Il mondo del ballo in Italia
24 feb 2010

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra ed artista Carla Povellato e le sue magistrali riflessioni sul Tango Argentino



 
Tango Argentino
Riflessioni tecniche e culturali

Maestra Carla Povellato

 
 
 

L'artista Maestra Carla Povellato


Premessa: il riconoscimento dell’Unesco

 

“…personifica sia la diversità culturale, sia il dialogo. Rappresenta l’essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato…. Ha conquistato con la sua forza una trascendenza universale….”

 

Il 30 settembre scorso l’UNESCO ha dichiarato il Tango Argentino patrimonio dell’Umanità, coronando il successo e l’affermazione di una Danza nata tra i quartieri malfamati di Buenos Aires, città meta degli emigranti in cerca di lavoro negli anni della seconda metà dell’800.

 
 

da Tango Metropolis



Nel Mondo
 

Del Tango, impregnato di atmosfera da “frutto proibito”, ma tanto amato dalla cosiddetta “gente per bene”, la buona società, le classi alte, si è tanto detto e scritto: è il più cosmopolita dei balli.

 

Danzato ormai in tutto il mondo, grande è la seduzione di questi passi che fondono l’intima essenza dell’ anima latina con radici ritmiche africane, presenti soprattutto nella Milonga, influenzata dall’Habanera cubana importata dai marinai dei Caraibi.

 
 






 
Percorso evolutivo
 

Il suo percorso evolutivo e storico è legato a quella che è stata la vita culturale e politica del mondo argentino e, musicalmente, lo si può paragonare a quello del Jazz.

 

La sua struttura armonica è però “tipicamente italiana”.

 

I più importanti compositori ed artisti quali Annibal Troilo, Osvaldo Pugliese considerato il maestro deimaestri delle Grandi Orchestre, Àstor Piazzolla, sono figli di italiani e con la loro musica ne hanno segnato la storia.

 

Sino al 1916 non esisteva la voce, il canto, romantico e melodico, fu introdotto da Carlos Gardel.

 

Non si usava neppure il bandoneon, lo strumento simile alla fisarmonica, in legno, inventato dal tedesco Heinrich Band che presenta dei fori, la cui apertura o chiusura tramite l’uso dei polpastrelli delle dita produce le note cambiandole a seconda di quanto il mantice venga più o meno compresso o dilatato.

 

Nel 1930 Juan D’Arienzo introdusse nella musica ritmi decisamente cadenzati, molto stimolanti per l’interpretazione del ballo.

 

Troilo sperimentò nuovi suoni e nel 1940 nacquero le grandi orchestre che interpretavano la musica in modo molto particolare, ritmato, “por bailar”.

Negli anni ’50, nel periodo peronista, si affermarono le composizioni di Astor Piazzolla, inizialmente considerate quasi un tango sinfonico, non ballabili, contaminate poi, grazie ai grandi consensi durante il ventennio successivo dal Jazz e, ai nostri giorni, conosciute ovunque nel mondo (Tango Nuevo).

 

L’ origine del Tango forse nasce dall’antica danza africana importata dagli emigranti in Argentina, in auge come “ballo di strada” negli anni ’40 del milleottocento chiamata  Candomba,  ed anche dal Canyengue, sempre di derivazione africana che etimologicamente significa “camminata ritmica” dai movimenti rapidi e corti, arrabballero, econsiderato quasi l’essenza stessa delle sue radici.

 
 



da Tango Metropolis
 

Dove si balla
 

Si balla nelle Milonghe, locali tipici dove si ha l’opportunità di assistere a vere e proprie esibizioni di altissimo livello spettacolare, che conservano comunque la loro essenza di espressione popolare.

 

La continuità artistica tra la vita di tutti i giorni, i locali per amateur e il palcoscenico, appare decisamente unica e strabiliante nella condivisione di uno stesso mondo.

