Il mondo del ballo in Italia
15 mar 2011

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra Francesca Paglieri nel suo saggio: 'Incontro tra Danze Orientali e Danze Polinesiane'


L'incontro tra
Danze Orientali e Danze Polinesiane”


a cura della Maestra Francesca Paglieri




La Dott.ssa Francesca Paglieri è laureata DAMS (Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo), è Maestra di Danze Orientali, coreografa, giornalista e scrittrice, ballerina e attrice

 
 


Le Danze Orientali


La Danza Orientale è tradizionalmente praticata dalle donne, perché esprime interamente la femminilità, la vitalità e la sensualità. La danza orientale è unica nel suo genere ms ne esistono di diversi stili, che cambiano a seconda del Paese d'origine.

 

In generale, questa danza è caratterizzata dalla sinuosità e dalla sensualità dei movimenti: è di effetto sia con musiche ritmate che lente.

 

La danza orientale è particolarmente adatta al corpo femminile, perché aumenta la flessibilità e la tonicità del seno, delle spalle, delle braccia, del bacino, ma soprattutto della pancia: gli addominali sono coinvolti profondamente nei movimenti, modellando la linea e giovando agli organi interni.

 

Tonifica le cosce, migliora l'agilità delle articolazioni e sembra ritardare l'osteoporosi.

 

Le danzatrici formose sono le più apprezzate e possono mostrare le proprie forme, come una statua. Quello che importa non è la rotondità ma la sensualità, la grazia e la sinuosità dei movimenti.

 

La danza orientale è originaria del Medio-Oriente e dei paesi arabi, eseguita soprattutto, ma non esclusivamente, dalle donne. È considerata come una delle più antiche danze del mondo, soprattutto nei Paesi del Medio-Oriente, come Egitto, Libia, Libano, Irak, Turchia, Marocco, Algeria, ecc.

 

Durante la Campagna d'Egitto di Napoleone, i soldati francesi vennero a contatto con questa danza: provenendo da una società relativamente puritana, il corpo scoperto delle danzatrici veniva percepito come un potente afrodisiaco. Da qui la sua diffusione in Europa.

 

La Maestra Giornalista Francesca Paglieri ha scritto un libro su queste danze; per la recensione clicca qui.

 


Le Danze Polinesiane:
un’arte della cultura Hawaiana


 Sono danze consigliabili soprattutto a quelle donne dalle forme morbide, per la grazia, la femminilità e la sensualità che si manifesta con queste danze che richiamano l’armonia delle isole del Pacifico e delle loro lunghe onde che si infrangono sulle spiagge di sabbia purissima.
 

Le danze polinesiane sono originarie di quella zona dell'oceano pacifico fra le isole Hawaii a nord, la Nuova Zelanda a ovest e l'isola di Pasqua, comprendendo la Polinesia francese, le isole Cook, Samoa, Tonga e Tuvalu. Queste danze, nei tempi antichi, erano considerate rituali e religiose, danzate per sottolineare i vari eventi socio-culturali.

 

Sono danze dai ritmi languidi e suggestivi che raccontano leggende e storie d'amore. I movimenti imitano il processo della creazione e la misteriosa trasmissione della vita.

 

In quasi tutte le isole della Polinesia esistevano delle danze a volte simili e a volte diverse nei modi di esecuzione da isola ad isola. Ma come avviene spesso per le tradizioni arcaiche, il fine di tali danze era comune.

 

Le divinità delle isole Hawaii come quelle di Tahiti e delle altre isole pur avendo nomi differenti rappresentavano la stessa energia, quella della Natura…….“ Danze compiute in riva al mare o nelle foreste dalla vegetazione verdissima, umida e rigogliosa che le donne eseguivano agghindate con ghirlande di fiori bellissimi e profumati chiamate ’lei’.

Si dice anche che le donne hawaiane, essendo rimaste molto colpite ed affascinate dalla bellezza della Dea e dalla danza da lei compiuta, decisero di impararla e di praticarla fra loro.

 

La Goute Au Hula, comunemente Hula, è una danza tonda, morbida ed ondulante, che mobilita tutto il corpo, concentrandosi sul movimento del bacino, delle braccia e delle mani. E’ così che questa danza illustrata da canti e musiche antiche, racconta di leggende di re, di gesta eroiche, di piccoli avvenimenti e di miti della natura delle Hawaii.

 

Un’arte della cultura Hawaiana nella tradizione orale, vietata dai missionari puritani nel 1820, ha continuato ad essere tramandata e ballata in segreto fino alla fine del XIX secolo, per poi tornare alla luce nei primi decenni del XX secolo.

“…..nell’isola di Tahiti esisteva una casta di sacerdotesse e di sacerdoti dediti alla danza ed all’accompagnamento musicale chiamati airoi.

 

La danza delle sacerdotesse consisteva in movimenti frenetici del bacino fatti seguendo il ritmo che i sacerdoti suonatori praticavano percuotendo dei tronchi cavi. In tale danza si alternavano momenti di frenesia a momenti di assoluta stasi; le airoi praticavano i culti della fertilità proprio nello stesso modo in cui li praticavano le donne europee arcaiche. Quella che oggi viene chiamata Tamuretè potrebbe essere un’eco di questa antica danza.

 

Queste danze esprimono gioia, spontaneità, rispetto per la natura e spesso narrano di leggende e storie d’amore.

 

Commento sulle Danze Polinesiane tratto, con adattamento personale, dall’opera di:

Irina Naceo, “Delle antiche danze femminili”, edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2003.

 
 
 
                                  Conclusioni

Dalla fusione di queste due danze, nasce una nuova Danza conosciuta e praticata in tutto il mondo con il nome di “bellynesian”.

L'intento è quello di affiancare i due stili, orientale e polinesiano, in modo da verificarne somiglianze sia storiche e sia coreutiche.

 

La Maestra Giornalista Francesca Paglieri insegna e divulga queste nuove danze in scuole, circoli artistici e culturali, propone e realizza stage e dimostrazioni ed esibizioni.

La Maestra Paglieri, inoltre, ha scritto un libro su questa nuova danza; per la recensione clicca qui.



 
La copertina del nuovo testo di Francesca Paglieri

Per la recensione,  clicca qui.



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