfida. Gli allenamenti cui si sottopongono li aiutano ad assorbire meglio le vibrazioni e a superare il loro handicap.

I ballerini, dopo mesi di allenamenti, sono in grado di danzare in modo sincronizzato e perfetto anche senza musica. 

 

I coreografi che li seguono, però, hanno dichiarato di volerli vedere danzare con l’anima e ammirarli commossi non solo per la precisione dei movimenti.

Ci si aspetta che essi dimostrino, attraverso la loro arte, il meglio della cultura cinese.

 

 

LA MAGIA DELLE MANI
 




Le mani, forse qualcuno non sa, sono considerate la voce delle persone sorde.

Il filosofo Kant le ha definite "la parte visibile del cervello", mentre il matematico e biologo Bronowski ha detto che sono “la lama della mente".

 Le ballerine tracciando arabeschi nello spazio, si modellano nell’aria come statue e catturano la luce sulle mani con quelle unghie troppo lunghe perché siano vere.

L’attenzione dello spettatore, com' è capitato a me anni fa a Bangkok in occasione di uno spettacolo, cade proprio su quelle mani che ad ogni secondo assumono posizioni diverse con significati differenti.

Col passare del tempo, tuttavia, qualcosa è cambiato anche nelle tradizioni. Oggi le moderne ballerine orientali Tailandesi e Cinesi, preferiscono avere unghie corte e utilizzare prolungamenti di plastica per allungarle e creare così gli effetti tanto particolari nelle danze.

 

Un esempio è quello della compagnia delle danzatrici sorde cinesi MANI D’ARANCIO che nella danza Bodhisattva, attraverso il movimento delle mani, creano l’immagine di un grande sole luminoso.

 


CONCLUSIONI e Riflessioni

Negli ultimi tempi la Cina ha fatto molto parlare di sé. Dopo le Olimpiadi del 2008, il mondo occidentale ha dovuto riconoscere la grandezza e la potenza di questo enorme Stato.

 

Io stessa, durante un viaggio compiuto recentemente, ho avuto modo di osservare come questo paese si sia aperto al progresso, mostrandosi competitivo nei confronti dell’Occidente.

Il controllo delle nascite è considerato un esempio di civiltà avanzata e tutti i cinesi lo ritengono un dovere necessario per la sopravvivenza del paese e addirittura dell’intero pianeta.

 A Shanghai, dove fino a pochi anni fa il terreno era coltivato a risaie, ora sono sorti moderni grattacieli che sfiorano altezze improponibili e invidiate dal resto del mondo.
 I giovani laureati, sembra, trovino lavoro nel giro di pochi mesi e poco importa se gli stipendi del resto della popolazione sono scarsi: la vita in quei luoghi, si sa, costa poco.
 Occupandomi d’insegnamento ai disabili, tuttavia mi sono chiesta, in questo clima di modernità e apparente progresso, come fosse vissuto il loro inserimento nella società.
 Sembra che tutt’oggi nelle scuole, la loro integrazione non sia presa in considerazione. I disabili, come avveniva in Italia circa 30 anni fa, stanno prevalentemente in scuole speciali, insieme ad altri disabili.
 Non si parla quindi di progetti d’inclusione, ma di pietoso allontanamento, a detta di alcuni, nell’ interesse dei disabili stessi.
 Basti pensare che in Cina il mancinismo è ancora corretto, in famiglia e nelle scuole.
 I preconcetti che vedevano i mancini come persone diverse o malate, sono stati scalzati, in Italia, sempre dagli anni settanta.
 Parlando con alcuni manager cinesi, tuttavia, mi sono sentita considerare come appartenente a una Nazione che ha ancora molto da imparare.
 

Allora mi sono posta la seguente domanda:

Qual è l’indice di civiltà di una nazione?
 

 



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