 

L’ intensa attività di insegnamento di questi ultimi anni ha fatto sì che gli argentini stessi ne divulghino lo stile, inventandosi un modo per codificarlo ed insegnarlo. Infatti chi non lo conosce non può coglierlo, deve necessariamente impararne le basi per danzare e divertirsi.

 

Ed il passo base è un camminare e poi…..”ognuno ha il suo Tango”, ed i passi completano la musica. Sta infatti alla fantasia dei ballerini creare una sequenza, un dialogo danzato tra di loro.

 
 



da Tango Metropolis
 
Ritmica
 

La sua struttura ritmica è decisamente ricca, basta pensare ai tre ritmi, tre tipologie: Tango, Vals e Milonga, pertanto aperta all’improvvisazione.

Grazie al “ritorno in Patria” degli emigranti, durante il primo ventennio del ‘900, si affermò nelle città più famose, quali Barcellona e Parigi.

Qui il successo fu grande e questa Danza incarnò il ”senso di un popolo”.

 

Fu proprio a Parigi che nacque il Tango Salon, dall’impronta vivace e ritmata, che prevedeva un abbraccio tra la coppia più ampio, che si concentrava nella ricerca di grande eleganza e spettacolarità nel movimento.

 

Ed ecco che il mondo del Tango finì per “colorarsi di arancio”, Vermouth Tango, The Tango: occasioni mondane di incontri per danzare e momenti in cui si afferma anche la moda dell’abito femminile, ora divenuto tipico, con gonna stretta dal profondo spacco laterale.

 






 
Variazioni
 

La nascita del Tango elettronico, poi, che diventa Go-tan, un tango capovolto, al contrario, oltre che  del Tango Nuevo, con i suoi tipici fuori-asse, dove la ballerina viene lasciata, ripresa, in un vortice di movimenti, accompagna con le sue note le esibizioni dei migliori ballerini contemporanei, e ne testimonia il cambiamento.

 

Tango Metropolis”, è uno spettacolo presente nei cartelloni dei più prestigiosi teatri italiani da circa due anni.

Questo nome nasce dal fatto che il Tango è considerato alla stregua di un ballo folclorico urbano (in Argentina sono state catalogate, grazie ad uno studio condotto all’interno della facoltà di Scienze Sociali Antropologiche, oltre 300 tipi di Danze Folk).

 

Propone quanto di più straordinario questa Danza può offrire con un excursus storico tracciato come forma celebrativa.

 






 
Al Festival di Buenos Aires
 

Presentato per la prima volta al Festival Internazionale del Tango di Buenos Aires grazie al Bandeonista Daniel Binelli, ed ai coreografi e tangheri Pilar Alvarez e Claudio Hoffmann, vanta di un grande cast che ha raggiunto, grazie ad una profonda ricerca musicale, un altissimo livello artistico ed intellettuale rapportando questa Danza ad una dimensione multietnica e magica.

 

Sapienti interpretazioni e significativi livelli acrobatici, accompagnano lo spettatore che assiste all’esecuzione di questa Danza, dalla grande tecnica amplificata da virtuosismi spettacolari.

 

Cinque musicisti ed altrettante coppie di ballerini presentano un fantastico e coinvolgente viaggio dalle origini alle evoluzioni del Tango avvolto di nostalgia e solitudine, uscito dai bordelli e dai bar “a media luz” del mondo argentino d’inizio secolo, tra il fragore e le distruzioni delle prima guerra mondiale, per sbarcare in Europa.

 






 
Passato e futuro
 

Il Tango Argentino  è un guardare al futuro, è una forma artistica in evoluzione, che conserva comunque un forte legame con il passato e la tradizione, acquisendo così una dimensione popolare, senza perdere quelle che sono le proprie origini.

 

Ora è sapientemente celebrato. Ed è per questo che il Tango, ormai, appartiene al Mondo.

 
 
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Rovigo, febbraio 2010
M° Carla Povellato

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